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04/05/2020

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di Raffaela Citterio

Reevo, il cloud Made in Italy sicuro, protetto e certificato

Da oltre 15 anni l’azienda offre servizi di cloud, cyber security e hybrid cloud per proteggere e custodire all’interno delle proprie ‘casseforti digitali’ il principale patrimonio delle aziende: i dati.

I  dati, la loro disponibilità, la capacità di elaborarli e proteggerli sono oggi l’asset principale di qualsiasi azienda, ancor prima di quelli finanziari; un’azienda che attraversa una crisi di liquidità può avvalersi di strumenti per ripartire, certo con fatica, ma cosa succederebbe se si trovasse senza la possibilità di accedere ai propri dati e a quelli dei suoi clienti? Digitalizzazione, IoT, Industria 4.0, mobile, intelligenza artificiale, big data… quello che si pensava essere il futuro è il presente di oggi: tutti i dispositivi sono interconnessi tra loro e scambiano dati, una mole di dati sempre crescente, senza i quali le aziende si fermano e le persone sono perdute. Si stima che nel 2025 la quantità di dati prodotta dal mondo sarà pari a 175zettabytes, una pila di DVD Bluray alta 23 volte la distanza terra-luna, e di conseguenza crescerà in maniera esponenziale la necessità di archiviare e proteggere questi dati. L’unico paradigma che consente di affrontare con successo questa trasformazione è il cloud, a patto di scegliere un cloud provider in grado di fornire adeguate garanzie in termini di efficienza, sicurezza e compliance.

È il caso di Reevo, azienda nata nel 2003, quando ancora non si parlava di cloud, che già allora decise di specializzarsi nella gestione di ambienti business critical, data center e cyber security. “Allora erogavamo servizi direttamente presso la sede dei clienti che detenevano l’infrastruttura all’interno del proprio CED”, ricorda Salvatore Giannetto, che, insieme al fratello Antonio, guida l’azienda. “L’evoluzione del mercato – e di Reevo – ha portato un cambio di paradigma nella fruizione dei servizi da parte dei clienti che sono passati dall’avere piccole e complesse ‘cassette di sicurezza’ presso la loro azienda a custodire, oggi, i propri dati all’interno di vere e proprie ‘casseforti’, demandando la gestione e la sicurezza, in continua evoluzione e sempre più complesse, al cloud provider”, prosegue Salvatore Giannetto, che in azienda ricopre la carica di Presidente.

Salvatore GannettoLa scelta di trasformare Reevo da service provider a cloud provider risale al 2009, quando è stato reso operativo il primo data center di Milano con la contestuale erogazione dei primi servizi completamente in outsourcing. “Ci siamo resi conto che spostare all’interno del data center i dati e le infrastrutture dei clienti ci consentiva di massimizzare gli investimenti a beneficio di tutti i clienti”, dice ancora Salvatore Giannetto. “L’obiettivo era quello di creare un centro di elaborazione e tutela dei dati da mettere a disposizione di tutte le aziende italiane. In Italia il tessuto produttivo è composto principalmente da piccole e medie imprese che tipicamente, per carenza di risorse interne in termini di know how e personale IT specializzato o per scarse capacità di investimento non riuscivano e non riescono a dotarsi di infrastrutture in grado di proteggere adeguatamente i dati e le informazioni strategiche. Con l’attivazione del nostro primo data center abbiamo reso disponibile una grande potenza di calcolo, accessibile in sicurezza da qualsiasi azienda italiana indipendentemente da dimensioni, capacità finanziarie e mercato di riferimento, con un occhio di riguardo proprio nei confronti delle PMI. Il cloud oggi è diventato mainstream, ma allora era una rivoluzione che possiamo paragonare a quella della diffusione dell’elettricità: all’inizio le aziende dovevano dotarsi di centrali elettriche interne, ma col tempo si è passati ad avere grandi centrali che erogano corrente ovunque. Lo stesso sta avvenendo in ambito IT: prima ogni azienda aveva il proprio CED interno, mentre oggi esistono grandi data center a cui le aziende si collegano per usufruire di servizi cloud”.

Una crescita costante
Da oltre 15 anni quindi Reevo offre servizi di cloud, cyber security e hybrid cloud per proteggere e custodire all’interno delle proprie ‘casseforti digitali’ il principale patrimonio delle aziende italiane: i dati. Oggi la società conta 3 data center che utilizzano infrastruttura di proprietà all’interno di co-locator del calibro di DATA4 ed Equinix, mentre a livello tecnico e infrastrutturale ha stretto alleanze strategiche con player best of breed, tutti in alto a destra nei quadranti di Gartner; solo per citare le principali, Veeam, NetApp e Cloudian per i servizi di archiviazione, backup e disaster recovery, e, per la cyber security, Cisco, Forcepoint e IBM.
Con un trend di crescita che si attesta intorno al 25-30% anno su anno, l’azienda rende disponibile una piattaforma proprietaria per l’orchestrazione e l’automazione degli elementi di cyber security e del proprio software defined cloud.

“Abbiamo sempre posto molta attenzione ai temi della sicurezza e della compliance, come ambito distintivo”, sottolinea a sua volta Antonio Giannetto, che nella società ricopre la carica di Amministratore Delegato. “Eroghiamo i nostri servizi nel rispetto dei più elevati standard qualitativi e di certificazione, quali ISO9001, ISO27001, ISO27017, ISO27018, ISAE3402, SSAE18, e siamo cloud provider qualificato per l’erogazione di servizi alla Pubblica Amministrazione in ottemperanza ai criteri definiti dal Piano AgID. Custodiamo i dati dei nostri clienti all’interno di data center certificati Tier IV geograficamente dislocati sul territorio italiano. I nostri team tecnici garantiscono efficienza dei servizi cloud e protezione dalle minacce 24 x 7”. Il team di ricerca e sviluppo della società, inoltre, è in grado di portare quell’innovazione che, oltre ad essere privativa industriale, rappresenta un vantaggio competitivo nell’ambito di un mercato in cui continuano ad affacciarsi sempre nuovi player.

Un’offerta ampia e articolata
Quando le aziende affidano la custodia dei propri dati a un ente terzo devono sentirsi sicure che ci sia qualcuno che protegge i loro dati come se fossero i propri, ed è questa l’approccio che da sempre contraddistingue Reevo. L’ecosistema dei servizi resi disponibili si articola su tre direttrici: cloud, cyber security e hybrid cloud. Tutti i servizi vengono orchestrati dalla piattaforma proprietaria di Reevo che governa le diverse componenti tecnologiche dei data center, astrae la complessità, registra e correla ogni evento o attacco: i dati dei clienti sono così protetti automaticamente, log e traffico di rete vengono analizzati 24×7 dal SOC (Security Operation Center) di Reevo, alla ricerca di attacchi o anomalie.

In ambito cloud la proposizione di Reevo include servizi di infrastructure as a service, nati per garantire il massimo livello di continuità operativa, performance e sicurezza dei dati e delle infrastrutture che li ospitano anche per ambienti enterprise e business critical come SAP, Oracle, AS 400; servizi di backup e disaster recovery, che prevedono la protezione dei dati del cliente creando delle copie di sicurezza sempre on-line per garantire il ripristino a seguito di una accidentale o dolosa perdita dei dati e, infine, servizi di cloud storage e file sync&share che permettono la condivisione e l’archiviazione dei dati per lavorare e collaborare rispettando le policy di sicurezza impostate dal cliente.

In ambito cyber security Reevo offre servizi di cyber secure network con lo scopo di mettere in sicurezza la rete aziendale tramite un analisi preventiva delle minacce, gestita 24×7 dal SOC; servizi di vulnerability management, che consistono in un monitoraggio costante della superficie di attacco delle aziende alla ricerca di vulnerabilità potenzialmente sfruttabili dal cyber crime per l’accesso ai sistemi, e servizi di web application firewall, email security gateway e next generation firewall nati per proteggere tutti i punti di ingresso ai dati aziendali, applicativi e alle infrastrutture IT.

In ambito hybrid cloud, infine, vengono resi disponibili servizi hybrid cloud datacenter che permettono di ospitare ambienti fisici del cliente all’interno del data center Reevo così da risiedere nel perimetro di sicurezza di Reevo ed essere connessi; servizi di hybrid cloud dedicated system e hybrid cloud storage che rispondono all’esigenza di avere un ambiente fisico protetto e gestito, ma soprattutto scalabile direttamente in cloud, e servizi di business continuity desk per garantire la continuità operativa delle aziende che in caso di disastro possono continuare a lavorare in massima sicurezza all’interno del data center.

Il canale al centro
In Italia le potenzialità del cloud sono state capite inizialmente dalle grandi aziende, ma oggi anche le PMI stanno superando le diffidenze iniziali e mostrano sempre maggiore interesse nei confronti di questo paradigma. “Attualmente le PMI sono alla ricerca soprattutto di soluzioni di hybrid cloud, che consentono un passaggio graduale verso una infrastruttura totalmente cloud, e servizi di backup e disaster recovery, perché è ormai chiaro che le soluzioni on premises non sono in grado di fornire gli elevati livelli di disponibilità e flessibilità offerti dal cloud”, evidenzia Salvatore Giannetto.

Reevo, come si diceva, sin dagli esordi ha deciso di rivolgersi in particolare al mondo delle PMI, e per farlo il supporto degli operatori di canale, che conoscono a fondo le esigenze e le peculiarità del territorio in cui operano, è fondamentale. Questa considerazione ha spinto la società a diventare il primo cloud provider italiano specializzato in soluzioni e servizi cloud e cyber security interamente dedicato al canale: reseller, VAR, software house, system integrator, tutti coloro insomma che aiutano le imprese a orchestrare ambienti sempre più eterogenei e complessi, orientandole verso il cloud.

Il modello commerciale di Reevo è chiaro e trasparente, e vede una stretta collaborazione con tre distributori a valore – Esprinet, Tech Data e Ready Informatica – e oltre 200 business partner certificati in grado di mettere a punto soluzioni su misura per i propri clienti utilizzando il cloud di Reevo come ‘mattone’ della loro strategia cloud. Reevo fornisce ai partner tutto il supporto tecnico, commerciale e marketing necessari per differenziarsi, lasciandoli liberi di decidere se fornire i servizi cloud utilizzando il marchio Reevo o in modalità white label, ossia con il proprio brand. Tra gli operatori di canale che hanno aderito alla proposizione di Reevo si annoverano aziende di ogni dimensione: Axians SAIV, R1, Tiscali, Exprivia, Iperius Backup, Olsa Informatica, solo per fare qualche nome, e lo stesso si può dire per quanto riguarda gli utenti finali quali utilizzatori del servizio: tra gli altri Baglioni Hotels, Etica SGR (Gruppo Banca Etica), Fincontinuo, Lombardi SA, Mail Boxes Etc e Penny Market.

Antonio GiannettoGuardare al futuro con ottimismo
Nel corso degli anni il cloud ha visto crescere costantemente il proprio ruolo, ma è probabile che il punto di svolta definitivo, irreversibile, sia rappresentato dall’emergenza che ha investito il mondo all’inizio di quest’anno. Solo il cloud, infatti, consente di abilitare lo smart working, l’unico modello organizzativo in grado di mitigare i gravi danni arrecati all’economia dalla messa in quarantena delle attività. Nel nostro Paese spesso sono stati la leva fiscale e gli obblighi normativi a guidare il cambiamento, mentre la situazione contingente che si è venuta a creare ha reso evidente il valore di business di un modello innovativo come il cloud.

Secondo Salvatore e Antonio Giannetto, però, “bisogna fare molta attenzione, essere consapevoli che una maggiore apertura dell’azienda amplia a dismisura le potenziali superfici di attacco, e che un cyber crime sempre più spregiudicato è pronto ad approfittarne. Non a caso in questo periodo abbiamo registrato un’impennata nella richiesta di soluzioni di cyber security. Per dare il nostro contributo al superamento del momento, però, abbiamo anche deciso di aderire alla campagna di solidarietà promossa dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, mettendo a disposizione gratuitamente, per il tempo che sarà necessario, tutti i servizi che abbiamo a portafoglio”.

Reevo comunque guarda al futuro con ottimismo, come testimoniano due importanti iniziative in cantiere.
Innanzitutto c’è la volontà di ampliare ulteriormente l’offerta di servizi cloud gestiti attraverso l’erogazione di servizi applicativi. Gli operatori di canale, infatti, faticano a tenere il passo con una evoluzione tecnologica sempre più rapida che richiede competenze multidisciplinari e trasversali, e Reevo intende colmare questo gap aggiungendo all’erogazione dei servizi cloud, hybrid cloud e cyber security anche la loro gestione, consentendo in tal modo al canale di ampliare la propria offerta andando oltre le competenze specifiche maturate sino ad oggi.

Il secondo obiettivo è quello di avviare un processo di internazionalizzazione, nella convinzione che il modello sviluppato per il mercato italiano sia altrettanto valido nel resto d’Europa. “Grazie al modello B2B2B che abbiamo sviluppato siamo certi di poter scalare rapidamente in Europa”, concludono all’unisono Salvatore e Antonio Giannetto. “Abbiamo già sottoscritto un importante accordo di distribuzione con Tech Data per la rivendita dei servizi cloud Reevo in tutti i Paesi dell’Unione Europea e con Esprinet siamo pronti ad aprire il mercato spagnolo”. Ed è solo l’inizio.

 

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