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15/07/2013

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Quella voglia di Energy Management

Per l’IT l’energia sta diventando sempre più una voce di spesa da tenere sotto controllo, ma la vera figura chiave è l’Energy Manager

 

Il punto è che non serve più energia, serve usarla meglio. La keyword del momento è Energy Management, gestione dell’energia, con i suoi tre benefici: aumento dell’efficienza (energetica), riduzione dei costi, miglioramento del rendimento.
Non è raro che in azienda sia l’IT a occuparsi anche dell’energia, anche se questo è un compito che spetta all’Energy Manager, ruolo che la normativa ISO 50001 ha reso più importante. L’IT ha invece il compito di consumare meno (pensiamo al data center) e di abilitare gli strumenti di energy intelligence che aiutano il gestore. Prima di tutto mettiamoci d’accordo sulle parole: risparmio è una cosa, efficienza un’altra. Questo vale anche quando si parla di energia e dei suoi costi. Obiettivo del risparmio è consumare meno. Un buon esempio di risparmio energetico è per esempio l’ora legale, che ci permette di non sprecare milioni di KWh. Risparmio è anche evitare di tenere accese le luci inutilmente, magari facendoci aiutare da dispositivi ‘intelligenti’ che rilevano la presenza di persone; è anche utilizzare pannelli solari termici oppure pompe di calore invece degli scalda-acqua elettrici. Parlando di azienda, risparmio è intervenire su macchine-sistemi-dispositivi troppo energivori, magari sostituendoli, oppure razionalizzandone l’uso come spesso avviene per il parco stampanti. Si possono evitare il funzionamento in standby degli apparecchi elettronici come computer, monitor e altro mediante semplici dispositivi di spegnimento manuali. Si possono abbattere i costi del data center facendo scelte strategiche diverse.


L’efficienza è un’altra cosa, anche se il confine è quasi impercettibile. Qui l’obiettivo non è consumare meno, ma consumare meglio; per cui – ricorrendo a una definizione da manuale – possiamo dire che l‘efficienza energetica di un sistema, sia a livello industriale sia civile, è la capacità di sfruttare al meglio l’energia di cui il sistema stesso dispone, in maniera per l’appunto efficiente. In altre parole il sistema deve riuscire a soddisfare i bisogni con il minor consumo possibile di energia; deve consentire una riduzione dei costi (ecco il gancio con il risparmio) e deve portare a un miglioramento del rendimento energetico, dove per quest’ultimo si intende il rapporto tra la quantità di potenza ceduta e la quantità di potenza assorbita dal sistema. Tornando al data center, questo è uno di quei posti dove di efficienza se ne può fare tanta, con macchine performanti e con sistemi che abbassano il consumo di energie elettrica nel raffreddamento. Gli IT manager ne sanno qualcosa, anche se non sempre riescono a farsi capire.
In sintesi: efficienza è ottenere il meglio dalle risorse che si hanno senza spendere di più (a parte un investimento iniziale da cui non si scappa); risparmio invece è rinunciare a qualche cosa, anche se questo qualcosa sono gli sprechi (pur sempre di rinuncia si tratta).

 

Energy management
L’arte di destreggiarsi tra la capacità di fare saving e quella di individuare i nodi di efficientamento si chiama Energy management, una cosa di cui alle aziende non importava granché prima che arrivasse la crisi economica. Ora invece ne parlano, eccome. I temi dell’efficienza energetica e dell’energy management hanno risvolti ambientali (importantissimi perché riguardano le sorti del pianeta e le future generazioni) e toccano il mondo delle energie rinnovabili, con cui si può fare sia risparmio sia efficienza. Il cambiamento è già un fatto nella normativa di riferimento, a cominciare dalla direttiva che impone l’obbligo alle grandi imprese, entro il 15 dicembre 2015, di svolgere un audit energetico. Da questo punto di vista un’importante possibilità per le aziende è costituita dalla normativa ISO 50001 ‘Sistemi di gestione dell’energia – requisiti e linee guida per l’uso’ che presenta la gestione dell’energia come strumento di miglioramento per le aziende e non solo. La ISO 50001 definisce meglio il ruolo dell’Energy Manager in azienda ma soprattutto crea notevoli vantaggi competitivi migliorando da un lato l’efficienza dell’organizzazione e dall’altro l’immagine aziendale (promuovendo l’efficienza lungo tutta la supply chain) nei rapporti con i principali stakeholder.

 

 

Serve cultura, serve capire
 

Ciò che abbiamo compreso sperimentando l’organizzazione di due tavole rotonde in redazione, la prima con aziende vendor e la seconda con utenti finali, rappresentanti di ESCo e associazioni di settore, è che alle aziende serve orientarsi.
La gestione dell’energia all’interno delle organizzazioni, intese come uffici e impianti produttivi, è un compito assegnato in maniera molto trasversale, il che lo rende arduo. La funzione IT è coinvolta pesantemente e si trova a svolgere un duplice ruolo: da una parte contribuire al risparmio e all’efficienza energetica, dall’altro abilitare gli strumenti, che non possono prescindere dalle nuove tecnologie, in grado di concretizzare i vantaggi di una politica di efficientamento.

 

Ecco perché la cosa migliore ci è sembrata indire un evento, la Energy Management Conference svoltasi il 3 luglio a Milano, in cui abbiamo portato a confronto istanze, riflessioni e possibili indicazioni per una migliore gestione dell’energia in azienda. Partendo dal basso, cioè dalle cose più elementari, quasi sempre le più importanti, per arrivare a toccare i temi più specialistici con l’aiuto di esperti. La prossima tappa si svolgerà il 5 dicembre a Padova, rivolgendosi a tutte le persone che all’interno dell’organizzazione si occupano degli aspetti energetici.

 

Qui di seguito trovate invece alcuni spunti emersi dalle due tavole rotonde svoltesi in redazione:

 

Claudio Gatti, Riello UPS
“Nelle aziende in fatto di gestione energetica manca ancora l’elemento cognitivo e culturale in grado di unire tutta l’organizzazione, e manca in genere una figura capace di analizzare il problema o incaricata di farsene carico. Credo che il punto da cui partire sia quello della conoscenza, a cominciare dal livello più elementare. Nella mia esperienza quotidiana osservo che nelle aziende le persone che seguono gli aspetti energetici sono più di una e hanno funzioni diverse, ma soprattutto ognuna pensa di prevalere sull’altra. Il risultato è che manca una visione unitaria. Penso che Energy Manager o Esperto di gestione dell’Energia siano definizioni corrette, ma possiamo chiamarlo anche in un altro modo… l’importante è che questa figura sia presente”.

 

Diego Zucca, Cisco
“All’elemento culturale, necessario punto di partenza, affiancherei il tema della responsabilità delle funzioni. Quello che abbiamo potuto notare come azienda che lavora sulle reti è che l’attenzione verso gli aspetti energetici è arrivata con un certo ritardo agli IT manager, e forse non è ancora arrivata del tutto. La cosa singolare è che l’attenzione per l’efficienza energetica è giunta in coda ad altri aspetti, come per esempio la gestione degli spazi che, con tutto il rispetto per il tema, ha sicuramente una valenza più limitata. Personalmente credo sia giusto che l’argomento assuma una portata più ampia, coinvolgendo anche gli aspetti ambientali e non soltanto i costi vivi. L’Energy Manager come figura di riferimento è importante in tutte le aziende, non solo in quelle grandi, anche se a queste ultime spetta il compito di aprire la strada”.

 

Alessandro Nalbone, Emerson Network Power
“Spesso accade di spendere belle parole con l’Energy Manager, quando c’è, ma poi l’ufficio acquisti si dimostra sordo e tutto si blocca. Se la soluzione più performante è quella che costa di più, non sempre si riesce a far passare nel modo corretto il massaggio dell’efficienza energetica. Quando poi il tema è delegato al facility si corre il rischio di confinarlo agli aspetti delle strutture, e questo è un limite perché non tiene conto di tutto il resto. Certamente c’è un problema di interlocutore, così come c’è il problema di individuare correttamente il ritorno dell’investimento, cosa in cui le aziende andrebbero aiutate”.


Alessandro Stefanizzi, ABA Impianti
“Credo che per favorire il radicarsi di una vera cultura dell’energy management in azienda serva anche una buona consulenza, e su questo siamo noi fornitori che dobbiamo interrogarci. Troppe volte le informazioni sono parziali, frammentarie e non tengono conto di una visione complessiva del problema e delle esigenze; senza un approccio olistico al problema è normale che il cliente fatichi a comprenderne la reale importanza. Un altro aspetto a mio avviso fondamentale è che alle imprese manca la liquidità per investire in efficienza, pur sapendo che avrebbero dei ritorni. Le banche aiutano troppo poco e quando si tratta di scegliere tra l’acquisto di un macchinario e un investimento che darà ritorni nel tempo…”.

 

Roberto Penso, Iconics
“La consulenza è un tema fondamentale, assieme alla cultura dell’energy: spesso il cliente ha degli obiettivi ma non sa da dove incominciare. Non sa per esempio, perché senza strumenti non è in grado di saperlo, se conviene di più iniziare dall’efficientamento delle macchine o da altro. La nostra esperienza, ma anche il semplice buon senso ci dicono che una prima fase di analisi è assolutamente necessaria. Anche per orizzontarsi dal punto di vista normativo, perché anche questo è un driver che può guidare l’efficientamento energetico. Una volta identificato il punto di partenza è tutto più facile, anche perché non è detto che gli interventi di efficienza energetica debbano riguardare tutta l’azienda, spesso non è nemmeno conveniente. Un’altra cosa che manca sono gli esempi, portare esempi aiuta…”. 

 

Carlo Drago, IBM
“Certamente l’efficienza energetica deve diventare un elemento culturale nelle aziende perché acquisti importanza e diventi un motore delle cose; riusciti in questo, che non è facile, il resto rientra nelle pratiche attuative. Si parla molto di green economy senza parlare abbastanza di economy, cioè dell’elemento determinante che una volta definito mette a posto tutti gli altri indicatori: è l’efficienza, in termini di efficacia, che muove le cose. All’interno di IBM, in diverse situazioni nel mondo, sono stati fatti importanti interventi di efficientamento energetico che hanno portato valore all’azienda e indirettamente ai clienti: le esperienze ci sono e sono narrabili”.

 

Luciano Burro, Sorgenia
“In base alle nostre ricerche sappiamo che il 50% delle aziende è interessato al tema dell’efficienza energetica, e soprattutto è alla ricerca di informazioni su come approcciarlo. Contemporaneamente, però, il nostro interlocutore in azienda è quasi esclusivamente l’uffici acquisti perché l’Energy Manager è una figura rara da trovare e perché l’EM vero è quello che all’interno dell’organizzazione ha pari livello rispetto ad altri, il che non sempre si verifica”.

 

Italo Candusso, BOMI Group (IT Manager)
“Nella nostra realtà l’energia è un tema di cui si occupano sia il sottoscritto sia altre figure, dal magazzino all’amministrazione, per gli aspetti di competenza. Non esiste una figura di Energy Manager, e nemmeno un’unica persona che concentra le funzioni tipiche di un EM, ma l’efficienza energetica ha un buon livello di priorità e l’attenzione è crescente. Più in generale, l’azienda sta promuovendo al suo interno una cultura del rispetto e del risparmio energetico, anche attraverso policy di buon comportamento che stanno già dando dei risultati apprezzabili”.

 


Stefano Luccietto, Fiera Milano (IT Manager)
“Per una realtà come Fiera Milano l’efficienza energetica è legata ai vantaggi che essa con sé porta in termini economici e anche di immagine che si riverbera all’esterno. Credo che il problema di fondo, il primo da affrontare a mio avviso, sia l’aspetto culturale legato alla mentalità e alle abitudini delle persone, poi a cascata viene il resto. L’argomento è certamente caldo e la difficile situazione economica ne sta amplificando l’importanza”.

 

 

Deborah De Angelis, Arcoservizi ESCO (Energy Manager)
“Per una ESCo come Arcoservizi l’efficienza energetica rappresenta il business, dunque il tema è centrale per noi anche se la prospettiva è inversa rispetto agli utenti; eccezion fatta per quando lo portiamo al nostro interno. L’esperienza ci insegna che fare efficienza energetica non significa mettere un pannello solare sul tetto, ma assomiglia di più alla confezione di un abito su misura cominciando dall’eliminazione degli sprechi per arrivare a un consumo migliore della risorsa energia. Punto importante è il buon senso delle persone che però, come diceva La Roche Focault, è come i fantasmi, tutti ne parlano ma nessuno li ha visti mai”.

 

Luca Bracchitta, Sirti (Energy Services & Renewables Manager)
“Sirti opera sul mercato sia in modalità ESCo sia come fornitore di tecnologia a diversi clienti, alcuni molto energivori e per questo attenti al tema dell’efficienza energetica; ovviamente l’azienda è anche attiva nel portare l’efficienza al proprio interno, direi anzi a sperimentare in house le buone pratiche che poi trasferisce ai clienti. Premesso che le esigenze cambiano in funzione dei processi e degli ambiti, oggi è ovunque molto forte la necessità di recuperare risorse anche in punti finora trascurati. Un freno è certamente quello del credito, l’ostacolo principale a mio avviso per le aziende che si stanno interogando sul tema dell’efficientamento”.

 

Francesco De Castro, FIRE – SECEM (Energy Manager)
“La recente norma ISO 5001 affronta bene gli aspetti della gestione dell’energia all’interno delle aziende e introduce novità interessanti, che se applicate potrebbero fare la differenza. Il punto è che l’adozione di un sistema di gestione tra quelli regolati dalle norme ISO, compresi i sistemi di gestione energetica, avviene su base volontaria e la decisione spetta al top management. Questo implica che tutto dipenda dalla sensibilità dei singoli e delle organizzazioni. Aggiungo, come ulteriore elemento di riflessione, il tema della manutezione, strettamente connesso a quello dell’efficienza energetica”.

 

Paolo Beatini, Grandi Navi Veloci (IT Manager)
“Quella di Grandi Navi Veloci è una realtà particolare, ma forse per questo si presta bene a una valutazione dell’importanza dell’efficienza energetica in tutti i suoi aspetti. Un’importanza che abbiamo avuto modo di verificare affrontando i problemi a partire da quelli più macroscopici. Per esempio abbiamo suddiviso la nave in ipotetiche sezioni e provveduto a cambiare il sistema di illuminazione una alla volta, adottando la tecnologia LED e misurando il prima e il dopo in termini di consumo energetico; altra cosa che abbiamo fatto è dotarci di apparati di segnalazione acceso/spento per un migliore controllo dell’energia elettrica. In entrambi i casi si è trattato di interventi molto semplici, ma in entrambi i casi i risparmi hanno sbalordito anche noi. Quello che abbiamo cominciato a fare sulle nostre navi, che di fato sono dei paesi galleggianti, mi ha portato a pensare al risparmio che si potrebbe ottenere intervenendo per esempio sull’illuminazione pubblica...”.

 
TAG: Energy - Green IT

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