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16/03/2015

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di Francesco Marcolin

La qualità ergonomica nelle sedute per ufficio

L’ergonomia ha esteso il campo di indagine alla user experience, branca della ricerca ergonomica che analizza i comportamenti dell’utilizzatore nei confronti dell’oggetto. In quest’ottica il design ergonomico travalica i concetti di sicurezza o del rispetto del quadro normativo, dati ormai per scontati, per concentrarsi sull’analisi dell’utenza e dei suoi bisogni reali, sulla semplicità d’utilizzo e l’efficienza del sistema.
A parlarcene è il dottor Francesco Marcolin, psicologo del lavoro ed ergonomo responsabile di ErgoCert, Ente di Certificazione per l’Ergonomia e Spin Off dell’Università di Udine che valuta e certifica l’ergonomia degli ambienti di lavoro, delle postazioni lavorative e dei prodotti d’uso quotidiano.
“L’ergonomia assume valori diversi a seconda del contesto a cui si riferisce – spiega Marcolin –. L’ambiente ufficio ha subito in pochi anni trasformazioni radicali. Da ambiente rigido con postazioni fisse l’ufficio si è trasformato in luogo sempre più dinamico. Questo ripensamento degli spazi ufficio è in gran parte guidato dalle tecnologie informatiche e di comunicazione. Le persone interagiscono sempre più con computer portatili, tablet o telefoni cellulari, quindi in questo momento la grande sfida è quella di riuscire a fare star bene le persone qualsiasi sia l’ambiente lavorativo, agevolando l'interazione con strumenti che fanno uso di alta tecnologia che sono chiaramente diversi da quelli che si utilizzavano in passato”.

In quest'ottica, come si declina la qualità ergonomica nella seduta da lavoro?
La seduta va rivisitata alla luce delle nuove esigenze del lavoro che richiedono maggiore libertà di movimento. Dobbiamo pensare a posti di lavoro flessibili, a sedute che favoriscono una postura assisa, ma al tempo stesso forniscano un appoggio quando si decide di lavorare in piedi.
ErgoCert ha validato scientificamente una metodologia di analisi delle qualità ergonomiche di prodotto basata su un parametro definito “Indice di comfort”. In particolare nel caso delle sedute, ci si concentra sull'analisi delle barometrie, ossia le pressioni esercitate a livello del sedile e dello schienale. Un sedile con un elevato grado di comfort avrà, tra le altre caratteristiche, la capacità di assecondare l'anatomia delle parti del corpo umano che entrano in contatto con esso, minimizzando le pressioni che, se troppo elevate, possono avere riflessi negativi sia sulla performance lavorativa, sia sulla salute. Un altro filone di ricerca è la valutazione del corretto utilizzo della seduta, perché la distribuzione delle pressioni dipende anche da come la persona si siede.
Nell'analisi della user experience si tiene inoltre in considerazione la semplicità d'uso. Faccio un esempio: per poter certificare una seduta d’ufficio chiediamo a un campione significativo di utenti-tester di effettuare delle regolazioni, come ad esempio l'altezza del piano di seduta. Vengono quindi valutate qualitativamente e quantitativamente le difficoltà riscontate e solo se l'obiettivo viene raggiunto entro un numero definito di tentativi previsti dal disciplinare tecnico si può parlare di qualità ergonomica.
Accanto ai concetti quantitativi vanno poi considerati gli aspetti qualitativi legati alla manutenzione del prodotto, ad esempio, la facilità con cui può essere sostituita o pulita la fodera o la possibilità di rimuovere agevolmente la polvere da rotelle e meccanismi vari. Aspetti dai quali il designer della seduta non può prescindere, soprattutto se ha la fortuna di lavorare per aziende che hanno fatto dell’ergonomia un prerequisito.

Quale approccio nel design della seduta permette di conseguire i migliori risultati?
In tema di ergonomia si distinguono due approcci: c’è chi parte dall’analisi dei dati per poi studiare la forma e chi, al contrario, inizia da un concept per poi verificare l'ergonomia del modello attraverso prove strumentali. Quest’ultimo modo di procedere implica chiaramente maggiori costi, ma il processo progettuale porterà a un prodotto decisamente più “user friendly” per l’utilizzatore finale e quindi più gradito dai clienti.

In Italia, esistono obblighi per quanto riguarda la certificazione ergonomica prodotto?
La certificazione ergonomica del prodotto viene oggi intesa dalle aziende produttrici come una scelta volontaria dell’azienda, ma va ricordato però che l’art. 15 del Dlgs 81/08, testo unico sulla sicurezza sul lavoro, sancisce il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature. Quindi, gli obblighi di legge in realtà esistono, ma nella maggioranza dei casi vengono disattesi o confusi con il semplice rispetto del quadro normativo che è lacunoso per quanto attiene al rispetto dei principi ergonomici.

Qual è il valore aggiunto della qualità ergonomica per l'azienda produttrice?
Ha una doppia valenza. Da un lato, se perseguita in modo serio, permette all’azienda di far crescere la professionalità dei propri progettisti interni, dall’altro, se comunicata in maniera efficace, rappresenta un valore aggiunto anche in termini di marketing. Va quindi vista in un processo di comunicazione oltre che di verifica tecnica. Per questo, molte aziende, dopo aver ottenuto la certificazione dei propri prodotti, ci chiedono di incontrare la forza vendita per illustrare i risultati a cui siamo pervenuti facendoli così diventare un valido strumento di vendita e fidelizzazione del cliente.

Spostando invece l'attenzione sulle aziende utenti, su quali criteri deve basarsi la scelta di sedute ergonomiche per l’ufficio?
È necessario verificare quante e quali attestazioni di prova o certificazioni possiede il prodotto, da quelle sulla parte meccanica a quelle relative alla sostenibilità. Quindi, appurato che la seduta rispetta il quadro normativo vigente, bisogna verificare l’adeguatezza d’uso. Tipologie diverse di prodotto rispondono a esigenze diverse sia per quanto riguarda la destinazione d’uso sia per quanto concerne l’utilizzatore.
Altro aspetto importante nella scelta della seduta è rappresentato dall’analisi dell’utenza secondaria, cioè di chi entrerà in contatto con l’oggetto, per esempio il personale addetto alle pulizie o i manutentori, o i clienti dell’azienda.
La certificazione ergonomica di prodotto deve essere infatti garantita su tutta la linea, per questo motivo ErgoCert ha messo a punto un disciplinare tecnico con specifiche tecniche, sistemi di misurazione, procedure di laboratorio, col quale definisce i requisiti di valutazione, le prove e i limiti di accettabilità per il conseguimento della Certificazione Ergonomica di ambienti, postazioni di lavoro, progetti e prodotti.

 
TAG: Ergonomia

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