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29/09/2017

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di Raffaela Citterio

Il nuovo Cloud Global Data Center di Aruba visto da vicino

Aruba realizza alle porte di Milano il più grande data center campus della Penisola, con l’obiettivo di contribuire da protagonista alla trasformazione digitale del paese e di rafforzarne la centralità nell’Europa del dopo Brexit.

Il nuovo Global Cloud Data Center Aruba alle porte di Milano

Aruba, fondata nel 1994, rappresenta una parte della storia di Internet in Italia. Dalle connessioni dialup, ai POP su numeri verdi, dalla registrazione dei domini alla firma digitale, sino ad arrivare al cloud: man mano che il web ampliava il proprio raggio d’azione, Aruba cresceva con lui. Oggi la società opera in quattro differenti ambiti di business - data center, cloud, hosting e domini, e-security e servizi certificati - e attraverso Aruba Business, in cui sono confluite alcune delle aziende acquisite nel corso degli anni, mette a disposizione di un vasto ecosistema di business partner tutti i propri servizi. “Abbiamo inaugurato il nostro primo data center ad Arezzo nel 2003, e siamo stati tra i primi in Italia a offrire servizi di hosting condiviso e a introdurre soluzioni di server dedicati e housing - ricorda Stefano Sordi, Chief Marketing Officer della società. Nel 2011 abbiamo attivato un secondo data center, a circa 3 chilometri dal primo, ideale per garantire l’implementazione di soluzioni di business continuity ad altissime prestazioni e servizi di disaster recovery. Una delle caratteristiche che da sempre ci contraddistingue è la capacità di guardare avanti e la convinzione che, anche in Italia si possano fare progetti innovativi, che non hanno nulla da invidiare a quelli realizzati in altre aree geografiche. Siamo orgogliosi di essere un’azienda al 100% italiana che crede nelle potenzialità di questo Paese, ed è per questo che continuiamo a investire all’interno dei nostri confini, come testimonia il nuovo Global Cloud Data Center realizzato alle porte di Milano”.

Accelerare la trasformazione digitale di imprese ed enti pubblici
“In questo momento il cloud rappresenta una delle sfide più importanti che aziende ed enti pubblici sono chiamati ad affrontare - aggiunge Sordi. Rivedere processi e strategie in un’ottica di maggiore velocità e flessibilità, garantendo al contempo adeguati livelli di sicurezza e piena conformità a normative sempre più stringenti però non è semplice, e molte volte il cloud è la strada migliore, se non l’unica percorribile. Quando si parla di cloud, però, la localizzazione geografica del data center assume un’importanza rilevante, ed è per questo che abbiamo deciso di realizzare ex novo un nuovo Data Center Campus di 200.000 metri quadrati a Ponte San Pietro (Bergamo), raggiungibile in pochi minuti da Milano”. Creando il nuovo Global Cloud Data Center in Italia Aruba ha quindi voluto dare una risposta concreta alle esigenze del mondo enterprise e della Pubblica Amministrazione, alla ricerca di una struttura nel Nord Italia in grado di dare spazio alla loro crescita futura, e nel contempo consolidare il proprio posizionamento in un mercato che sta vivendo un momento di grande fermento. In uno scenario in cui i dati rappresentano l’asset principale di qualsiasi organizzazione, la fonte a cui attingere per progettare nuovi prodotti e servizi è individuare nuovi modelli di business, basti pensare a fenomeni quali Internet of Things e Industry 4.0. L’infrastruttura in grado di orchestrare e governare queste complessità ha un ruolo chiave, come possono testimoniare aziende come Ducati, con cui Aruba collabora da tempo in qualità di co-gestori del team, e Nexive, primo operatore privato del settore postale, che non a caso hanno portato la loro testimonianza nella due giorni organizzata in ottobre dalla società per presentare ufficialmente al mercato e agli operatori del settore il nuovo Campus.

Efficienza, sostenibilità e sicurezza al centro
“Abbiamo concepito il nuovo Global Cloud Data Center con l’obiettivo di non avere limiti di spazio e di risorse e abbiamo voluto realizzarlo in modo che fosse completamente ecosostenibile, pensando all’ambiente ma anche all’efficientamento energetico, adottando i più elevati standard di affidabilità e sicurezza al fine di ottenere i massimi livelli di certificazione in ambito data center, che ormai sono tra i prerequisiti richiesti dalle aziende più strutturate e dalla Pubblica Amministrazione”, prosegue Sordi. Per quanto riguarda lo spazio, si parla di una superficie di 200.000 metri quadrati, di cui circa la metà coperti, mentre per quanto riguarda le risorse alcuni dati possono dare un’idea delle forze in campo: una potenza di 15 Megawatt (MW) per il primo data center attivato, di cui 4 MW già venduti a grandi clienti, per un totale di 100 MW a pieno regime, UPS con un’alimentazione ultra-ridondata, un ricambio d’aria due volte all’ora con sistema di spegnimento incendi a gas inerti, un’infrastruttura dark fiber proprietaria che prevede un doppio percorso verso il Milan Internet eXchange (MIX), con capacità di trasporto pressoché illimitata, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Questo concentrato di tecnologie di ultimissima generazione ha consentito al nuovo Global Cloud Data Center di Aruba di ottenere la certificazione Rating 4 (precedentemente Tier 4, termine utilizzato per lo standard ANSI/TIA-942 sino all’edizione di marzo 2014), nonché le certificazioni GO, garanzia d’origine dell’energia (100% rinnovabili), ISO 9001 per la qualità dei servizi offerti, ISO 27001 per la sicurezza IT e ISO 14001 per la gestione ambientale.

Ecocompatibile e sicuro
Uno dei fattori di cui Aruba va particolarmente fiera è il sistema di autoproduzione dell’energia che vede l’impiego di una centrale idroelettrica di proprietà sul fiume Brembo e pannelli fotovoltaici installati su tutte le superfici utili e meglio esposte alla luce solare. “Abbiamo adottato energie rinnovabili, come quella idroelettrica e solare, nonché un sistema di raffreddamento geotermico, che sfrutta l’acqua di falda (senza contaminarla) che ci consente di utilizzare impianti di climatizzazione ad altissima efficienza, al fine non solo di salvaguardare l’ambiente circostante ma anche di limitare i consumi”, sottolinea Sordi. Altrettanto importanti sono gli accorgimenti presi in termini di sicurezza logica e fisica, perché sono sotto gli occhi di tutti i danni economici e reputazionali che derivano dalla fuga di notizie, vuoi per cause accidentali o dolose, senza contare gli adempimenti necessari per essere conformi alle normative, a cominciare dal nuovo GDPR che entrerà definitivamente in vigore tra pochi mesi. Dal punto di vista fisico innanzitutto è stata scelta un’area non esondabile che storicamente non è mai stata soggetta a eventi sismici di rilievo, poi sono stati adottati provvedimenti quali avanzati sistemi di videosorveglianza, vigilanza 24 x 7 x 365, parcheggi separati per dipendenti e visitatori, dissuasori veicolari, cancelli separati per visitatori e merci, mantrap visitatori e merci con sistemi anti-tailgating e anti-piggybacking, il tutto gestito da un avanzato sistema di Management Building. Dal punto di vista logico, non potevano mancare un SOC (security operation center) e un NOC (network operation center) attivi 24 x 7 x 365. 

Rispondere a qualsiasi tipo di esigenza
L’ampiezza del nuovo Global Cloud Data Center consente di rispondere a qualsiasi tipo di esigenza, dal singolo server dedicato a soluzioni infrastrutturali complesse sia fisiche sia cloud, passando per la progettazione di cage, sale dati e interi data center dedicati (o addirittura edifici dedicati all’interno del Campus), soluzioni di disaster recovery e business continuity, sino ad arrivare al completo outsourcing dell’infrastruttura e a una gestione sistemistica h24, oltre a tutte le facility disponibili a contorno, come la connettività multicarrier, routing, fornitura hardware, ecc. Non mancano spazi polifunzionali destinati a soddisfare le più diverse necessità logistiche - magazzini e/o uffici condivisi o dedicati al singolo cliente, nonché sale e postazioni temporanee.

Hybrid cloud in primo piano
All’interno dei propri data center gli ingegneri di Aruba si occupano da anni di monitorare e gestire le infrastrutture che ospitano i servizi che rende disponibili, dal cloud all’hosting alla posta elettronica, servizi strategici utilizzati ogni giorno da milioni di clienti in ogni parte del mondo. Tutto questo know how viene messo a disposizione dei clienti per la gestione delle loro infrastrutture ospitate nei data center Aruba, sia che si scelga di implementare un cloud privato, o, molto più spesso, ibrido. Il nuovo Global Cloud Data Center infatti risulta particolarmente indicato per attività di estensione di data center esistenti e migrazioni, perché ogni azienda deve trovare la sua strada verso il cloud, salvaguardando da un lato gli investimenti realizzati nel corso del tempo e dall’altro attrezzandosi per affrontare con successo le nuove sfide. Attraverso soluzioni di Data Center Extension, Aruba consente quindi di dare vita a nuovi servizi basati su Data Center Aruba gestiti però in modo centralizzato e unificato attraverso gli strumenti di lavoro in uso presso il cliente. Attraverso questo tipo di soluzioni è possibile optare per soluzioni di cloud ibrido, capaci di coniugare infrastrutture fisiche e virtuali. L’infrastruttura di partenza può trovarsi presso il cliente o addirittura presso un provider terzo, mentre l’estensione viene fatta su una infrastruttura private cloud o dedicata nel data center di Aruba. “La piattaforma del cliente si collega al nostro cloud per mezzo di processi di integrazione standard o, se necessario, sviluppati ad hoc, consentendone una vista univoca gestibile da un unico punto di controllo - evidenzia Sordi. Il nostro obiettivo è implementare soluzioni che possano garantire ai clienti il massimo livello di interoperabilità, perché vogliamo lasciare loro la massima libertà di scelta”.
Il passo successivo, una volta sperimentati i vantaggi offerti dal cloud, è spesso quello di orientarsi verso una migrazione più spinta verso questo paradigma. Anche in questo caso gli esperti di Aruba supportano in maniera proattiva, sia dal punto di vista progettuale che attuativo, chi decide di migrare dati e infrastrutture IT dal data center in esercizio a un data center Aruba. Dietro a servizi sempre più efficaci ed efficienti, infatti, si celano notevoli difficoltà, ed è per questo che di mese in mese cresce la consapevolezza delle aziende nei confronti dei vantaggi offerti dal cloud in termini di riduzione delle complessità tecnologiche a favore di una maggiore focalizzazione sul business.

Un concentrato di tecnologie d’avanguardia per accelerare la trasformazione digitale delle imprese italiane

Sempre in prima linea
La capacità di Aruba di restare sempre protagonista in un comparto complesso e competitivo come quello dell’IT, e del cloud in particolare, è stata confermata nel 2015, quando la società ha vinto l’asta per l’assegnazione dell’estensione di dominio .cloud, una competizione a cui hanno partecipato i principali player internazionali. Nel 2016, inoltre, ha fondato, in questo caso insieme ai principali competitor, il Cispe (Cloud Infrastructure Serivce Provider), una associazione di respiro europeo che si pone l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il legislatore europeo in tema di cloud e certificazione dei dati. I partecipanti si sono dati un codice di condotta che, anticipando i dettami del GDPR, garantisce agli utenti dei propri servizi una gestione e localizzazione dei dati pienamente conforme a tale normativa. Un ulteriore tassello è rappresentato dalla normativa proposta di recente dalla Commissione Europea per la libera circolazione dei dati non personali all’interno dell’Unione Europea, anch’essa sostenuta dal Cispe, che rappresenta un altro importante passo avanti per il cloud europeo. Per il prossimo futuro Aruba ha in serbo numerose novità. Innanzitutto una road map di ulteriori investimenti all’interno del nuovo Campus, con la realizzazione non solo di tutti i data center pianificati, ma anche di un auditorium, aree polifunzionali, aree di co-working e molto altro.

Prosegue inoltre il processo di internazionalizzazione. A breve, infatti, il cloud di Aruba si arricchirà di una nuova Region - la Polonia - che andrà ad aggiungersi a quelle già attive in Italia, Francia, Inghilterra, Germania e Repubblica Ceca. “Il nostro cloud - conclude Sordi - è tra quelli che registrano i massimi tassi di crescita in termini di attivazione di macchine virtuali a livello internazionale, anche grazie alle attività di comunicazione che abbiamo avviato in molte aree, dal Nord al Sud America, dal Sud-Est asiatico sino all’Australia, e anche grazie al continuo successo che il nostro servizio sta riscuotendo oramai da diversi anni in Italia, siamo certi che darà un contributo significativo alla trasformazione digitale di moltissime imprese italiane”.

 

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