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25/10/2012

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Alla scoperta di OVH: un albergo a 5 stelle sulla nuvola

Una delle più grandi compagnie di web hosting del mondo che offre soluzioni cloud

 

 

Sono bastati 13 anni a OVH per diventare una delle 5 più grandi compagnie di web hosting al mondo e, dal 2011, la società è riconosciuta leader nel mercato europeo in questo settore. Se il successo è arrivato il merito è, come sempre, di un’idea giusta e di persone capaci. Le persone si chiamano Klaba, cognome polacco di una famiglia emigrata in Francia subito dopo la caduta del muro di Berlino.
 

Henryk e Haline, marito e moglie, erano diventati entrambi ingegneri all’Università di Tecnologia di Varsavia. Anche per i loro figli, Octave e Miroslaw, si profilava un futuro da ingegneri in Polonia, ma la caduta del muro aprì ai Klaba un futuro diverso. La Francia sembrò una buona prospettiva, quanto basta per partire, nonostante i pochi soldi. Henrik, Haline, Octave e Miroslaw neanche immaginavano durante quel viaggio che nel giro di pochi anni sarebbero stati al comando di una delle prime società mondiali del web.
 

Nel 1999, Internet era già un qualcosa di straordinariamente interessante e richiedeva soluzioni di web hosting a un ritmo di crescita vertiginoso. È in quell’anno che Octave, guidato da un talento innato per l’informatica, decide di creare OVH puntando tutto sull’innovazione rispetto alle soluzioni già esistenti.
 

Perché questo nome? Perché allora come oggi era il più semplice immaginabile: OVH è l’acronimo di “on vous héberge”, che è il francese di “vi si ospita”, o, se preferite, “noi vi ospitiamo”.
 

Oggi un sito web su sei in Europa è ospitato da OVH e l’espansione internazionale è diventata una delle questioni più importanti per la compagnia, attualmente presente in 16 Paesi nel mondo e reduce dalla recente creazione del suo primo data center in Nord America.
 

 

Cloud sorvegliato speciale
 

 

L’inizio di OVH vede una ristretta squadra di persone, tutti bravi tecnici, supportare Octave nel suo progetto. Una di queste persone è Germain Masse, oggi Chief Informaion Officier dell’organizzazione. Da responsabile dell’infrastruttura tecnologica e dei data center, Germain conosce passato, presente e forse anche un po’ di futuro di OVH. La prima cosa di cui ci parla con l’entusiasmo che lo caratterizza è il cloud computing: “L’adozione del cloud da parte delle aziende di qualsiasi dimensione è sempre più veloce e la tendenza lascia presagire che esisteranno sempre meno infrastrutture fisiche nelle imprese, le quali approfitteranno di data center virtuali esternalizzati”.
 

 

Qual è la vera ragione per cui il cloud raccoglie tanti consensi? “Secondo gli analisti, quasi il 75% delle società IT ha già utilizzato o pianificato di utilizzare da qui al 2013 una soluzione di cloud privata esternalizzata nel datacenter di un provider. Mi chiedete il perché di tanto entusiasmo? A mio avviso perché il cloud computing migliora l’efficacia del loro ambiente informatico e la loro reattività. In questo modo possono staccarsi dai limiti dell’hardware e concentrarsi sul core business, realizzando importanti economie. Non saranno più costrette a investire in un’infrastruttura o in equipaggiamenti complessi, costosi e non sempre sfruttati al meglio. Le ultime soluzioni sviluppate da OVH su questo fronte vanno nella direzione di rispondere alle richieste di flessibilità, affidabilità e sicurezza avanzate dai clienti”.
 

 

Ancora in tema cloud...
 

 

Masse che parla delle soluzioni OVH in tema cloud è un’ottima occasione per farsele raccontare. “Per rispondere alla crescente richiesta di virtualizzazione e di data center virtuali, OVH ha investito oltre 10 milioni di euro in un’infrastruttura dimensionata per il cloud. Durante il passaggio al cloud computing, le società dovranno scegliere un proprio operatore IT e questo giocherà un ruolo chiave nel processo perché dovrà offrire garanzie ottimali in termini di affidabilità, prestazioni e sicurezza. OVH ha già le competenze e l’esperienza necessaria per effettuare tutte le operazioni di creazione, gestione e manutenzione del sistema: una posizione ideale per tra traghettare le aziende verso il cloud”.
 

Non si dimentichi poi che la società ha concentrato i suoi sforzi su una soluzione basata sugli strumenti e le richieste di VMware, leader mondiale della virtualizzazione. Domanda scontata: perché questa alleanza? “Per fare in modo che i software VMware possano sfruttare appieno l’hardware installato da OVH”, risponde Masse. In più, i prodotti di VMware sono conciliabili con la maggior parte delle altre soluzioni di virtualizzazione, simili a quella di Citrix XenServer, Microsoft Hyper-V, KVM o ancora Xen, assicurando alle aziende la compatibilità con una possibile infrastruttura esistente.
 

Nota a margine: a ottobre 2011 OVH ha ricevuto il trofeo vCloud Service Provider e da allora è certificata VSPP enterprise VMware.
 

A questo punto Masse cala l’asso: “Grazie alla specificità della nostra organizzazione, possiamo fornire un’infrastruttura cloud in 26 minuti, operazione che può richiedere mesi presso altri fornitori. Nell’era del Cloud Computing non ha senso dover attendere per adattare l’infrastruttura; OVH lo ha compreso e ha messo l’agilità al centro della propria offerta”.
 

Con la sua soluzione Private Cloud, OVH permette alle aziende di creare un proprio data center, di svilupparlo in pochi click e di ottimizzare l’infrastruttura in funzione delle necessità. Il Cloud Instance è più indirizzato alle società di sviluppo informatico e permette di disporre di una piattaforma scalabile secondo la fase di progresso dei progetti. Il Cloud Hybrid, infine, permette di accrescere la capacità informatica senza investire in equipaggiamenti costosi.
 

Dov’è il segreto di OVH? “Il nostro vantaggio principale risiede nella nostra organizzazione a livello di catena di produzione: noi la controlliamo dalla a alla z, dal concept all’assemblaggio dei server, fino alla costruzione e alla manutenzione dei data center. Questo ci permette di essere flessibili e ci dà la possibilità di adattarci alle necessità degli utenti. Contemporaneamente, investiamo molto in ricerca e sviluppo − ‘innovazione per tutti’ è il nostro motto − e siamo sempre alla ricerca di miglioramenti tecnici. Questo ci permette di proporre ai nostri clienti soluzioni che sono contemporaneamente economiche e performanti”.
 

 

L’importanza della rete
 

 

Uno dei punti di forza di OVH è la rete che ha saputo costruire negli anni. “Abbiamo installato una rete di fibre ottiche nel mondo con un’estensione e una modalità uniche sul mercato”, spiega Masse elencando caratteristiche in grado in effetti di impressionare: un’ampiezza di banda totale di 2 Tbps, 33 punti di peering e controlli e la manutenzione operativa 24 ore su 24, 7 giorni su sette.
 

“Questa politica di peering ci permette di collegarci direttamente con gli Internet Service Provider dei clienti nel mondo con tempi ridotti di accesso ai contenuti. Inoltre, la nostra capacità di banda è tale da garantire tempi di caricamento brevi per le pagine web e i contenuti che ci sono affidati. Avere il completo controllo della rete ed essere in grado di impostarne la distribuzione rende possibile per noi garantire il più alto livello di qualità, ovunque si trovino I nostril clienti: in Italia, in Europa o anche in Nord America. La rete è qualcosa in cui abbiamo investito molto tempo e denaro – prosegue Masse − perché crediamo che sia uno dei punti cruciali della qualità di tutte le nostre soluzioni. Dalle soluzioni cloud agli hosting condivisi, è la rete il denominatore comune per accedere da e ai nostri servizi”.
 

 

Sicurezza e privacy
 

 

Sicurezza e privacy sono sempre al centro dell’attenzione quando si parla di cloud e OVH non fa eccezione. Gli utenti vogliono essere tranquillizzati e Germain Masse usa argomenti convincenti. “Riguardo la sicurezza, i nostri data center sono progettati e costruiti per impedire qualsiasi forma di intrusione o pericolo. Tutti i locali sono equipaggiati di porte blindate e telecamere di sorveglianza con sensori di movimento, e l’accesso ad essi è possibile solo con l’utilizzo di badge e controllo biometrico. A tutto questo si aggiunge il controllo umano, sempre presente”.
 

Per quanto riguarda la privacy, OVH è in grado di assicurare che l’utente sia il solo ad accedere alla propria rete e alle risorse dedicate. I problemi di privacy si verificano spesso quando una società progetta di trasferire parte della propria infrastruttura sul cloud; è a quell punto infatti che scatta la domanda: mi potrò fidare? Come posso essere sicuro che nessuno avrà accesso a dati confidenziali e strategici? “A questi utenti rispondiamo che fidarsi di un professionista riconosciuto, con un impeccabile stato di servizio ed esperienza tecnica, è essenziale. Per le nostre soluzioni Private Cloud, i nostri sforzi sono andati oltre un’infrastruttura basata su strumenti e requisiti di VMware: gli archivi sono isolati e gli host sono dedicati a un singolo utente. Tutte le intercomunicazioni avvengono tramite una Vlan privata, unica per ogni cliente, che impedisce che i dati possano essere rilevati dall’esterno. Questo aspetto è gestito da hardware di alto livello con switches Cisco Nexus, per le loro prestazioni ecellenti”.
 

 

Risparmio energetico e cloud carbon footprint
 

 

Greenpeace ha pubblicato di recente un rapporto sull’impronta del cloud carbon mettendo in evidenza il crescente impatto di infrastrutture IT virtualizzate sull’ambiente e il conseguente aumento di emissioni di gas serra. L’associazione ambientalista ha fatto presente che diverse società danno molta importanza all’efficienza energetica, mentre ignorano completamente i problemi legati alle fonti di energia, che sono spesso molto inquinanti.
 

“OVH, come parte del suo programma di ricerca e sviluppo, ha lanciato all’inizio del 2003 un sistema di raffreddamento a liquido per i propri server chiamato internamente ‘acqua che non fuoriesce’. Scopo di questa innovazione è sfruttare le elevate proprietà di trasferimento di calore dell’acqua per ridurre il consumo di energia dei nostri data center e diminuire l’utilizzo della ventilazione di raffrddamento. Con questa e altre innovazioni, come per esempio le ‘eco-sale’, e con il nostro concetto di ‘strade calde e fredde’, abbiamo potuto dimezzare il consumo di energia dei data center. Un risparmio significativo che siamo stati in grado di trasferire ai nostri client in un contest win win”.
 

Per quanto riguada le fonti di energia, all’inizio tutti i nostri data center si trovavano in Francia ed erano collegati alla fonte di energia più economica disponibile: quella nucleare. Siccome però OVH non intende essere troppo dipendente da un solo fornitore in un mercato dell’energia altamente oligopolistico come quello francese, abbiamo lanciato il progetto di una centrale eolica con l’intento di mantenere completamente almeno uno dei nostri nuovi data center tramite energia rinnovabile. Altra cosa importante: il nostro primo data center in Nord America si trova a meno di 300 metri di distanza dalla seconda più grande diga canadese e dalla terza più grande centrale idroelettrica su fiume del mondo. In questo modo OVH potrà utilizzare il cento per cento di energia rinnovabile per fornire potenza a una struttura progettata per contenere oltre 360.000 server e diventare il più grande data center del mondo”.
 

 

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