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Sicurezza
 

20/10/2020

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Palo Alto punta sul machine learning

Con il nuovo Next Generation Firewall (NGFW) basato sul machine learning il vendor rende la propria offerta di cyber security ancora più completa, intelligente e proattiva.

Prima di entrare nel merito del rilascio della versione 10.0 di PAN-OS che consentirà alle aziende in possesso di Next Generation Firewall (NGFW) Palo Alto - e naturalmente ai nuovi clienti - di avere accesso a 70 nuove funzionalità che fanno largo uso di tecnologia di Machine Learning (ML), Mauro Palmigiani, country general manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks ha voluto fare il punto sull’andamento degli ultimi mesi, caratterizzato dalla ‘nuova normalità’ dettata dall’emergenza sanitaria. “L’accelerazione dell’adozione di strumenti in grado di abilitare nuovi modelli interattivi digitali ha reso ancora più evidente l’importanza di dotarsi di una piattaforma semplice da utilizzare e il più possibile automatizzata in grado di fornire una protezione efficace a tutti i livelli”, ha esordito.

Da sempre gli investimenti di Palo Alto vanno in questa direzione sia attraverso gli sviluppi interni che grazie alle numerose acquisizioni effettuate nel corso degli anni. La piattaforma resa disponibile ha infatti una copertura globale grazie a Strata, la suite focalizzata sulla network security, Prisma, indirizzata alla protezione in ambiente cloud, e Cortex, che fornisce protezione evoluta su tematiche quali detection and response, automation and orchestration, analytics e threat intelligence, “con tutte le informazioni che convergono in un unico data lake”, ha sottolineato Palmigiani.

Guardare sempre avanti
Oggi, grazie al nuovo NGFW ML con PAN-OS 10.0, l’offerta Palo Alto fa un ulteriore salto di qualità. “Fino ad oggi i prodotti per la sicurezza delle reti utilizzavano i modelli di Machine Learning solo per il rilevamento fuori banda, invece il nuovo NGFW ML che abbiamo messo a punto dopo quasi tre anni di lavoro si avvale di modelli di Machine Learning in linea per aiutare a prevenire attacchi precedentemente sconosciuti”, ha spiegato Palmigiani. “Inoltre introduce il nuovo servizio IoT Security che sfrutta il Machine Learning per offrire una visibilità completa su qualunque dispositivo, inclusi i più recenti, evidenziare anomalie e vulnerabilità e suggerire politiche di sicurezza appropriate - il tutto senza la necessità di sensori o infrastrutture aggiuntive”. Sono solo alcune delle novità introdotte, che non è possibile presentare in maniera esaustiva in questa sede. L’insieme dei miglioramenti apportati, comunque, in base alle dichiarazioni dell’azienda, aiuta le organizzazioni a intercettare fino al 95% delle minacce sconosciute in modo istantaneo.

 

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