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19/05/2016

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di Paolo Morati

PSD2 , opportunità per l’ultimo miglio dei pagamenti

Dal transaction centric al customer centric la nuova direttiva europea è destinata a cambiare lo scenario degli operatori finanziari.

Fabrizio TittarelliIl settore dei sistemi di pagamento ha subito negli ultimi anni un drastico cambiamento con l’ingresso di una serie di nuovi attori terze parti (TTP) che consentono l’effettuazione di transazioni in un ambiente fisico e digitale senza essere legate agli istituti finanziari più tradizionali. Un mondo che verrà regolamentato e standardizzato con l’entrata in vigore entro l’inizio del 2018 della nuova direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2) studiata per proteggere l’esecuzione dei pagamenti digitali, rendendo quindi più sicure le transazioni. Nel dettaglio, la nuova direttiva sollecita le banche a concedere ai TPP un accesso sicuro ai conti dei clienti sulla base della disponibilità di informazioni relative ad essi. Il fine è quello di contribuire alla realizzazione di un mercato europeo dei pagamenti più efficiente e alla creazione di condizioni di parità per i diversi prestatori dei relativi servizi. “PSD2 regola questo nuovo spazio che ha visto nel tempo la nascita di nuovi attori e che, nella sostanza, aveva vissuto una sorta di deregulation. Quindi regalerà un mercato molto più competitivo e con regole maggiormente chiare. In tutto questo il modello per implementare la PSD2 e interfacciare due mondi è, sostanzialmente, quello delle API (Application Programming Interface)”, ha spiegato Fabrizio Tittarelli (nella foto), CTO di CA Technologies Italia in occasione della presentazione della ricerca Preparing for PSD2: exploring the business and technology implications of the new payment services directive curata da Finextra e che ha coinvolto una serie di senior manager del mondo bancario. “Detto che chi sa raccogliere la centralità del cliente potrà effettivamente crescere, sono state interrogate organizzazioni operative nei servizi finanziari così come nuove fintech o TTP che ormai, almeno in altri Paesi, hanno assunto un’importanza paragonabile a una banca di medie dimensioni”, ha sottolineato Tittarelli. “Differenze esistono sull’impatto che la PSD2 potrà avere e su quanto manchi effettivamente al raggiungimento della meta prefissata. Ecco che le realtà coinvolte sono state divise in Challenger ed Established, con le prime che individuano maggiormente le potenzialità, essendo partite con modelli aperti, snelli e veloci e privi di quella stratificazione tecnologica di chi invece è più tradizionale e quindi conservativo, dovendo proteggere i propri asset e business”. Per le banche tradizionali il ‘punto dolente’ è di fatto rappresentato dall’apertura dei dati a soggetti terzi. A seguire vengono citate le cosiddette transazioni ‘one-leg out’ che hanno uno solo dei due attori nel sistema monetario europeo. Qui si rende necessaria la comprensione di come un processo può essere reso conforme a PSD2 e quale tecnologia impiegare. Un altro punto evidenziato riguarda poi il costo di trasformazione. I Challenger, dal canto loro, individuano invece l’opportunità di crescita e di trasformare modelli preesistenti e sostanzialmente pronti.

API per tutti
Una seconda indagine quantitativa (APIs and the Digital Enterprise From operational efficiency to digital disruption) condotta da Freeform, è stata invece condotta su 1442 intervistati del mondo e per settori, aree geografiche e tipologie di ruolo. Gli indicatori numerici sono quindi stati tradotti in un indice di efficacia digitale che ha poi portato alla segmentazione degli intervistati. “Nel mondo il 14% delle organizzazioni hanno introdotto elementi di innovazione digitale con sensibili impatti sulla competitività e sul business, il 32% solo alcuni elementi e non sono da considerarsi grandi innovatori mentre i restanti sono ancora in una fase mainstream. I digital disruptive rispetto a questi ultimi hanno da 2,5 a 3,5 volte utilizzato maggiormente le API per uso interno e uso esterno e registrati ricavi e utili più che doppi e un fatturato superiore di una volta e mezzo superiore. Questo vuol dire che innovare digitalmente paga in termini di business”, commenta Tittarelli

Più voci a confronto
L’incontro è stato anche un’occasione di confronto tra diversi attori del settore finanziario coordinato da Annamaria di Ruscio, AD di NetConsulting cube, la quale ha sottolineato come l’impatto non sia solo sul sistema bancario ma anche su settori come il retail e l’e-commerce più in generale. “Come potrebbe cambiare l’offerta delle banche? C’è il rischio che parta qualcuno velocemente e che sia poi difficile recuperare. Si parla di una filiera lunga in quanto non è detto che un solo attore riesca a colmare tutto con la dovuta efficacia. Punti principali che emergono sono in tal senso la experience portata all’estremo, la sicurezza e l’identità digitale e, quindi, l’utilizzo delle informazioni che transitano”. Secondo Ugo Bechis, e-Payments & SEPA Advisor, UB Adv, la volontà è di trasformare il mondo dei servizi bancari e finanziari avvicinandolo al modello già in uso con le assicurazioni: “Da una parte c’è la fabbrica che muove il denaro e gestisce gli strumenti di pagamento e dall’altra ci sono i punti di entrata, ossia i TPP che per me sono dei digital broker e vengono legittimati dalla PSD2 come punti di ingresso”.

Demetrio Migliorati, Digital workplace and Innovation Manager di Banca Mediolanum spiega in tal senso che la sua organizzazione ha lanciato un progetto e gruppo di lavoro per analizzare come cogliere le opportunità offerte dalla PSD2 . “Si tratta di rendere accessibili le nostre informazioni, facendo leva sulle capacità di creare interfacce fidate e facili da usare. Questo tipo di servizi si affermano se l’interfaccia e la experience offerta si dimostra ‘super seamless’, visto che chi trova quanto gli serve difficilmente poi cambia”. Dal canto suo Stefano Longhi, Lead Product Manager di MoneyFarm ha portato l’esperienza di una realtà di consulenza finanziaria indipendente e online. “I servizi verranno usati se comodi, semplici e immediati per cui risulta fondamentale avere un focus elevato su tali aspetti. Se pensiamo alla consulenza personalizzata questa implica una profilazione dei clienti, una definizione degli obiettivi e quindi la proposta del portafoglio. Attraverso la tecnologia si automatizza no i passaggi e si riduce notevolmente il numero di persone che devono amministrare i portafogli”. Quindi semplicità di utilizzo sì, ma anche la sicurezza tra gli aspetti da tenere presenti. In tal senso Andrea Agosti, Head of IT Security and Internal Controls Services, OASI (Gruppo ICBPI) ha sottolineato come sia necessario trovare equilibrio e identità certa tra sicurezza e user experience. “PSD2 rappresenta una rivoluzione che si avvicina molto all’apertura dell’ultimo miglio nelle TLC o la condivisione delle spettro radio con gli MVNO. L’oggetto nel nostro caso sono i pagamenti ed è necessario fare attenzione al tema dell’autenticazione forte a due fattori, richiesta da PSD2 non solo sulle operazioni di pagamento ma di accesso anche al conto. Senza dimenticare quello delle tecnologie biometriche così come comportamentali”.

Antonio Bonsignore, Founder & CEO di Mobysign ja invece affermato che “per noi la digital identity è centrale ed è il nostro business. Le fintech hanno l’agilità che non tutte le banche possiedono. Noi ci poniamo dal punto di vista di federarle insieme a PA ed esercenti su una piattaforma di autenticazione permettendo di effettuare operazioni di pagamento non solo con lo smartphone che è poi l’oggetto di autenticazione”. Paolo Ciceri, CIO di La Rinascente ha esordito ribadendo come il momento peggiore dell’esperienza del cliente sia quello del pagamento. “Si tratta di un punto di grande attenzione per qualunque retailer, digitale così come fisico. È un cambiamento di sistema. Oggi tutti hanno in tasca del contante, una carta di credito, uno smartphone e account di servizi online. Ecco che potrebbe accadere che chiedano di usare anche questi ultimi per pagare. Alla fine l’obiettivo deve comunque essere quello di rendere invisibile e trasparente il pagamento”. Alessandro Tiretta Founder & CEO, RetApps ha infine commentato come la centralità del cliente sia strategica nell’ambito di una relazione commerciale con il pagamento che è l’atto finale del processo di acquisto. “Per questo è necessario prendere in considerazione il coinvolgimento del cliente per tutto il suo percorso, e lo smartphone rappresenta lo strumento di ingaggio bidirezionale”.

 
TAG: E-commerce

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