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12/03/2013

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Red Hat: libertà e flessibilità

Offerta completa e supporto di classe enterprise per un leader del mondo open source

 

Anche il 2013 si preannuncia come un anno di grandi sfide per le aziende, chiamate ad affrontare un clima economico difficile nel quale devono riuscire a indirizzare gli investimenti su tecnologie e soluzioni che consentano loro di mantenere un vantaggio competitivo a fronte di budget sempre più contenuti.


Come diretta conseguenza del contesto macro-economico in cui si trovano ad operare, la richiesta di molte imprese è quella di diventare più ‘intelligenti’ per interpretare o addirittura prevedere gli orientamenti del mercato, o anticipare fenomeni organizzativi che potrebbero rivelarsi critici. La parola d’ordine in tal senso è innovare perché, anche se è certamente importante interpretare dati di mercato e/o organizzativi, occorre poi essere in grado di rispondervi con prodotti o servizi che permettano di differenziarsi da quanto già presente o disponibile sul mercato. Il tutto in un perimetro che necessariamente deve vedere una stabilità – quando non una riduzione - delle risorse economiche e umane.
A queste situazioni si accompagnano il comparire di trend tecnologici che vanno rapidamente affermandosi quali i big data, che permettono di gestire e interpretare una mole di dati che cresce a ritmi esponenziali, o altre che consentono di sviluppare rapidamente applicazioni integrate ed integrabili che possono essere velocemente modificate per adattarsi alle mutevoli condizioni di business nelle quali l’azienda si trova ad operare in un’ottica SOA (service oriented architecture) e/o RAD (rapid application development), oppure altre ancora che favoriscono la possibilità di individuare modalità di fruizione di risorse informatiche più rispondenti alle esigenze di efficienza operativa e contenimento dei costi delle aziende stesse, come il cloud computing e la mobility.

 

 

Il valore del modello open source


L’anello di congiunzione ottimale fra fenomeni strutturali e di mercato da una parte e trend tecnologici dall’altro è il paradigma dell’open source, opportunamente corredate da servizi ingegneristici che lo rendano fruibile in ambienti di ogni dimensione, da quelli business critical sino ad arrivare al mondo delle PMI.
Le aziende che scelgono di affidarsi a Linux e all’open-source sono consapevoli dei benefici derivanti dal lavoro della community di sviluppo più grande al mondo: ricerca continua delle prestazioni, della compatibilità e del supporto immediato delle nuove tecnologie. Un contesto in cui Red Hat ricopre sicuramente un ruolo di primo piano, essendo diventata un punto di riferimento nel complesso scenario open-source, poiché offre un supporto di classe enterprise con livelli di servizio chiari e definiti, grazie al grande contributo che Red Hat stessa fornisce alla community.


“Il nostro obiettivo - sottolinea Gianni Anguilletti, country sales manager di Red Hat Italia - è quello di rilasciare lo stack tecnologico più affidabile, completo e conveniente al fine di permettere alle aziende di implementare architetture IT performanti ed efficienti, velocizzare lo sviluppo e la messa in esercizio di applicazioni, gestire in maniera veloce ed economica enormi quantità di dati sia strutturati che non, e integrare, gestire ed erogare risorse informatiche attraverso framework particolarmente efficienti e semplici. Il tutto secondo un modello di business orientato alle esigenze di efficienza operativa e sostenibilità economica del cliente”.


Red Hat, insomma, continua a investire per supportare il mercato nella realizzazione di infrastrutture IT altamente automatizzate, orientate al business e in grado di fornire la flessibilità necessaria per operare con successo anche in condizioni di business caratterizzate da grande variabilità.

 

 

Un portafoglio sempre più completo


Quali sono, quindi, le soluzioni e le tecnologie che fanno di Red Hat uno dei protagonisti indiscussi del modello open source?
“Per quanto riguarda la parte di automation - spiega Anguilletti - siamo in grado di integrare e rendere particolarmente efficienti le infrastrutture dei data center attraverso il sistema operativo Red Hat Enterprise Linux (RHEL) e la tecnologia di virtualizzazione Red Hat Enterprise Virtualization (RHEV), con l’eventuale aggiunta dell’Application Server JBoss e gli strumenti di system management Satellite e JBoss ON”.


Con le tecnologie a marchio Red Hat ci si può però spingere oltre, sino ad arrivare alla realizzazione di infrastrutture business oriented per sviluppare applicazioni non soltanto performanti ed innovative, in quanto ospitate dall’application server JBoss, ma integrate, integrabili e governabili attraverso regole e processi di business, facendo leva su altri moduli appartenenti alla famiglia JBoss quali SOA, business rule management system (Brms) e business process management (BPM), messaging, real-time e grid. Applicazioni che si possono mettere in esercizio attraverso media (portali o mobile framework) atti ad avvicinare l’azienda ai propri clienti, partner e fornitori, oppure che possono far leva su enormi volumi di dati attraverso altri strumenti sviluppati, distribuiti e supportati da Red Hat, quali JBoss Data Grid, JBoss Data Service e Red Hat Storage. Quest’ultima, in particolare, è una piattaforma ‘scale-out software-only’ in grado di coprire dal data center al cloud con un unico ‘namespace’ globale, rivelandosi così una soluzione flessibile e altamente scalabile per lo storage enterprise, dal costo contenuto e basata su x86.

 


Libertà di scelta e flessibilità


Tutte le infrastrutture che compongono l’offerta Red Hat garantiscono un elevato livello di flessibilità, consentendo alle aziende di adattarsi dinamicamente alle mutevoli condizioni nelle quali si trovano ad operare.
“Questo - prosegue Anguilletti - si può ottenere attraverso diversi framework Red Hat dedicati alla definizione, realizzazione e gestione di Infrastructure e Platform as a Service: mi riferisco a tecnologie specifiche per questi ambiti quali CloudForms, una piattaforma per la creazione e la gestione di cloud Infrastructure-as-a-Service (IaaS) ibridi e privati; OpenShift, Platform-as-a-Service contenente diverse tecnologie open source che gli sviluppatori possono utilizzare, on-premise, per realizzare, testare e gestire le loro applicazioni in ambito cloud; e ancora la declinazione Red Hat di OpenStack e ManageIQ, recentemente acquisita, che completa l’offering con funzionalità di monitoraggio, chargeback, governance e orchestrazione tra cloud privati, pubblici e ibridi”.
Questi sviluppi confermano ancora una volta la concreta focalizzazione di Red Hat sulla propria mission: consentire ai clienti di migliorare la loro efficienza attraverso l’abbattimento dei costi e l’ottimizzazione delle prestazioni delle infrastrutture informatiche. Sviluppi che sono alla base della realizzazione e dell’ampliamento di importanti accordi di collaborazione con organizzazioni quali Banco Popolare, Borsa Italiana, CSI Piemonte, Fineco, Inail, Infocamere, InfoCert, Intesa SanPaolo, ministero delle Finanze, ministero di Giustizia, Poste Italiane e Terna, solo per citarne alcune.

 

 

Guardare al futuro con ottimismo


Il dinamismo di Red Hat testimonia la popolarità crescente del modello open source, un paradigma in rapida ascesa secondo tutti i principali analisti: secondo Gartner, ad esempio, entro il 2016 il 99% delle aziende utilizzerà tecnologie e applicazioni concepite secondo il modello open source; questo, come emerge anche da una recente indagine della Linux Foundation, non solo per abbattere i costi ma anche, e soprattutto, per la maturità tecnologica raggiunta.
Red Hat, che nell’ultimo esercizio fiscale ha registrato un fatturato pari a 1,13 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente, è nella posizione ideale per continuare a guidare questa trasformazione in ogni parte del mondo, Italia inclusa, visto che nel nostro Paese il tasso di crescita è allineato, se non superiore, alla media.
In un mercato così effervescente naturalmente non è possibile adagiarsi sugli allori, ed è per questo che Red Hat continua a investire a livello sia tecnico che commerciale. Dal punto di vista commerciale l’impegno è quello di continuare a rafforzare il proprio ecosistema, consolidando le partnership strategiche esistenti e sviluppandone di nuove, mentre le linee strategiche dello sviluppo tecnico si focalizzeranno su tre direttrici: completezza funzionale, flessibilità e interoperabilità.


“Continueremo ad arricchire il nostro stack infrastrutturale (sistema operativo, virtualizzazione, middleware/SOA, system management, storage, big data, cloud), che sarà caratterizzato da una sempre maggiore apertura e flessibilità, al fine di renderlo fruibile in ambienti fisici, virtuali e cloud, lasciando ai clienti la massima libertà di scelta in termini di tecnologie utilizzabili a sua integrazione, il che significa apertura trasparente ad altri sistemi operativi, middleware e sistemi di virtualizzazione”, conclude Anguilletti.
Nel corso del 2013 Red Hat presenterà quindi numerose novità, soprattutto in ambito middelware e cloud, mentre per la fine dell’anno è previsto il rilascio della versione beta di Red Hat Enterprise Linux 7.0, che dovrebbe arrivare sul mercato all’inizio del 2014.

 

 

Testimonianze di valore


Linux e il software open-source sono ormai diventati mainstream: sono infatti sempre di più le organizzazioni grandi e complesse che scelgono questo modello per i propri sistemi mission critical, come testimoniano, ad esempio, i progetti realizzati da Red Hat presso Terna e Intesa SanPaolo.
Il Gruppo Terna, uno dei principali operatori di reti per la trasmissione di energia, ha scelto Red Hat per realizzare l’infrastruttura che effettua il monitoraggio del dispacciamento dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale, dopo una attenta valutazione delle tecnologie a marchio Red Hat e delle competenze dell’azienda.
Intesa SanPaolo, uno dei principali Istituti finanziari del nostro Paese, ha scelto a sua volta Red Hat per la realizzazione di una nuova piattaforma di risk management in grado di effettuare circa 6 miliardi di operazioni al giorno per analizzare il livello di rischio a cui l’istituto è esposto. Grazie a Red Hat Enterprise Linux Intesa SanPaolo ha ottenuto i livelli prestazionali e di scalabilità attesi, traendo vantaggio anche dai notevoli risparmi registrati a livello hardware, ed è oggi in grado di gestire in maniera ottimale il tema degli accantonamenti, che non devono essere né sovra dimensionati, per evitare inutili immobilizzi di capitale, né sotto dimensionati, per essere pronti a fronteggiare eventuali criticità, nel rispetto delle normative nazionali e internazionali.

 

Al via il Red Hat Tour 2013


L’adozione di una infrastruttura aperta e integrata rappresenta una scelta vincente per stimolare l’innovazione, l’agilità e l’efficienza presso organizzazioni pubbliche e private di ogni dimensione operanti in qualsiasi settore.
Red Hat è in prima fila per fornire le competenze e gli strumenti adatti ad affrontare le sfide della nuova generazione dell’IT e, per far toccare con mano il valore della propria proposizione, anche quest’anno ha organizzato un roadshow che si pone l’obiettivo di rafforzare i vincoli esistenti nella propria community e crearne di nuovi.


Tredici le tappe previste:
3 aprile 2013 Mosca
4 aprile 2013 Varsavia
9 aprile 2013 Parigi
10 aprile 2013 Stoccolma
11 aprile 2013 Copenhagen
16 aprile 2013 Madrid
17 aprile 2013 Colonia
18 aprile 2013 Zurigo
22 aprile 2013 Abu Dhabi
23 aprile 2013 Milano
24 aprile 2013 Londra
25 aprile 2013 Amsterdam
29 aprile 2013 Istanbul


È già possibile registrarsi all’evento visitando il sito

 

www.europe.redhat.com/promo/redhattour2013/, dove sono presenti tutti i dettagli della manifestazione.
 

 

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