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18/04/2019

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di Raffaela Citterio

NFON: comunicare in piena libertà

L’azienda tedesca, che ha recentemente avviato le operazioni in Italia, consente di migliorare l’efficienza e ridurre i costi legati alla telefonia aziendale grazie a Cloudya, un PBX disponibile come servizio in cloud.

Team NFON

Risparmiare sul numero di canali di fonia da richiedere a un provider di servizi telefonici per evitare di doversi dotare di una linea dedicata per ciascun dipendente: è da questa premessa che sono nati i sistemi aziendali di comunicazione interna, ovvero i PBX (acronimo di Private Branch Exchange), noti semplicemente come ‘centralini telefonici’, sistemi presenti praticamente all’interno di qualunque organizzazione pubblica e privata. Nel corso del tempo questi sistemi hanno subito numerose metamorfosi e oggi, nell’era di Internet, della virtualizzazione e del cloud, stanno cambiando nuovamente pelle.

Hans SzymanskiUna delle primissime aziende ad aver intuito le potenzialità legate alla trasformazione di un centralino PBX in un servizio disponibile in cloud è la tedesca NFON, fondata nel 2007 proprio con questo obiettivo. In 12 anni, attraverso una crescita organica costante, l’azienda ha saputo raggiungere una connotazione paneuropea, con una presenza in 14 Paesi e oltre 30.000 aziende e 350.000 utenti che usufruiscono dei suoi servizi. Numeri che le hanno permesso di chiudere il 2018 con un fatturato pari a 43 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente, all’interno del quale i ricavi ricorrenti rappresentano circa l’80%. “Il 2018 è stato un anno di svolta”, ha dichiarato Hans Szymanski, fondatore, CEO e CFO di NFON nel corso della presentazione ufficiale della società al mercato italiano. “Grazie alla quotazione alla Borsa di Francoforte nel segmento Prime Standard, infatti, abbiamo potuto accelerare ulteriormente i nostri piani di sviluppo”.

Lo sbarco in Italia
Grazie alle risorse reperite sul mercato, oggi NFON è quindi in grado di affrontare un piano di crescita particolarmente ambizioso dal punto di vista sia tecnico che commerciale. In questa strategia si inserisce l’acquisizione, all’inizio del 2019, di Deutsche Telefon Standard, grazie alla quale NFON ha consolidato il proprio posizionamento di leadership sul mercato tedesco, e l’inaugurazione della nuova filiale italiana, affidata a Marco Pasculli, un manager che ha maturato una vasta esperienza nei settori della telefonia e del networking, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in aziende del calibro di Alcatel-Lucent, Huawei, Nortel e Avaya. “Da sempre la scelta del centralino telefonico rappresenta per le aziende un fattore critico di successo, perché dalla qualità e dall’affidabilità delle comunicazioni che vi transitano dipende l’immagine che l’azienda trasmette - ha sottolineato Pasculli. L’acquisto, la manutenzione e la gestione dei sistemi PBX tradizionali ha sempre rappresentato per le aziende una voce di spesa rilevante, anche perché si tratta di apparati che hanno limiti intrinseci: se il PBX è predisposto per 20 interni, per aggiungerne di nuovi bisogna cambiarlo, mentre se gli utenti diminuiscono risulterà sottoutilizzato. Una mancanza di flessibilità che si accompagna a costi elevati e non sempre prevedibili. NFON è nata proprio per ovviare a questi inconvenienti, non più tollerabili in un’epoca in cui, per restare competitivi, è necessario essere agili e veloci, pronti a modificare processi e modelli organizzativi in base a esigenze di business in continua evoluzione”.
Consapevole delle potenzialità del cloud, ormai da tempo uscito dalla fase pionieristica, e del fatto che il mercato della telefonia si avvia ad abbandonare definitivamente l’analogico per abbracciare in toto il protocollo IP, nel 2007 NFON decise di sviluppare una tecnologia PBX proprietaria fruibile come servizio in cloud, battezzata Cloudya, erogata attraverso due data center proprietari localizzati in Germania, entrambi carrier class e geo-referenziati che operano in modalità attivo-attivo sincronizzati in real time. Data center realizzati rispettando i requisiti più estremi in termini di ridondanza e affidabilità, che consentono di offrire SLA del 99,9%.

Marco Pasculli
Miti da sfatare
Svincolare la distribuzione delle telefonate da un apparato fisico trasformandola in un servizio usufruibile sempre e dovunque da qualsiasi dispositivo presenta di fatto numerosi vantaggi, di cui però le aziende italiane sono ancora scarsamente consapevoli, mentre i mercati del Nord Europa e del Nord America hanno ormai abbracciato senza riserve questo trend. Nel nostro Paese ci sono ancora alcuni miti da sfatare, come ha sottolineato Pasculli: “Ci sono alcune barriere culturali da superare, tre in particolare. La prima riguarda il possesso dei beni: molti imprenditori sono ancora convinti che dotarsi di un centralino fisico sia il solo modo per avere un servizio di qualità, ma non è così. Oggi in molti comparti (pensiamo al leasing e al noleggio operativo di auto o infrastrutture IT) è ampiamente dimostrato che, a parità di efficienza e affidabilità, l’accessibilità è più importante del possesso. Il secondo timore è legato alla banda. Nel nostro caso anche questo timore è infondato: una conversazione telefonica di eccellente qualità tra due persone richiede in media 100 kb per secondo, un dato che va parametrato al numero di conversazioni telefoniche simultanee che un’azienda si aspetta di dover supportare, ma che comunque non sarà mai particolarmente elevato”. La banda richiesta è quindi ridotta, bisogna però fare una analisi della banda disponibile in azienda e riservarne una porzione adeguata esclusivamente alla telefonia.

La terza barriera, infine, è legata alla sicurezza dei dati. “Anche questo è un timore infondato”, ha ribadito Pasculli. “Per prima cosa tutte le comunicazioni che utilizzano la nostra infrastruttura sono crittografate nativamente. In secondo luogo, in qualità di azienda europea, conosciamo a fondo tutte le legislazioni nazionali relative alle telecomunicazioni (ancora abbastanza diversificate), e siamo conformi a tutti i requisiti normativi, incluso quelli legati alla sicurezza previsti dal GDPR. Un’architettura ospitata in un data center di ultima generazione, inoltre, ha un’affidabilità infinitamente superiore a quella di qualunque infrastruttura on-premise, non sempre ridondata all’origine e difficile da mantenere costantemente aggiornata a fronte di un cyber crime sempre più sofisticato e organizzato. Senza contare che oggi esistono soluzioni estremamente semplici, economiche e affidabili per fare il back up delle connessioni internet, anche su rete mobile”.

I punti di forza
La migrazione dalla telefonia analogica al VoIP e la crescente diffusione dei modelli di cloud delivery stanno quindi rivoluzionando anche il mercato delle comunicazioni aziendali, e NFON, con i suoi 12 anni di esperienza, un’affidabilità Made in Germany e numerose caratteristiche differenzianti, è nella posizione ideale per rappresentare la scelta ideale per chi decide di migrare la telefonia aziendale sul cloud. “Vogliamo prima di tutto lasciare ai clienti la massima libertà di scelta, come recita il nostro pay-off – ha evidenziato Pasculli. Il primo vincolo che un’azienda deve affrontare, pena pesanti sanzioni, è legato al contratto, che può arrivare fino a 48 mesi. Noi abbiamo deciso, con il nostro contratto ‘Rolling Contract 30 giorni’, di abbattere questa barriera, consentendo ai nostri clienti di rinnovarci o meno la fiducia ogni 30 giorni. La seconda libertà che offriamo è legata all’accesso a Internet. I nostri competitor quasi sempre includono nell’offerta anche la connessione a Internet, ma questo non sempre è positivo perché la scelta cade quasi sempre sui principali carrier nazionali, mentre a volte, soprattutto nelle zone geografiche periferiche, la migliore connessione viene fornita da un operatore locale, con cui il PBX provider non intrattiene relazioni. Adottando la nostra tecnologia, invece, è possibile mantenere la connessione pre-esistente, sottoscritta con l’operatore che offre la migliore copertura della zona, utilizzando on top un servizio di qualità eccellente. Senza contare le condizioni economiche, indubbiamente molto competitive”. Il PBX in cloud di NFON ha infatti un costo mensile di 8,80 euro per utente, e questo consente a chiunque di poter quantificare esattamente i costi telefonici ogni 30 giorni, anche a fronte di cambiamenti repentini.

Team NFON

I servizi Premium
Qualunque tipo di azienda può beneficiare dei vantaggi legati a un PBX fruibile come servizio in cloud. “I vantaggi di una soluzione cloud-based, che consente una riduzione dell’investimento e delle risorse dedicate nonché il passaggio della spesa da Capex (spesa in conto capitale) a Opex (costo operativo basato su un canone mensile definito), sono ormai evidenti a tutti, dalle grandi multinazionali alle piccole e medie imprese - ha fatto notare Pasculli. Fatta questa premessa, vi sono alcuni segmenti di mercato in cui questo paradigma risulta particolarmente valido, che indirizziamo con i nostri servizi Premium”.
Vediamone alcuni. Innanzitutto il mercato dell’Hospitality, che in Italia conta oltre 55.000 strutture ricettive, per le quali il centralino telefonico rappresenta ormai un puro costo, di cui non si può fare a meno ma che non genera alcun profitto. NFON ha quindi deciso di associare i vantaggi di un PBX in cloud con i più diffusi sistemi gestionali presenti in questo mercato, offrendo funzionalità quali il servizio sveglia multilingua, gli addebiti e la gestione delle camere, consentendo così di gestire le attività e le comunicazioni con il personale interno e gli ospiti in modo semplice e conveniente. Un altro comparto che fa un uso massiccio della telefonia è quello dei contact center, che ormai non riguarda più solo un ristretto numero di grandi operatori specializzati ma qualunque azienda voglia offrire ai propri clienti una customer experience moderna ed efficiente. Anche in questo caso NFON consente di organizzare in maniera semplice e chiara tutti gli strumenti necessari per gestire le interazioni con i clienti da un’unica piattaforma, inclusa la registrazione delle chiamate, un tema che, visto che è ormai possibile anche sottoscrivere telefonicamente i contratti, risulta particolarmente delicato dal punto di vista normativo e forense. Per integrare la telefonia in cloud con tutte le possibilità offerte da chat, condivisione di documenti e videoconferenza, infine, NFON ha integrato le sue funzionalità telefoniche professionali con Skype for Business di Microsoft in modo che, a impatto zero dal punto di vista hardware e senza alcuna implementazione, all’interno del client Microsoft dell’utente vengono integrate le funzionalità telefoniche tipiche di un PBX.

Costruire un ecosistema qualificato e motivato
La piattaforma Cloudya di NFON è compatibile con qualunque dispositivo che utilizzi il protocollo SIP ed è certificata da alcuni dei principali player del mercato VoIP tra cui Snom, Gigaset, Yealink, Poly (l’attore nato dalla fusione di Polycom e Plantronics), Panasonic e Patton. Grazie a queste partnership se il cliente lo desidera, la stessa NFON può fornire terminali SIP, tipicamente telefoni da scrivania, sistemi Dect IP, gateway analogici e cuffie, al fine di fornire al cliente una soluzione completamente ‘chiavi in mano’. La tecnologia semplice, affidabile e performante di NFON, unita a un modello commerciale trasparente e conveniente che non richiede in nessun caso l’installazione di hardware, possono rappresentare anche per il canale un’interessante opportunità di business al fine di differenziarsi e ampliare l’offerta di servizi. Compito di Pasculli e del suo team, ad oggi composto da 6 professionisti d’esperienza che hanno portato in azienda competenze e know how, è anche quello di costruire un ecosistema qualificato e motivato, guardando a tutti gli anelli che compongono la catena del valore del mercato italiano della telefonia. “Il nostro go-to-market è basato al 100% sul canale – ha assicurato Pasculli – per cui vogliamo instaurare un dialogo costruttivo con chiunque creda, come noi, alla rivoluzione in atto che vede la migrazione della telefonia aziendale nel cloud. Possono essere operatori di telecomunicazione, service provider, distributori, rivenditori IT e installatori telefonici, siamo aperti a qualunque tipo di relazione, con chiunque voglia contribuire seriamente a una reale trasformazione digitale delle aziende italiane coinvolgendo anche la telefonia aziendale. Da parte nostra, oltre a fornire una tecnologia best-in-class, abbiamo in programma un ricco calendario di attività formative e informative su tutto il territorio nazionale per accelerare questo cambiamento”. La nuova filiale italiana guidata da Marco Pasculli darà sicuramente un contributo significativo alla crescita di NFON, che intende dominare il mercato europeo della telefonica cloud offrendo alle aziende la massima libertà per quanto riguarda la comunicazione aziendale.

 

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