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23/07/2013

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Per Extreme Networks la convergenza è edge

Importanti aggiornamenti all’architettura Open Fabric e per il sistema operativo. Aprire al traffico audio e video e a SDN

Extreme Networks conferma la strategia focalizzata sul tema della convergenza dei diversi traffici di rete con il rilascio di Open Fabric Edge. È una novità che spinge fino alla ‘periferia’ del sistema informativo il nuovo approccio che la società ha messo in campo l’anno scorso con l’annuncio dell’architettura Open Fabric: “All’interno dei data center stiamo lavorando sul tema della convergenza del traffico di rete per ridurre gli spazi occupati anche dai sistemi di networking, i costi di gestione e quelli dell’energia – spiega Roberto Benedetti, nuovo country manager di Extreme Networks Italia. La nostra architettura è già stata utilizzata in applicazioni di punta, per esempio dal nodo London Internet Exchange per gestire tutto il traffico di rete del periodo delle Olimpiadi 2012”.

 

 

I nuovi scenari
 

Oggi l’estensione della strategia della convergenza verso la periferia apre nuovi scenari: “In questi dodici mesi abbiamo lavorato per estendere questo concetto dal core del data center e della rete all’edge per coinvolgere soluzioni di Unified Communication, voice over IP, utilizzo del softphone, e quindi telefonia su pc, integrazione della messaggistica, video conferencing, ma anche sicurezza fisica e utilizzo delle telecamere. Un percorso che oggi ci sta portando, e siamo i primi operatori del mondo networking a farlo, a operare nell’area dell’audio video bridging (AVB). Fino a oggi questo segmento era dominato dalle soluzioni proprietarie. D’ora in poi, invece, grazie a Extreme Networks, anche questa tipologia di traffico può convergere su una normale rete Ethernet”.
Il passaggio fondamentale per il supporto AVB è stato il rilascio della versione 15.3 del sistema operativo di Extreme Networks, rilasciata in febbraio, in cui è stato implementato lo standard Biamp. “Abbiamo risolto il problema del sincronismo dei flussi audio e video generati contemporaneamente da più sorgenti. Oggi possiamo realizzare su un nostro switch tutta una serie di applicazioni fino a ieri impensabili come la video sorveglianza all’interno di un aeroporto o la trasmissione a distanza di immagine mediche in alta definizione. Il vantaggio che immediatamente i nostri clienti percepiscono è l’abbattimento del TCO di una infrastruttura proprietaria, il cui traffico d’ora in poi passa sulla rete IP Ethernet esistente”.

 

 

Il tema SDN
 

La nuova versione del sistema operativo di Extreme Networks è stata sviluppata anche per iniziare a fare i conti con il nuovo tema dell’SDN, ovvero software defined networking, lo standard emergente che promette di svincolare il controllo della rete dagli apparati fisici, gli switch, per demandarlo a un software controller centralizzato direttamente programmabile. La promessa è quella di maggiore dinamismo, una più facile gestibilità e quindi efficienza sul lato costi e velocità di adattamento ai cambiamenti. “Alcuni parlano di SDN come della virtualizzazione del networking; noi in questa partita ci siamo e proponiamo oggi dei sistemi ibridi che consentono al cliente di gestire sia le LAN tradizionali che quelle SDN, così da consentire una piena sperimentazione e la corretta pianificazione della migrazione al nuovo standard”.
In quest’ambito Extreme Networks è oggi però una voce fuori dal coro: “In molti sostengono che SDN porta l’hardware di rete a diventare commodity. Siamo convinti del contrario: per supportare in pieno il nuovo ‘cervello’ della rete, gli switch dovranno esserne all’altezza, e quindi la loro qualità sarà ancora più importante.

 
TAG: Networking

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