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21/11/2017

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di Paolo Morati

(R)innovare il legacy

Il tema della modernizzazione delle applicazioni mainframe deve superare il puro e semplice re-hosting. È questo l’obiettivo sul quale lavora CWS grazie alla partnership stretta con LzLabs, e forte di un’esperienza trentennale nel settore.



Da decenni i mainframe svolgono un ruolo critico nella gestione dei processi basati su sistemi informativi di grandi aziende operative in svariati settori. Applicazioni ormai consolidate e che sfruttano architetture collaudate risiedono su questi ‘colossi’ che dal centro poi coordinano e veicolano dati vitali per l’attività dei rispettivi utenti, riuscendo a gestire la complessità dei calcoli grazie a una potenza elaborativa a crescita esponenziale. Nell’era della digital transformation diverse realtà stanno tuttavia cercando modalità efficaci per portare questi ambienti su un percorso di rinnovamento. “Negli ultimi anni si è parlato molto di re-hosting applicativo con attori collegati al mondo sistemistico, ma di fatto la conversione non avveniva solo a livello di macchine ma anche di personale, tendendo a compiere un cambiamento radicale del processo e soprattutto delle figure coinvolte. Il nostro obiettivo è invece quello di permettere una vera e coerente modernizzazione della piattaforma, da una parte sostituendo de facto l’infrastruttura hardware in essere passando a una virtuale, e dall’altra consentendo l’evoluzione della piattaforma mainframe tramite le stesse persone che attualmente la governano, che possono continuare a scrivere in Cobol, ma nel contempo aprendo lo spazio a una visione sul futuro a lungo termine delle applicazioni arrivando potenzialmente anche a servirsi di altri linguaggi come ad esempio Java”, spiega Luca Passini, Chief Executive Officer di CWS Digital Solutions.

Il riferimento è alla partnership che il system integrator ha stretto di recente con LzLabs, realtà che propone sul mercato soluzioni per quello che definisce il Software-Defined Mainframe (Sdm), e quindi il re-hosting di dati e applicazioni legacy mainframe su Red Hat Enterprise Linux e su cloud attraverso Microsoft Azure. “L’accordo sposa la loro tecnologia con la nostra forte competenza in ambito applicativo così come in quello Linux e sul mondo mainframe dipartimentale, che ci consente di comprendere l’essenza del cliente per rispondere a un modello di vendita dove è fondamentale la collaboracollaborazione con partner altamente selezionati. Ecco che prima che LzLabs uscisse ufficialmente sul mercato abbiamo quindi dedicato oltre un anno e mezzo per formare le nostre persone dal punto di vista tecnologico così come da quello funzionale e commerciale. Di fatto, non si tratta di una partnership che si può mettere in campo con un semplice schiocco di dita, considerata la criticità delle applicazioni coinvolte”, aggiunge Passini. Più nel dettaglio, la collaborazione tra LzLabs e CWS è finalizzata al passaggio delle applicazioni mainframe su un’architettura x86 atta a garantire una estrema verticalizzazione dell’esperienza in termini di potenza di calcolo e una corretta modernizzazione, mettendo da parte il concetto di legacy, e fornendo una forte stabilità e possibilità di aggiungere potenza in modo dinamico e scalabile. “Senza tralasciare una forte attenzione ai costi e un ritorno degli investimenti qualificabile su un periodo estremamente breve”, prosegue Passini, riferendosi in particolare a uno scenario dove in alcuni casi oggi sono state perse alcune competenze interne di base di quanto ospitato sui mainframe: “Chi osserva il funzionamento di LzLabs non può che sorprendersi per l’utilizzo di concetti tutto sommato semplici ma che in realtà sono estremamente sofisticati e frutto di un lavoro di ricerca e sviluppo durato cinque anni con un team di oltre 100 persone, supportato da consistenti investimenti finanziari per un percorso verso un ambiente totalmente stabile a cui le aziende oggi possono affidare con tranquillità le proprie applicazioni core”.

Luca PassiniProcedere in modo graduale
L’approccio che CWS propone per la modernizzazione delle applicazioni mainframe è quello di una migrazione graduale di ambiti ben definiti della piattaforma software esistente presso i clienti. In pratica non si vuole intervenire in modo dirompente e per certi versi traumatico, spegnendo il vecchio sistema e accedendo quello nuovo, bensì consentire un dialogo operativo coerente tra i due mondi. “Indipendentemente dal luogo dove risiedono, le applicazioni possono ‘parlarsi’ ad altissima velocità, in modo trasparente e senza accorgersi della modifica della base infrastrutturale, mantenendo invariate le regole ma ottenendo una serie di vantaggi in termini di rapidità di esecuzione e facilità di integrazione, nonché la possibilità di iniziare a sviluppare con i linguaggi più moderni e approcci DevOps”, spiega Passini facendo poi l’esempio del mondo bancario: “In un primo tempo le applicazioni mainframe rispondevano solo alle richieste delle sportello fisico, che potevano essere nell’ordine di una a settimana per ciascun cliente. Quindi con l’avvento del Web e le successive evoluzioni è nato l’home banking, permettendo connessioni a tutte le ore del giorno e della notte e il richiamo del conto in diverse circostanze. Infine si è arrivati allo sviluppo delle tecnologie mobili ad alta velocità con tutti i servizi annessi legati alle app. Quindi consultazioni costanti e più volte al giorno e sistemi interconnessi sempre più complessi. Ecco che si parla di uno scenario che oggi deve fornire risposte a centinaia di migliaia di operazioni al mese, ribaltando il modello tradizionale dei servizi bancari e richiedendo infrastrutture sempre più potenti ma anche un’ottimizzazione dei costi”.

Con chi lavorare
Quella della modernizzazione delle applicazioni mainframe è una proposta che coinvolge chi in azienda segue direttamente le tematiche di innovazione e che, in alcuni casi, fa riferimento a uffici dedicati, appunto, al discovery tecnologico. “Tendenzialmente i nostri interlocutori sono persone deputate a portare innovazione nella realtà in cui operano e che non sono direttamente legate alle pure tematiche infrastrutturali. Possono essere gruppi di lavoro costruiti ad hoc, che prendono in carico anche il tema della modernizzazione mainframe e che fanno da collegamento con chi invece vi opera direttamente. Gli specialisti del mainframe avranno l’opportunità di sviluppare in un ambiente nuovo, con il vantaggio di risolvere quei colli di bottiglia rappresentati dai sistemi legacy grazie alla riqualificazione delle competenze e alla possibilità di introdurre linguaggi moderni”, afferma Passini. Ecco che CWS, grazie alla sua esperienza trentennale sul mercato mainframe, con risorse cresciute su questo tema e dedicate ai singoli mercati, combinate con persone giovani e orientate all’innovazione, si propone in veste di partner per portare processi collaudati e consolidati verso il futuro senza intaccarne in alcun modo la stabilità. “Si tratta di costruire sui dati e dare nuova vita ai mainframe. Una visione innovativa che permette alle organizzazioni di andare in una direzione chiara, in modo trasparente e intervenendo sulla spesa globale, con risparmi anche nell’ordine di diverse decine di punti percentuali rispetto alla situazione precedente. Lavorando eventualmente anche su cloud, con una razionalizzazione delle dinamiche operative e della parte on premise, seguendo una strategia basata sui microservizi. Con tutto quello che ne deriva in termini di nuove opportunità e caratteristiche da inserire in un’infrastruttura a supporto dei processi, con efficienza ed efficacia superiori, e garantendo risposte nell’ordine dei millisecondi. Temi che hanno convinto Dale Vecchio, in precedenza Research Vice President di Gartner, ad assumere la carica di Chief Marketing Officer di LzLabs”, commenta Passini, illustrando quindi nel dettaglio l’approccio più operativo. “Quando lavoriamo con un’azienda partiamo con una fase analitica di quanto sussiste e insiste sul mainframe dal punto di vista di database e applicazioni, comprensiva di una mappatura congiunta di ciò che sarà poi migrato, passo per passo. L’analisi dei load viene affidata a tool automatici che provvedono a risolvere le chiamate esterne al compilato, indirizzandole verso i moduli proprietari della piattaforma LzLabs, per la gestione delle operazioni di I/O, accesso alla base dati, interfacce online. Questo crea per il load un ambiente di esecuzione ottimale in grado di consentirne il corretto funzionamento su piattaforma X86. Questo processo, definito di Lift and Shift, copre linguaggi quali Cobol, PL1, Rexx, Assembler e consente la risoluzione di chiamate in ambiente Batch e TP (Transaction Processing) e l’accesso alla base dati, siano essi flussi o dati organizzati in modo relazionale. È supportato il linguaggio Jcl per consentire la normale esecuzione dei processi Batch. Nel corso di questa analisi possono emergere particolarità nell’installazione mainframe tali da rendere necessaria una fase di fine tuning ed extensive test, sia essa nel mondo cedente che in quello target. A questo punto, il sistema che va in produzione è in grado di mantenere il dialogo totale tra mainframe e sistemi di front end. Il tutto tenendo conto che è possibile migrare piccoli ecosistemi di applicazioni, procedure oppure intere aree applicative, in modo completamente indolore e supportando l’IT bimodale, permettendo di mantenere vive entrambe le due anime di un’organizzazione. Dal canto nostro abbiamo noi stessi un team formato da persone di esperienza così come più giovani per coprire l’IT più tradizionale così come quello innovativo, coniugando entrambi gli aspetti. Seguendo una volta implementato un progetto anche la parte di manutenzione e sviluppo ulteriore”.

Un punto di partenza
Quanto fin qui illustrato vuole in definitiva affrontare il tema della modernizzazione delle applicazioni mainframe non come semplice punto di arrivo a basso costo, bensì come punto di partenza per introdurre all’interno delle organizzazioni una nuova visione che guardi al futuro in modo concreto, e conservando la stabilità di processi collaudati negli anni. “LzLabs non è una start-up ma il frutto di investimenti consistenti, una realtà che ha voluto lavorare in sordina per comprendere al meglio le necessità del mercato e quindi proporsi poi con una soluzione consolidata”, conclude Passini.

 

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