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15/07/2014

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Oikos porta i GoogleGlass nel mondo dell’architettura

L’azienda italiana sta studiando un concept per la realizzazione di una app rivolta al mercato B2B. La nostra ‘piccola’ prova degli occhiali intelligenti

‘Guardare la facciata di un edificio e cambiarne virtualmente il colore, visualizzando il rendering in pochi secondi’, è questa una delle funzionalità di un’innovazione possibile a cui sta lavorando Oikos grazie ai GoogleGlass così come l’ha spiegata Claudio Balestri, presidente della società italiana attiva nella produzione di colore e materia per l’architettura sostenibile, in occasione della presentazione del progetto di app che l’azienda sta mettendo a punto con i ricercatori del Google Campus di Londra. I GoogleGlass iniziano a catalizzare interesse e investimenti per lo sviluppo di applicazioni B2B da parte anche di aziende italiane che hanno fatto dell’innovazione il loro modo di essere: Oikos è nata nel 1984 lanciando per prima in Italia le vernici ecosostenibili ad acqua (vedi più sotto Chi è Oikos). In questo caso negli ambiti importanti del design e dell’architettura. Il concept è stato infatti presentato durante il Fuorisalone della Milano Design Week, svoltasi nello scorso mese di aprile, mai come quest’anno attenta alle novità del mondo ICT. Oltre ai GoogleGlass, diverse le iniziative sulla stampa 3D.


Una app B2B ‘partecipata’
Durante i sette giorni del Fuorisalone Oikos, negli spazi di Palazzo Cusani, ha allestito il laboratorio itinerante ‘Oikos GoogleGlass LabCube’, dove decine di progettisti e architetti hanno potuto sperimentare i nuovi occhiali, guidati dagli ingegneri e dagli sviluppatori del Google Campus e dallo studio X2architettura. Una esperienza di ‘crowdproject’ dal vero e non mediato dal web, attraverso il quale i professionisti del settore hanno iniziato a prendere confidenza per la prima volta con questo device, ne hanno valutato le potenzialità e al contempo hanno dato suggerimenti, espresso opinioni, partecipando quindi alla progettazione della nuova app che verrà sviluppata da Oikos e messa a disposizione in seguito per il mondo della progettazione. “Crediamo molto che i GoogleGlass aiuteranno architetti e progettisti a lavorare in maniera diversa. Tutti i suggerimenti raccolti saranno da noi rielaborati e presi in considerazione e diamo appuntamento alla prossima Biennale di Venezia per mostrare i primi risultati concreti di questo lavoro”, ha dichiarato Balestri.


La prova dei GoogleGlass
Durante la sessione demo di presentazione dell’iniziativa, chi scrive ha avuto l’opportunità di provare per pochi minuti i GoogleGlass e ricavarne quindi direttamente delle impressioni personali. Diciamo subito che l’interfaccia è molto primitiva , e quindi anche semplice e di utilizzo intuitivo. Il ‘monitor’, che grazie all’ottica si visualizza a una distanza giusta, pochi centimetri, dall’occhio destro, visualizza cinque righe di comandi/nomi in rubrica. In caso una ‘videata’ contempli più righe, questa può essere fatta scorrere utilizzando l’indice della mano destra sulla barretta dei GoogleGlass. I GoogleGlass si attivano quando chi li indossa dice in inglese ‘OK glass’. Tutti i comandi sono vocali e basta scandire le poche parole con una pronuncia accettabile. Nei due minuti concessi, chi scrive è riuscito a: prendere una fotografia di quello che stava vedendo, fare un video di 10 secondi e poi condividerlo su un social network, realizzare una video chiamata e tradurre una frase di poche parole visualizzata dall’italiano all’inglese, come potrebbero essere quelle scritte in una targa turistica. Molto interessante la video chiamata. La persona interpellata infatti attraverso il suo smartphone guarda in tempo reale quello che sta guardando chi indossa i GoogleGlass. Una cosa utile per far vivere le sensazioni di un bel tramonto al proprio partner lontano o, più prosaicamente, per visualizzare il punto di rottura di un giunto a chi si deve occupare di manutenzione... Infine i GoogleGlass sono utilizzabili senza particolari difficoltà in abbinamento ai propri ‘normali’ occhiali... da vista.


Chi è Oikos
Oikos è nata nel 1984 puntando subito sull’innovazione: “Siamo stati i primi in Italia a capire l’esistenza di una domanda di eco-compatibilità e quindi a intro-durre le vernici ad acqua – racconta Claudio Balestri, fondatore e presidente della società. Ci siamo caratterizzati da subito come ecosostenibili, quando ancora questo termine praticamente non era stato ancora inventato”. Negli anni Oikos ha costruito un’offerta basata su materiali duttili ed evoca-tivi utilizzabili con creatività nell’ambito decorativo da progettisti e applica-tori: “Abbiamo recuperato professionalità che stavano per andare perdute, come quella dei mastri decoratori, che oggi sono in grado di creare texture originali e su misura per ogni progetto”, ha concluso Balestri
 

 

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