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21/11/2017

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di Paolo Morati

Oracle: "Missione compiuta sul cloud"

A Milano, l'evento Oracle Cloud Show è stata l'occasione per approfondire il percorso dell'azienda sui diversi fronti della 'nuvola'.

Oracle Cloud

Il cloud, la ‘nuvola’ che cambia l’IT, questo l’elemento al centro dell’evento annuale di Oracle in Italia, battezzato ‘Oracle Cloud Show’ tenutosi nei giorni scorsi, illustrato in una formula che a Milano ha coniugato spettacolo e tecnologia. L’obiettivo è stato chiaro: raccontare che cosa l’azienda guidata da Larry Ellison sta facendo su questa tematica e come l’IT ha l’opportunità di cambiare di conseguenza, in Italia e a livello globale. Il tutto con la collaborazione dei partner Oracle e un ampio demo center dove toccare con mano soluzioni ed esperienze. Un percorso inframmezzato da momenti di intrattenimento, avviato da Bianca Granetto, Research VP di Gartner che ha illustrato lo scenario di riferimento dove mentre nell’era pre digitale l’IT veniva considerata dai CEO un costo operativo, oggi ha un’importanza strategica seconda solo ai piani industriali di business.

Ruoli e competenze
“Con l’era digitale la tecnologia diventa valore di crescita, e crea un vantaggio competitivo. Un valore che esce dal perimetro dell’azienda e che bisogna imparare a gestire. Con uno snodo chiave che riguarda la focalizzazione su nuovi organigrammi e figure di leadership, nonché l’attenzione a competenze sulle tecnologie abilitanti”, ha spiegato Granetto. In tutto questo bisogna tener conto della necessità di dar vita a un ecosistema, con i CIO italiani che identificano soprattutto nel cloud computing un mezzo capace di favorire una crescita di questa tipologia di rapporti, assumendo una valenza sia fronte B2C che B2B. “In definitiva il digitale è qualcosa di dirompente, che richiede l’abbandono di abitudini e paradigmi tradizionali. Bisogna avere il coraggio di trasformare l’IT e andare verso un modello informatico che prepara al digitale. E premere il pulsante di ‘reset’ anche in una logica di riallineamento dell’IT con i nuovi obiettivi di business”. Tra le tecnologie strategiche oggi emergenti, quella del ‘digital’ mesh è secondo Granetto quella oggi più reale e concreta dalla quale partire. “E il cloud è il suo sistema linfatico, che bisogna saper cavalcare e gestire per generare quel valore ricercato effettivamente dai CEO”. 

Fabio SpoletiniMissione compiuta
A che punto è dunque la strategia di Oracle sul cloud? “Abbiamo compiuto la nostra missione, avviata diversi anni fa con l’evoluzione del nostro portafoglio, e basata su una strategia forte e caratterizzante”, ha esordito Fabio Spoletini, Country Leader di Oracle Italia. “Siamo partiti da applicazioni e processi business portati in cloud, focalizzandoci sul SaaS, abbandonando il concetto di suite integrata. E da lì abbiamo lavorato fino ad oggi, arrivando a identificare alcune tematiche importanti per portare ulteriore innovazione. Parliamo di blockchain, di machine learning, di Intelligenza Artificiale”. Tutti strumenti che permettono di utilizzare applicazioni in modo predittivo, di analizzare e trovare soluzioni, e di tracciare i processi in modo sicuro e certo. “Oggi possiamo dire di avere una chiara posizione di leadership su argomenti quali huma capital management, marketing lead management, corporate performance management, ERP Cloud, Enterprise Integration Platform as a Service. Il che ci dà un enorme credibilità nonché un’ampia presenza sul mercato”, ha proseguito Spoletini introducendo poi il secondo step compiuto sulla parte applicativa, quello sul fronte PaaS, ossia la base sulla quale realizzare un ‘abito su misura’ per il cliente. Alla quale si aggiunge uno sviluppo cloud nativo, con utilizzo di un approccio a microservizi e metodologie DevOps per portare le aziende verso il mondo digitale, mantenendo comunque la possibilità di seguire un approccio ibrido. Senza dimenticare la parte di innovazione fondata sui concetti aperti e l’adozione di framework open source. 

Generazione 2
“Lo scorso anno abbiamo infine lanciato la nuova generazione della parte di infrastruttura IaaS. Ed è qui che arriviamo a parlare di cloud enterprise, qualcosa che deve offrire alte prestazioni e affidabilità per potervi portare efficacemente i sistemi mission critical. Che sono poi quelli che devono essere effettivamente rivoluzionati”, ha aggiunto Spoletini richiamando a un cambio di paradigma, ossia mettere in cloud non (solo) le attività meno strategiche, ma anche e soprattutto le applicazioni core per un’azienda. Qui si tratta di garantire un servizio a elevate prestazioni, affidabile, e aggiungendo anche un livello di automazione spinta. Ecco che su questo fronte abbiamo ad esempio annunciato l’Autonomous Database che applica in automatico le proprie patch, evitando gli errori umani. Non dobbiamo inoltre dimenticare l’aspetto economico di questi approcci, che prevedono un rapporto prezzo prestazioni competitivo e un TCO ridotto grazie ai sistemi automatizzati”. 

Obiettivo flessibilità
Tutto questo, denominato IaaS Generation 2, richiede investimenti importanti da parte di Oracle che ha inaugurato di recente i data center di Francoforte. “Possiamo dire di aver completato la nostra piattaforma cloud – SaaS, PaaS, IaaS – garantendo massime prestazioni e sicurezza. Con la capacità di portare in cloud le aziende senza limitazioni, ma non per questo forzando l’abbandono del data center, bensì supportando sia l’on premises così come il public. E garantendo una flessibilità senza limiti”, ha concluso Spoletini.

 

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