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07/01/2013

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Così l’open source abilita l’open business

Un’opportunità per l’evoluzione dei sistemi informativi di realtà pubbliche e private

Alla fine di ottobre si è svolta a Milano l’Open Source Conference organizzata da Soiel International che ha offerto una panoramica dello stato dell’arte delle soluzioni open source presenti sul mercato italiano, definendone le caratteristiche, i benefici e i miti da sfatare.
 

I lavori sono stati introdotti da una indagine, promossa da Soiel stessa, sull’utilizzo delle soluzioni open source nelle aziende pubbliche e private italiane, dalla quale emerge che il 65% delle organizzazioni italiane utilizza già soluzioni open source, e che l’82% sta valutandone l’introduzione e/o l’estensione.
 

Dati che dimostrano come l’open source abbia ormai raggiunto la piena maturità, e rappresenti oggi una possibilità presa seriamente in considerazione da realtà pubbliche e private di ogni dimensione, anche grazie all’impulso dato dal legislatore in questa direzione.
 

Per quanto concerne i nuovi orientamenti dell’e-government, Flavia Marzano, presidente degli Stati Generali Innovazione, ha sottolineato come le ultime modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, per il testo completo www.digitpa.gov.it/amministrazione-digitale/CAD-testo-vigente) impongano di fatto alla PA di adottare software libero e, in caso contrario, di dichiarare il perché. Di fatto, quindi, oggi la pubblica amministrazione deve giustificarsi se non utilizza soluzioni open source, e non viceversa.
 

Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilità di accedere a soluzioni open source o già sviluppate all’interno dell’organizzazione a un prezzo inferiore, infatti, è consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenze d’uso, sempre in un’ottica di replicabilità e riutilizzo delle risorse.
 

Naturalmente il legislatore detta le linee guida, spetta poi al mercato, nella sua globalità composta da domanda e offerta, applicarle al meglio e decretarne il successo.

Venire incontro alle esigenze del mercato
 

Le soluzioni open source oggi disponibili affiancano agli storici vantaggi di tipo economico caratteristiche di robustezza, affidabilità e garanzia di continuità operativa che non hanno più nulla da invidiare a quelle di tipo proprietario.
 

Anche il modello di business del mondo open source si è evoluto, acquisendo regole, definendo processi e modalità di erogazione del servizio: questo consente oggi alle aziende che operano come integratori o sviluppatori di tali soluzioni, di valorizzare il proprio business e proporsi al mercato con un’offerta che, mantenendo il modello open source, ne incrementa il valore e garantisce ritorni adeguati.
 

Questi i temi approfonditi nel corso dell’evento, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento.
 

Gianni Anguilletti di Red Hat ha sottolineato come sia possibile utilizzare le ultime innovazioni open source per realizzare infrastrutture in grado di rendere le aziende più intelligenti, innovative e virtuose attraverso lo sfruttamento di architetture quali SOA, Big Data e cloud computing; la capacità di contribuire al contenimento dei costi senza rinunciare a performance e affidabilità è stata sottolineata da Alessandro Renna di Suse, mentre Luca Gargaglione di MySQL ha posto l’accento sul valore di un database open source, analizzando in dettaglio le variabili che ne determinano il successo.
 

I vantaggi dell’open source nell’ambito del monitoraggio IT sono sati evidenziati da Georg Kostner di Würth Phoenix e da Luca Deri di ntop, che hanno sottolineato come il giusto connubio di soluzioni open source possa offrire un approccio innovativo volto a soddisfare non solo i processi tradizionali di controllo ma anche l’analisi delle prestazioni percepite dall’utente finale.
 

Massimiliano Grassi di Citrix ha illustrato come oggi sia possibile fornire servizi cloud di tipo open con rapido deploy e senza vincoli tecnologici con nessun vendor, mentre Ilario Gavioli di Intesys ha ribadito, con l’ausilio di casi concreti, come l’adozione di software open source di livello enterprise possa fornire enormi vantaggi in termini di contenimento dei costi, aderenza agli standard, flessibilità, integrabilità e, ancora una volta, indipendenza dai fornitori.

Supportare le community
 

Il mondo open source, però, spesso è ancora frammentato e le community non hanno sempre una guida costante che permetta di sviluppare soluzioni di tipo enterprise pronte all’uso senza dover effettuare ingenti investimenti in termini di ricerca e sviluppo, un tema analizzato da Paolo Vecchi di Omnis Systems. L’importanza dell’infrastruttura nella realizzazione dei progetti open source, infine, è stata evidenziata da Monica Marzo di IBM.
 

Da tutti gli interventi è emerso come l’open source sia sicuramente un’area in forte crescita: il mondo enterpise, infatti, si sta orientando sempre più verso architetture open, un modello che integra libertà di scelta, efficienza e convenienza, sempre più appetibile in un contesto macro economico come quello attuale, caratterizzato da grande instabilità.
 

Un paradigma già adottato con successo da numerose realtà italiane, come si è visto nel corso della tavola rotonda conclusiva, a cui hanno preso parte CIO di importanti organizzazioni del settore pubblico e privato che hanno raccontato la propria esperienza.


Le prossime tappe
 

Dopo le edizioni 2011 e 2012 di Milano e Roma, che hanno raccolto ampi consensi sia da un punto di vista dell’offerta sia dal punto di vista della domanda, per il 2013, Soiel International ripropone il progetto Open Source Conference con lo scopo di coinvolgere sempre più rappresentanti di entrambe le categorie per un confronto diretto e aperto.
 

Le tappe previste per il 2013 sono:
Roma, 28 marzo
Padova, 14 maggio
Milano, 29 ottobre

 

 

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