Estate 2019
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13/11/2018

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Oracle e il vento del cloud

La strategia del vendor americano e i temi dell'Open World. Tra intelligenza artificiale e sicurezza.

Alessandro IppolitoCirca 60.000 presenze da 175 Paesi, tra clienti e partner, per un evento che ha messo al centro diverse tematiche tecnologiche e di business. Stiamo parlando dell’Oracle Open World, l'appuntamento annuale di Oracle tenutosi a San Francisco lo scorso ottobre, con i punti principali evidenziati nel corso di un incontro con la stampa italiana da Alessandro Ippolito, Country Technology Sales Leader di Oracle Italia. “Si è parlato moltissimo di sicurezza, intelligenza artificiale e machine learning, tre macro elementi dai quali poi si snoda tutta la nostra strategia. A cominciare dal Cloud di Generazione 2 e dall’Autonomous Database, per poi coinvolgere le applicazione di business che mettiamo a disposizione dei clienti”. Partendo dalla sicurezza, questa rappresenta il punto cardine, sia fisico che logico, del Cloud Gen 2 di Oracle, dove di fatto vengono portate le applicazioni mission critical delle aziende che devono essere tutelate al massimo. Ecco che di recente sono state introdotte nuove caratteristiche di segmentazione dei domini, nonché di monitoraggio e controllo accessi ancora più elevate.

“Cloud Gen 2 ospita inoltre l’elemento fondante dell’Autonomous Database, in grado di autogestirsi e aumentare in modo autonomo la sua sicurezza, e con un rapporto prezzo prestazioni elevatissimo. E nella nuvola vengono quindi portati criteri di machine learning, apprendendo e migliorando le prestazioni di insieme. Un elemento fondamentale se pensiamo che nel 2025 si prevede che l’85% delle applicazioni gireranno in cloud, ma non solo. La totalità di queste sarà infatti permeata dall’intelligenza artificiale, così come buona parte delle interazioni con i clienti avverrà in modo automatico”.

Un business che cresce
Ippolito, a conferma di queste previsioni, ha snocciolato alcuni dati di mercato secondo i quali solo in Italia il giro di affari legato al cloud è oggi di circa 2,3 miliardi di euro con una crescita anno su anno del 19% (120 miliardi nel mondo, +26%). E Oracle genera oggi nel nostro Paese il 40% dei propri ricavi proprio su di esso, in un percorso che la vede accompagnare le aziende nel processo di trasformazione dall’on premise, e di evidente passaggio di applicazioni molto critiche. E per questo consente anche di portare parte del cloud pubblico all’interno del data center del cliente conservandone però la gestione a suo carico, secondo un modello ‘cloud at customer’. “Si tratta di un’opzione che ha molto successo e vede in Italia già svariati clienti”, ha aggiunto Ippolito, sottolineando infine come lato business Oracle abbia un’ampia gamma di soluzioni in cloud partendo dalla componente di ERP, di HR e CX arrivando ai sistemi SCM. “Proponiamo un modello integrato basato sulle Fusion applications, che possono anche andare in Cloud Gen 2, facendo leva su tutte le caratteristiche fondanti l’Autonomous Database”. 

 

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