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15/02/2017

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Più vista per la realtà virtuale

Alcuni scienziati stanno lavorando per risolvere il problema della messa a fuoco dei display, priva oggi di un’elevata personalizzazione. Consentendo quindi un utilizzo più prolungato.

La visione attraverso sistemi di realtà virtuale è uno dei pilastri su cui si baseranno le simulazioni del futuro, non solo in ambito ludico ma anche industriale. Gli scienziati della Stanford University spiegano però che mentre alcune tecnologie possono essere adattate alle caratteristiche personali del singoli utenti, come ad esempio il riconoscimento vocale degli smartphone, questo non è possibile con gli attuali dispositivi per la realtà virtuale che non riescono a offrire modalità di visione differenti, abbassando la piacevolezza dell’esperienza fino a provocare anche mal di testa e nausea.

I ricercatori del Computational Imaging Lab dell’ateneo, insieme a uno scienziato del Dartmouth College, sono quindi al lavoro su un dispositivo in grado di adattare la presentazione delle immagini tenendo conto di fattori quali la vista e l’età, che influenzano il modo in cui vediamo in virtuale. “Ogni persona necessita di una modalità ottica differente per ottenere la migliore esperienza possibile”, commenta Gordon Wetzstein, assistant professor of electrical engineering. Quindi viene spiegato che sebbene il lavoro sia ancora in una fase prototipale, la ricerca mostra già come i visori del futuro potrebbero un giorno mostrare quella personalizzazione che ci si aspetta già da altre tecnologie.

Nel dettaglio il problema sul quale i ricercatori si stanno concentrando è che gli schermi utilizzati attualmente non permettono una messa a fuoco naturale. Di fatto nella vita reale ogni volta che guardiamo un determinato punto lo sfondo resta sfuocato, mentre lo schermo dei sistemi di realtà virtuale resta comunque ad ambiente fisso causando fastidi. L’idea è che dopo una mezz’ora gli occhi possono iniziare a fare male e insorga anche mal di testa. Ecco che i ricercatori stanno testando una combinazione di hardware e software che risolva tutto questo cambiando il piano focale presentato dal display.

La tecnologia è stata battezzata ‘adaptive focus display’, e prevede finora due alternative: una basata sull'utilizzo di lenti liquide, un’altra meccanica simile a quella applicata ai binocoli. Infine viene previsto anche il tracciamento della posizione dell’occhio con conseguenti elaborazioni per adattare in tempo reale il visore.

 

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