Intelligenza Artificiale 2019
 

18/06/2019

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Cristina Dal Monte

Perché le aziende resistono al cambiamento

Per fare innovazione servono visione strategica, capacità di coinvolgere le persone e agilità esecutiva. In altre parole: testa, cuore e mani. 



Durante la recente ‘Milano Digital Week’ abbiamo organizzato una tavola rotonda dedicata all’innovazione. Abbiamo ospitato tre aziende milanesi protagoniste di progetti innovativi di successo: Centro Medico Santagostino, Ostello Bello e NPO Sistemi, che ci hanno raccontato come il loro successo non dipenda solo dal talento creativo, ma dalla capacità di lavorare su tre dimensioni: visione strategica, capacità di ispirare coinvolgendo le proprie risorse e agilità esecutiva. L’innovazione è infatti il risultato di continue trasformazioni: per cambiare bisogna imparare ad attivare e connettere contemporaneamente testa, cuore e mani.

La magia dell’innovazione
Dall’innovazione ha origine una magia speciale. Gli innovatori che lavorano dentro e fuori alle aziende creano la futura generazione di prodotti e servizi. Giovani imprenditori nascono apparentemente dal nulla per avviare aziende che trasformano il mondo. ‘Imprenditori seriali’ innovano senza sosta. Le loro idee sono spesso sorprendenti e promettono speranza per un futuro migliore. Questi imprenditori ottengono finanziamenti ove altri falliscono; aprono nuovi mercati e talvolta danno vita a industrie completamente nuove. Anche se può sembrare che il loro successo derivi esclusivamente dall’avere sempre nuove idee, la verità è che gli innovatori di successo sanno come prendere un’idea grezza e trasformarla in qualcosa che generi valore.

Luci e ombre
Nell’attuale momento di mercato ci sono una buona e una cattiva notizia. La cattiva notizia è che creare qualcosa di nuovo dal nulla è davvero difficile. Tecnologie, prodotti, servizi e modelli di business cambiano sempre più rapidamente. La competizione globale è più dura di quanto si possa immaginare. Le probabilità di successo giocano contro gli innovatori. La buona notizia è che non c’è mai stato momento migliore per innovare. Nel mondo attuale, iperconnesso, l’accesso alle informazioni non ha precedenti. L’innovazione non è riservata al genio solitario: l’innovazione è un mix di mentalità e capacità che tutti possono avere. Mentre alcuni individui possono esserne naturalmente dotati, tutti hanno la capacità di individuare problemi da risolvere, tutti possono pensare in modo creativo e utilizzare strumenti che facilitano l’innovazione e producono effetti positivi. L’innovazione inizia sempre con qualcuno che s’impegna in un’idea e dimostra capacità di leadership dall’inizio alla fine. L’innovazione può sembrare qualcosa di magico, ma siamo convinti che dietro al successo ci sono in realtà una serie di passaggi molto strutturati che possiamo definire come una vera e propria ‘cultura dell’innovazione’.

Una ricerca sul campo
Abbiamo quindi svolto un’indagine per esplorare cosa si cela dietro all’apparente ‘magia dell’Innovazione’ delle aziende, quali sono gli ingredienti di un’innovazione di successo e, di contro, quali sono i principali fattori ostacolanti. Sono state poste ai partecipanti una serie di domande sugli ingredienti dell’innovazione di successo e sui principali ostacoli che le aziende incontrano nello sviluppo di progetti innovativi. Hanno risposto 113 aziende, di diverse dimensioni e settori produttivi evidenziando 4 fenomeni interessanti che possiamo sintetizzare in questo modo:

1.L’innovazione è strategica per le aziende, ma poche realtà sono correttamente strutturate per gestirla.

2.I progetti innovativi raramente sono inquadrati dalle aziende in un piano strategico dedicato all’innovazione.

3.L’assenza di una cultura, di strumenti e processi specifici per l’innovazione frenano le aziende nello sviluppo di progetti innovativi.

4.Il principale ostacolo all’innovazione sono le persone che lavorano in azienda.

Hourglass è un framework dedicato allo sviluppo di progetti e cultura dell’innovazione in azienda ideato da Digital Seed e Innovation Colors

Le principali evidenze

L’innovazione è strategica per le aziende, ma poche realtà sono correttamente strutturate per gestirla.
La maggioranza degli intervisti, oltre l’80%, ha risposto che l’innovazione è strategica, ma se entriamo nel dettaglio di come intendono sviluppare l’innovazione in azienda si scopre che solo il 35% degli intervistati ha creato una funzione dedicata all’innovazione, un quarto di loro ha assunto un Innovation Manager, mentre il 15% si è dotato di processi ad hoc. Ciò che stupisce maggiormente è che quasi un terzo delle aziende dichiara di non aver fatto nulla di specifico per affrontare lo sviluppo dei progetti innovativi in programma.
I progetti innovativi raramente sono inquadrati dalle aziende in un piano strategico dedicato all’innovazione. Se le aziende fanno ancora fatica a strutturarsi correttamente in merito all’innovazione, è probabilmente dovuto a un approccio tattico e non strategico all’argomento. Infatti, coerentemente con la risposta che l’innovazione è strategica, sempre l’80% degli intervistati dichiara che nel corso del prossimo anno svilupperà uno o più progetti innovativi, ma solo la metà di loro lo farà nell’ambito di un piano strategico specifico mentre oltre un terzo esclude categoricamente di implementare una roadmap distinta. L’approccio tattico a questa tipologia di progetti lascia intendere la difficoltà di conciliare il team dell’innovazione con il business tradizionale. Per le aziende intervistate l’innovazione è percepita come qualcosa di separato dal ‘business as is’.

L’assenza di una cultura, di strumenti e processi specifici per l’innovazione frenano le aziende nello sviluppo di progetti innovativi. Mancanza di vision, approccio tattico e assenza di strutturazione dedicata, portano le aziende a sottovalutare l’importanza di acquisire una cultura specifica. Oltre il 60% degli intervistati parla di innovazione principalmente con i colleghi senza coinvolgere fornitori esterni o consulenti esperti in cultura e metodologie dell’innovazione; pochi dichiarano di conoscere e utilizzare strumenti specifici quali il design thinking, l’approccio agile, Oceano Blu o altri fra i numerosi approcci proposti. Eppure un terzo delle aziende che hanno partecipato all’indagine ha riconosciuto che fra i principali ostacoli all’innovazione in azienda si possono annoverare proprio la mancanza di metodo e di mindset.

Il principale ostacolo all’innovazione sono le persone che lavorano in azienda.
È venendo al cuore dell’indagine che emerge il vero ostacolo. Ciò che più di tutto impedisce alle aziende di sviluppare progetti innovativi sono proprio le persone che lavorano in azienda e in modo più specifico l’atteggiamento di resistenza al cambiamento che le persone manifestano ogni qualvolta si palesa di fronte a loro il rischio di modificare lo status quo. Se anche molti degli intervistati hanno riconosciuto che per garantire il successo dell’innovazione in azienda servono una vision, un coinvolgimento attivo delle risorse, una leadership partecipativa e una chiarezza operativa, al momento di mettere in pratica il cambiamento le aziende si trovano ad affrontare l’ostacolo più grande e apparentemente insormontabile: gli schemi cognitivi acquisiti, la consuetudine a operare come si è sempre fatto, un’organizzazione aziendale compartimentale, a silos, e la scarsa propensione al rischio, tutti fattori che costringono anche l’azienda più determinata a confrontarsi con il rischio certo di veder fallire il progetto innovativo. Questo fenomeno è stato definito da alcuni studiosi ‘immunità al cambiamento’ ed è probabilmente ad oggi uno degli ostacoli più difficili per le aziende da rimuovere, perché non attiene né all’ambito del pensiero, inteso come la capacità di vision, né alla sfera dell’azione. L’immunità al cambiamento riguarda le persone e più in particolare ciò che rappresentano in azienda: il cuore e la volontà di realizzare e portare al successo nuove iniziative.

 

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