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Sicurezza
 

23/02/2016

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Il rischio del Wi-Fi ‘troppo’ pubblico

Attenzione alle reti che hanno nomi comuni. Potrebbero nascondere malintenzionati pronti a sottrarre dati sensibili.

Un esperimento condotto dai ricercatori Avast Software presso l’aeroporto di Barcellona ha evidenziato come gli utenti non prestino particolare attenzione quando si trovano a potersi connettere a un rete Wi-Fi aperta, con il rischio di essere spiati o con i dati violati da eventuali cybercriminali. Nel dettaglio è stata creata una rete Wi-Fi vicino all’area di registrazione del Mobile World Congress in corso in questi giorni nella città catalana, denominandola "Starbucks", "Airport_Free_Wifi_AENA" e "MWC Free WiFi". Nomi comuni o comunque apparentemente di servizi creati apposta per chi partecipa all’evento.

In tale contesto il rischio era per gli utenti con già salvate reti con gli stessi nomi sui rispettivi dispositivi con conseguente connessione automatica, oppure per chi era alla ricerca di una connessione gratuita. Avast spiega che in sole 4 ore ha visto transitare sulla rete creata ad hoc oltre 8 milioni di pacchetti dati da più di 2.000 utenti, scansionandoli ma non memorizzandoli. Questo quanto emerso:

Il 50,1% di chi si è collegato aveva un dispositivo Apple, il 43,4% un dispositivo Android, e il 6,5% un dispositivo Windows Phone. Il 61,7% cercava informazioni su Google o controllava la propria posta elettronica su Gmail. Il 14,9% visitava Yahoo e il 2% Spotify. Fronte social network, il 52,3% aveva installata la app di Facebook e il 2,4% quella di Twitter. L’1% usava invece app di dating (Tinder o Badoo). Infine, del 63,5% degli utenti è stato possibile vedere l’identità del dispositivo e dell’utente stesso. Il suggerimento dei ricercatori a chi utilizza un hotspot pubblico è in tal senso quella di servirsi di un servizio VPN che rende anonimi i dati.

 

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