Estate 2019
Servizi - Mercati Verticali
 

03/06/2019

Share    

NFON spiega la telefonia in cloud

È partito il roadshow in quattro tappe che illustra le opportunità dei servizi di PBX nella ‘nuvola’.

NFON

Si è svolta nei giorni scorsi a Marghera (Venezia) la prima tappa del roadshow ‘La grande migrazione dei sistemi telefonici in cloud’ organizzato da NFON in collaborazione con Soiel International e incentrato sulle opportunità e percorsi tecnologici offerti dall’adozione di servizi come quelli proposti dall’azienda tedesca. Il tutto di fronte a un’evoluzione del concetto di centralino che ha visto nell’ultimo secolo un passaggio da un approccio totalmente manuale a uno automatico basato sui sistemi elettro meccanici fino all’introduzione delle tecnologie digitali e a quelle basate su protocollo IP. Per arrivare appunto alle piattaforme in cloud.
                                                                             
Ecco che Marco Pasculli, Managing Director di NFON Italia, ha illustrato il modello operativo di questa realtà tedesca specializzata nei servizi di telefonia in cloud. “Siamo una società che opera a livello paneuropeo presente in 15 paesi, con oltre 30.000 clienti e un team di più di 300 persone. Il fatturato di gruppo è stato nel 2018 pari a 43 milioni di euro, dei quali l’80% su base ricorrente”. Lo scenario di riferimento descritto è più nel dettaglio quello in cui nei prossimi 5 anni si prevede che l’attuale base di installato di sistemi telefonici aziendali sarà sostituita da servizi in cloud, che garantiscono maggiore modernità e nel contempo efficienza, non richiedendo attività di assistenza, manutenzione e aggiornamento. 

Le opportunità italiane
“I dati di Cavell Group parlano per l’Italia di un mercato con il minor tasso di installato di CloudPBX nell’Europa Occidentale (quota pari all’1,64% del totale) con circa 371.000 utenti alla fine dello scorso anno. D’altro canto si nota come l’accelerazione verso il cloud sia qualcosa di visibile visto che sempre lo scorso anno sono stati 82.000 i nuovi utenti connessi a soluzioni di telefonia in cloud con previsioni di altri 148.000 per il 2019”, ha proseguito Pasculli che è poi entrato nel dettaglio delle diversità tra l’idea di centralino telefonico ‘fisico’ e in cloud. Per i primi sono stati quindi citati una serie di elementi negativi quali ad esempio l’insorgenza di guasti e la conseguente necessità di interventi tecnici, l’esigenza di stipulare contratti di manutenzione, l’essere soggetti a una scarsa sicurezza… A vantaggio dell’opzione cloud invece elementi quali la possibilità di avere minori costi di gestione, più funzionalità, e meno supporto richiesto, oltre ad aggiornamenti automatici e un’ampia flessibilità e scalablità.
                                                                                                                                    
Servizi professionali
La mattinata ha successivamente visto la descrizione di Cloudya il servizio telefonico in cloud di NFON che permette di avere i servizi telefonici professionali aziendali direttamente sul dispositivo in uso, e sempre, tramite un numero unico. E con oltre 150 funzionalità a disposizione, con logica plug and play e single sign-on, mantenendo la stessa interfaccia su ogni dispositivo.

“Il nostro servizio lascia libertà di scelta relativamente al proprio provider Internet, e non richiede  connessioni VPN. Dal canto loro clienti e utenti possono configurare i servizi in autonomia”, ha proseguito Pasculli che, insieme a Fabio Gianfrancesco, Senior Technical Consultant di NFON Italia, è entrato qindi anche nel dettaglio di alcune soluzioni Premium come Nhospitality, un CloudPBX per il mondo Hotel/Resort e quindi a supporto dei relativi servizi, e del workflow alberghiero con conseguente ottimizzazione nell’uso del personale di servizio e dei costi. La prossima tappa del roadshow ‘La grande migrazione dei sistemi telefonici in cloud’ è prevista a Bergamo il 5 giugno


                                                                      

 

TORNA INDIETRO >>