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01/10/2018

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Roberto Ferrari

Il piano Impresa 4.0

Tutto quello che c'è da sapere per usufruire del credito d'imposta fino a 300.000 euro per la formazione del personale.



È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 giugno 2018 il decreto ministeriale 4 maggio 2018 recante “Disposizioni applicative del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0”. Si tratta dell’agognata disposizione attuativa dell’articolo 1, commi da 46 a 56 della Legge 27 dicembre 2017 n. 205, che dispone l’introduzione di un credito d’imposta per talune spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese prevista dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”. Vediamo di cosa si tratta.

Competenze
L’ambito della formazione è mirato all’acquisizione o al consolidamento di competenze relative alle tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica delle imprese previsto dal piano. In particolare, sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione, previste dal decreto all’art. 3, concernenti le seguenti tecnologie: big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva (o stampa tridimensionale); Internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali. Le attività di formazione sono ammissibili a condizione che il loro svolgimento sia espressamente disciplinato nei contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso l’ispettorato territoriale del lavoro competente. Occorre, inoltre, una specifica attestazione resa dal legale rappresentante dell’impresa rilasciata a ciascun dipendente con la quale si dichiara l’effettiva partecipazione del dipendente alle attività formative agevolabili.

La dichiarazione deve riportare l’indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali, individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017, di applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite o consolidate dal dipendente in esito alle stesse attività formative. Giusto per chiarire il contesto, l’allegato A riporta l’elenco degli ambiti aziendali, tra cui:

a) Vendita e marketing: per l’ambito acquisti, commercio dettaglio o all’ingrosso, gestione magazzino, servizi ai consumatori.

b) Informatica: per l’ambito analisi di sistemi informatici, elaborazione elettronica dei dati, sistemi operativi, software per lo sviluppo e gestione di beni strumentali Industria 4.0.

c) Tecniche e tecnologie di produzione, per l’ambito (tra i molti altri) biotecnologia, cantieristica navale, agricoltura di precisione, confezioni di calzature, fabbricazione di mobili, tecnologie edili e ingegneristiche BIM. Gli ambiti aziendali sono davvero molto diversificati, e anche contesti lontani dall’ambito strettamente produttivo possono godere del beneficio.

Personale
È necessario tener presente che non tutto il personale coinvolto nella formazione può generare un credito d’imposta. In particolare, solo il personale dipendente gode del beneficio, sia che sia assunto con contratto a tempo determinato che indeterminato o che sia assunto con periodo di apprendistato. Il resto del personale, se coinvolto nel processo di formazione, non genera alcun beneficio ma, e questo può essere importante, la loro partecipazione non preclude il beneficio per il personale dipendente. La formazione può essere erogata da personale interno o da soggetti esterni. In tale ultimo caso, la formazione deve essere commissionata a soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso le Regioni o le Provincie Autonome, a Università o strutture a esse collegate, a soggetti accreditati presso i Fondi Interprofessionali, in base al regolamento CE 68/01 della Commissione Europea del 12 gennaio 2001, oppure a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma UNI EN ISO 9001:2000 settore EA 37.

Beneficio
L’entità del beneficio è commisurata al costo del personale discente e al personale che svolge funzioni di docente o tutor. Il costo è determinato in base al costo aziendale riferito al tempo impiegato in formazione. Il costo aziendale è composto dalla retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del trattamento di fine rapporto, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede. Per il personale che svolge funzioni di docente o di tutor, premesso che deve trattarsi di personale impiegato in uno degli ambiti aziendali di cui all’allegato A, il costo agevolabile non può superare il 30% del complessivo costo aziendale annuo. Determinato il costo del personale coinvolto, il 40% di questo costituisce il beneficio erogato quale credito d’imposta per un importo massimo di 300.000 euro. Il beneficio è cumulabile; lo stesso onere può infatti generare diversi benefici usufruibili entro i limiti di intensità massima di aiuto prevista dal regolamento UE 651/2014. Nel limite di 300.000 euro, può essere considerato l’ulteriore onere per la certificazione del credito. Infatti, per le imprese non soggette al controllo legale dei conti, l’importo deve essere certificato da un revisore legale. Il costo della revisione, nel limite massimo di 5.000 euro, può generare a sua volta credito d’imposta nella misura del 40% del costo della certificazione utilizzabile. Va sottolineata la necessità di verifica del requisito di indipendenza in capo al revisore esterno. Il revisore, prima di accettare l’incarico, deve accertare il rispetto del requisito di indipendenza come previsto dalla normativa vigente e dal codice etico IFAC.

Utilizzo
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, senza limiti, a partire dal periodo d’imposta successivo in cui sono stati sostenuti i costi, previo adempimento dell’obbligo di certificazione. Quindi, ottenuta la certificazione, a partire dal 16 gennaio 2019. Peraltro, quale ulteriore beneficio, il credito d’imposta non genera imponibile soggetto né a imposte dirette (IRPEF per le persone fisiche e IRES per le società di capitali) né a IRAP.

Controlli
Alcuni ulteriori dettagli di interesse. Oltre alla certificazione di revisione dei costi sostenuti, l’impresa deve conservare la documentazione contabile di supporto per dimostrare i costi sostenuti. È anche richiesta la redazione di una relazione illustrativa della formazione somministrata oltre che la conservazione dei registri nominativi delle attività formative, sottoscritti dai discenti e dai docenti o tutor interni. L’Agenzia delle Entrate provvederà alla verifica della spettanza della corretta utilizzazione dei crediti nell’ambito delle ordinarie attività di accertamento.

Credito d’imposta
Il beneficio è costituito da un credito d’imposta, di cui l’impresa può usufruire senza domanda e quindi in modo automatico, da utilizzarsi in compensazione di imposte e contributi, commisurato alle spese sostenute per la formazione del personale dipendente nelle tecnologie identificate come Industria 4.0. Sono interessate dal presente beneficio le spese per formazione sostenute nel periodo d’imposta 2018. Ciò comporta che la formazione deve essere somministrata entro il prossimo 31 dicembre. Tutte le imprese possono usufruirne, indipendentemente dall’attività effettivamente esercitata, dalla natura giuridica dell’impresa, dalle sue dimensioni, regime contabile adottato o modalità di determinazione del reddito. Uniche escluse le imprese in difficoltà, ai sensi dell’art. 2, punto 18 del Regolamento UE n. 651/2014; tra le altre, le società a responsabilità limitata che abbiano perso più della metà del capitale sottoscritto o siano soggette a procedure concorsuali.

 

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