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17/02/2014

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Nasce il Cloud OS Network di Microsoft

Intorno alla strategia Cloud OS, la società ha per ora raccolto aziende attive in oltre 90 Paesi. In Italia il primo partner è Aruba

La strategia Cloud OS di Microsoft ha fatto un nuovo passo in avanti con l’annuncio del nuovo Cloud OS Network: un consorzio globale di oltre 25 cloud service provider che offrono servizi sviluppati a partire dalla piattaforma cloud di Microsoft: Windows Server con Hyper-V, System Center e Windows Azure Pack. I partner del Cloud OS Network offriranno infrastruttura cloud certificata da Microsoft e soluzioni applicative progettate per rispondere alle esigenze di qualsiasi tipo di azienda.

 

“Le organizzazioni all’interno del Cloud OS Network coprono oltre 90 mercati attivi in tutto il mondo, raggiungono più di 3 milioni di aziende tutti i giorni e operano oltre 2,4 milioni di server in più di 425 data center”, ha raccontato Fabio Santini, il nuovo direttore della divisione server, tools & cloud di Microsoft Italia. Aruba è il primo provider italiano a entrare a far parte del Cloud OS Network e nel resto del mondo sono parte del programma diverse aziende tra cui Capgemini, Dimension Data, Fujitsu, Lenovo e OVH.com. Grazie al Cloud OS Network, anche le aziende italiane potranno quindi beneficiare di maggior scelta nell’implementazione di soluzioni ibride sulla piattaforma cloud di Microsoft nei loro datacenter, su Windows Azure o, a partire dall'inizio di quest'anno, anche attraverso il network di service provider. Sarà quindi possibile fare affidamento su servizi personalizzati e completamente gestiti nell’ambito del proprio mercato locale, oltre che su un elevato grado di coerenza tecnica tra gli ambienti, che abilita la massima flessibilità anche tra vendor diversi.


 

“Con questo nuovo annuncio Microsoft consolida la propria visione del Cloud OS, ovvero il sistema operativo degli ambienti cloud, con cui intende offrire alle aziende una moderna piattaforma di prodotti e servizi per aiutarle a rendere la propria infrastruttura scalabile – dichiara Santini. Ma anche a sviluppare e gestire in modo flessibile applicazioni su diverse piattaforme e dispositivi, ad analizzare e valorizzare enormi volumi di dati, e a supportare la produttività degli utenti ovunque siano e qualunque dispositivo utilizzino; questo in totale aderenza con le politiche di governance e sicurezza aziendale”.

 

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