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Sicurezza
 

04/03/2013

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Rawstream, il web filtering che è 100% cloud

Una soluzione basata su DNS in grado di monitorare e governare device fissi o mobili e si integra anche con Google Apps for Business

Uno dei principali incubatori di start up tecnologiche a livello europeo è seedcamp, ed essere uno dei vincitori dei contest che organizza periodicamente è un biglietto da visita di tutto rispetto. Rawstream, start up che ha sviluppato una soluzione di web filtering 100% cloud basata su DSN, si presenta proprio con queste credenziali, oltre che con una tecnologia decisamente innovativa.


“L’idea - spiega Maurizio Taglioretti, business development di Rawstream per il mercato italiano - è quella di mantenere le promesse del cloud - semplicità ed economicità - in un ambito specifico, che sta assumendo però un’importanza crescente: quello del filtraggio e monitoraggio dei contenuti web, il web filtering appunto. Si tratta di un tema sicuramente non nuovo, ma che viene ancora largamente disatteso, soprattutto nelle organizzazioni più piccole, che hanno a disposizione risorse tecniche ed economiche limitate”. Aziende che, pur rendendosi conto dell’utilità di avere uno strumento in grado di tracciare e governare l’utilizzo del web in azienda, si spaventano di fronte a soluzione che, comunque, anche se formalmente presentate come ‘cloud’, si basano su proxy e, quindi, richiedono l’installazione di hardware e software dedicati o, quanto meno, la capacità di configurare e gestire soluzioni di una certa complessità.

 

 

Una promessa mantenuta


Il servizio reso disponibile da Rawstream di fatto reindirizza le chiamate al DSN verso i DSN proprietari di Rawstream, i quali li ‘recapitano’ all’indirizzo finale.
Gli IT manager, o, a maggior ragione, gli operatori del canale ICT che decidono di offrire questo servizio, hanno la possibilità di lavorare sui DSN Rawstream applicando in maniera estremamente semplice le policy che ritengono più appropriate, con la possibilità di modificarle in ogni momento. Il servizio è cloud al 100% perché anche la console di amministrazione, che consente di mantenere la tracciatura dei log, nell’ottica del rispetto di normative sempre più stringenti, è cloud based.


Chi sceglie Rawstream, quindi, non deve temere alcun costo nascosto, e può contare su una soluzione di web filtering che, assicura Taglioretti, “parte, per l’entry level, da un costo di 1,50 euro al mese per utente finale: per un’azienda con una decina di utenti questo si traduce in un costo totale di circa 150 euro all’anno, un’offerta che non teme confronti, tenuto conto che non solo viene incontro all’esigenza del BYOD (Bring Your Ownd Device) ma anche del nuovissimo BYOC (Bring Your Own Cloud): gli utenti possono utilizzare i loro device preferiti e anche i servizi cloud generalisti a cui cominciano ad abituarsi, consentendo nel contempo all’azienda di governare al meglio tali fenomeni”.
Rawstream, infatti, è l’unico vendor di web-filtering che si integra con Google Apps for Business: se un’azienda ha implementato Google Apps, è possibile utilizzare le credenziali di dominio Google per accedere e gestire Rawstream.


Le attività in Italia sono state avviate alla fine del 2012, e si stanno già delineando le prime partnership con qualificati operatori di canale. Per il 2013 gli obiettivi sono ambiziosi: rendere la soluzione sempre più completa, integrando nuove funzionalità di sicurezza; realizzare un device che consenta, in maniera automatica, di eludere gli indirizzamenti forniti dai carrier (non semplicissimi da ‘spostare’) e, naturalmente, incrementare rapidamente la diffusione della soluzione e la notorietà del brand.
 

 

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