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07/07/2015

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Quando la realtà supera la fantasia

Ricordo l’incontro con il fondatore di FacilityLive durante un lungo viaggio in macchina. La passione per la musica, i sapori della Basilicata e adesso Google che si toglie il cappello davanti al motore di ricerca italiano ammesso alla Borsa di Londra. Gli occhi del mondo guardano Pavia, dove si fa largo il rinascimento tecnologico europeo e i giovani tornano a sognare

Di FacilityLive voglio raccontare una cosa che non ho mai scritto prima. Ho incontrato uno dei due fondatori, Gianpiero Lotito, per la prima volta nel 2007 mentre tornavamo entrambi a Milano dal simposio di Gartner. Entrambi autostoppisti per caso, ci siamo ritrovati guarda un po’ a viaggiare nella stessa auto. Allora io non sapevo ancora niente di FacilityLive e, ricordo bene, lui non ne parlò durante la lunga chiacchierata da casello a casello. Chiacchierata che fu soprattutto sua, intendiamoci, perché di cose da raccontare ne aveva già tante e gli piaceva farlo. Sì, la prima cosa che mi colpì di quel ‘simpatico lucano’ fu la sua arte del racconto. Quando tempo dopo ho rivisto Gianpiero a Pavia nella sede della sua azienda, quasi non credevo ai miei occhi. La verità è che non mi aspettavo di ritrovarlo lì. Figuriamoci, ero impaziente e un po’ ansioso di intervistare uno dei fondatori della più brillante delle start-up italiane e chi mi compare? Lui, il Gianpiero da Potenza, l’affabile narratore conosciuto in auto scorrendo gli autogrill dell’autostrada E80, la persona di cui avevo colto più la passione per la musica che per l’informatica. Stessa barba folta, stessi occhiali, stesso sorriso accogliente. In quella fortuita e fortunata occasione ho conosciuto anche Mariuccia Teroni, inseparabile socia di Gianpiero (lavorano insieme da 28 anni) e presidente dell’azienda, che poi ho capito avere un ruolo tutt’altro che secondario nella costruzione di FacilityLive. Dico questo, ora che conosco meglio entrambi e ho scritto un po’ di loro, per arrivare a un punto. Gianpiero è uno che ti lascia a bocca aperta quando racconta le cose che ha fatto e ancora di più quelle che ha in mente, in questo è decisamente spiazzante, ma la sua narrazione non è mai inventata e per strappargli uno scoop ci devi mettere del tuo, in buona fede s’intende. Così so per certo che i 10 milioni di dollari di MySpace non li ha mai rifiutati, nonostante un paio di giornali lo abbiano scritto, perché di fatto non gli furono offerti e le cose andarono diversamente con l’allora principale social network che chiese di poter considerare l’ipotesi che Facility diventasse il loro motore di ricerca. Quando Lotito andò prima a Londra e poi in Silicon Valley con il prototipo di Facility in un pc e gli chiesero di presentare la sua creazione, i meglio ingegneri rimasero interdetti davanti a qualcosa che non avevano mai nemmeno pensato; e a cui figuriamoci se potevano attribuire un valore economico lì su due piedi. Non ci fu un’offerta in denaro da parte delle major, nemmeno dopo che Gianpiero e Mariuccia Teroni decisero di lanciare la loro avventura in Italia, perché gli interlocutori americani non ebbero il tempo di formularla. E se quell’offerta ci fosse stata, secondo me, i milioni sarebbero stati molti di più.

E Google fa chapeau
Che i soldi sarebbero stati di più ne sono abbastanza certo dopo aver letto che Eric Schmidt, Chairman di Google, il 13 ottobre 2014 ha affermato quanto segue nel corso di un evento pubblico a Berlino: “Spesso si sente dire che nell’opinione delle persone la ricerca è considerata un problema risolto. La verità è che non siamo neanche lontanamente vicini alla soluzione. Provate per esempio a fare una query di questo tipo: ‘voli aerei a meno di 300 euro per destinazioni dove fa caldo in dicembre e posso fare snorkeling’. Che cosa succede? Che servono tre ricerche separate e il successivo incrocio dei risultati per arrivare a risposte coerenti con la ricerca. Ed è un tipo di problema che ancora oggi non sappiamo risolvere, anche se ci stiamo lavorando”. Google ci lavora? Beh, amici cari, FacilityLive lo fa da anni. Anzi di più: rispondere a questo tipo di ricerche ‘raffinate’, in pratica una search semantica basata sulla qualità assoluta, è la stessa ragion d’essere del motore di ricerca italiano e ciò che lo rende in prospettiva complementare e necessario, non alternativo, al il più grande motore di ricerca del mondo. Oltre che già oggi interessante per clienti come Accenture, Vodafone Italia e Arriva, azienda di trasporto pubblico controllata dalle ferrovie tedesche. Andate sulla home page Arriva.it, inserite una chiave nella buca di ricerca, e vi compare una pagina web organizzata per pertinenza in una struttura prestabilita che FacilityLive ha brevettato. Tutto questo all’inizio era una scommessa, ma oggi FacilityLive è una realtà capace di attirare gli occhi del mondo sul polo tecnologico di Pavia, dove l’azienda continua a rimanere volentieri prendendosi nuovi spazi.

L’ingresso nella Borsa di Londra
Se non siete ancora convinti, sentite l’ultima. Dal 4 novembre 2014, FacilityLive è la prima società italiana inclusa nell’ELITE Programme della Borsa di Londra, nato per accompagnare le aziende alla quotazione. “L’inclusione nel programma ci rende orgogliosi non solo perché italiani, ma anche perché è la prima volta nella storia dell’ELITE Programme a Londra che a essere ammessa è una società non britannica” afferma Lotito.
L’anno scorso è stato scintillante per FacilityLive, non c’è che dire. Prima l’ammissione al European Internet Forum (EIF) e poi la Borsa, due trofei prestigiosi accompagnati da una crescita robusta: 60 collaboratori assunti a tempo indeterminato, superata la soglia di 10 milioni di euro raccolti da privati italiani (tra cui un buon numero di dipendenti) e brevetti in 43 paesi del mondo. Nota bene: brevetti di questo tipo in Europa non è facile ottenerli, mentre negli Stati Uniti serve farsi riconoscere il miglioramento di una serie di funzionalità di ricerca rispetto ai motori precedenti, compreso Google. Eppure per il fondatore siamo solo all’inizio: “La piattaforma nel complesso è solo al dieci per cento del potenziale, la strada è ancora lunga e ci aspettano almeno altri vent’anni di sviluppo”.
I tempi sono questi e non sorprendono gli addetti ai lavori. Intanto però Lotito vorrebbe farsi portavoce anche di altro, per esempio di “un rinascimento tecnologico europeo che porti in Europa la creazione di software di base. Per costruire il futuro digitale dei nostri figli – sottolinea – anche e soprattutto in un Paese ricco di talenti e fantasia come il nostro”.

Cervelli di ritorno
Come si entra in FacilityLive? La selezione non è soltanto tecnica, anche se ovviamente di tecnico c’è molto, ed è oggi nelle mani di Mariuccia Teroni che ha la delega per le risorse umane. “Quello di responsabile delle risorse umane è un ruolo a cui tengo molto e che considero fondamentale per il futuro dell’azienda” afferma la presidente di FacilityLive. “Ho cura di fare in prima persona certe scelte perché da una parte il DNA aziendale deve rimanere di un certo tipo, dall’altra perché io e Gianpiero desideriamo trasferire ai nostri ragazzi l’atteggiamento culturale che ha caratterizzato la nostra esperienza. È in questo modo che sono riuscita a far approdare da noi alcuni cervelli che se ne erano andati all’estero, ma vado fiera anche dei giovani di tante città italiane che hanno preso casa a Pavia e trasferito qui la loro vita per lavorare con noi. Lo confesso, mi piace moltissimo lavorare con i giovani – aggiunge Mariuccia Teroni – e dare anche a loro, grazie alla nostra esperienza, quel sogno che ha guidato me e Gianpiero”.
Laureata in economia e commercio, Mariuccia Teroni è diventata imprenditrice a 24 anni in un settore editoriale che odorava molto di fabbrica ed era dominato dagli uomini. “Quello che ho imparato lo devo alle opportunità offerte dalle persone incontrate. Quelle stesse opportunità oggi cerco di darle a chi lavora con noi trasferendo soprattutto la nostra passione. Di FacilityLive penso che sia una realtà entusiasmante dal punto di vista delle esperienze, della crescita personale e professionale e degli incontri che si possono fare, e sono felice quando i ragazzi si dimostrano consapevoli del momento che stanno vivendo”.

 

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