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13/04/2017

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Ricerca e sviluppo in Italia: si spende, ma...

I dati presentati da Anitec sugli investimenti nel nostro Paese, tra ICT, digitalizzazione e brevetti.

Ingranaggi - © everythingpossible – Fotolia.com

Qual’è lo stato della Ricerca e Sviluppo in Italia? Lo rivelano i dati di un’analisi elaborata da ANITEC, l’associazione confindustriale dell’ICT e dell’Elettronica di Consumo, che evidenziano come dal 2004 al 2014 la spesa relativa sia cresciuta complessivamente del 31%. Nello stesso periodo l’incremento di tale spesa nelle imprese è stato pari al 52%. Si nota quindi come:

• l’81,6% delle attività di ricerca e sviluppo sviluppate nelle imprese siano autofinanziate per oltre 10 miliardi di euro;
• l'incidenza dello 0,3% sul fatturato e dell’1,5% sul valore aggiunto.

Andando nel dettaglio del settore ICT, l’incidenza sul fatturato sale invece al 2,3%, mentre quella sul valore aggiunto passa al 5,3%. La spesa nazionale in R&S delle aziende del comparto rappresenta (con 2.120.266) oltre il 21% del totale degli investimenti intra-muros compiuti dalle imprese in tutti i settori.

Dal Pil ai brevetti
Proseguendo, viene evidenziato come nel 2015 l’Italia con l’1,33% del Pil si collocava al 4° posto in Europa dopo Germania (quasi 3%), Francia (poco oltre il 2%) e Regno Unito (poco oltre l’1,5%) per spesa in Ricerca e Sviluppo, mentre relativamente ai brevetti, in Italia nel 2016 sono stati 4.166 (registrando il secondo maggiore incremento in Europa, con il 4,5%) , contro 5.142 del Regno Unito, 6.889 dei Paesi Bassi, 7.293 della Svizzera, 10.486 della Francia e ben 25.086 della Germania. Lo scorso anno il settore Digital Communications in Italia ha inoltre visto un incremento nell’attività brevettuale di oltre il 17%. 

Digitalizzazione: a che punto siamo?
Guardando più in generale la situazione sulla digitalizzazione del nostro Paese, viene citato l’indice DESI (Digital Economy and Society Index) a testimonianza di un processo ancora in fase arretrata (Italia al 25° posto della classifica europea); il posizionamento dell’indice in DTEI ci pone tuttavia al 16° posto riconoscendo quindi la presenza dei fattori abilitanti alla trasformazione digitale. Infine viene spiegato come in parallelo l’Italia dà all’Europa più di quanto riceve in finanziamenti: il nostro Paese contribuisce al bilancio Ue per oltre 14,23 miliardi di euro, ma ne riceve in finanziamenti 12,34 miliardi (dei quali solo l’8,59% per R&S, contro il 21,31% del Regno Unito, il 17,37% della Germania e una media Ue del 10%). Ecco che viene evidenziata la necessità di migliorare le condizioni per garantire gli investimenti nella trasformazione digitale e nelle attività di ricerca e sviluppo.

 

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