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Hardware
 

10/07/2017

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I nanotubi per dei chip più integrati

Costruendo un'architettura 3D capace di legare elaborazione e memoria si vogliono ridurre i colli di bottiglia a livello di comunicazione.

Alcuni ricercatori della Stanford University e del MIT hanno realizzato un prototipo di chip che utilizza più nanotecnologie e una nuova architettura informatica per legare insieme la parte di elaborazione e quella di memorizzazione, superando gli eventuali colli di bottiglia che possono crearsi quando le due componenti devono passarsi dati. Guidando anche un’innovazione in termini di miniaturizzazione.

MIT Nanotubi

Nel dettaglio, anziché utilizzare dispositivi basati sul silicio, il chip si serve di pile di nanotubi di carbonio (nell’ordine di oltre due milioni di transistor) e celle RRAM (resistive random-access memory, oltre un milione) per dar vita a un’architettura 3D, per quello che viene definito come il più complesso sistema nanoelettrico mai realizzato con le nanotecnologie emergenti.

Uno dei vantaggi descritti di questo sistema è quello delle temperature di fabbricazione molto più basse rispetto ai metodi tradizionali, abilitando una struttura a strati senza danneggiare i circuiti che la compongono. Migliorando, inoltre, anche l’efficienza e la densità. E aumentando di fatto l’interconnessione tra le varie parti, permettendo quindi un’elaborazione migliore e più rapida delle informazioni memorizzate.

 
TAG: Processori

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