Estate 2019
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16/12/2014

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Mondo convergente

Dominare la tecnologia non è tutto, ma è imprescindibile per avere successo. Nel ruolo di business technologist, Atos aiuta le aziende a governare la trasformazione dirompente della nuova convergenza.

Convergenza non è un concetto nuovo e nel tempo ha assunto molti significati. Quello che acquisisce oggi è però un senso nuovo e totalizzante, in primo luogo nell’industria dei media. Perché? “Perché il settore dei media, più di ogni altro, è sottoposto a forze dirompenti capaci di trasformarne profondamente il funzionamento – afferma Vincenzo Cammarata, Head of Telecommunication, Media and Technology Market di Atos Italia. Forze che poi si propagano a tutti i settori economici che dei media si servono per comunicare con i propri mercati di riferimento”. Atos, azienda globale ai primi posti nei servizi gestiti, nelle cloud operation e nei servizi transazionali, sintetizza queste forze in una rappresentazione a cui dà il nome di ‘mondo convergente’, frutto della straordinaria innovazione tecnologica digitale affermatasi negli ultimi anni e che consiste in device digitali, mobilità intelligente e piattaforme social, ma anche in una crescita esponenziale dei volumi di contenuti pubblicati in rete e delle informazioni di consumo a essi collegate. ‘Mondo convergente’ è stato anche il titolo dell’evento organizzato da Atos a novembre in collaborazione con i partner Samsung e FINCONS Group: un pomeriggio partecipatissimo e intenso nella cornice del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano in cui è stato proprio il mondo dei media&dintorni a parlare e a raccontarsi. Da RCS Mediagroup a Facebook, da 20th Century FOX a The Space Cinema e ancora LaF, EatItaly e Amazon hanno tenuto banco dopo l’introduzione sul ‘Mondo convergente e le sue promesse’ di Mariano Corso del Politecnico di Milano. 

La sfida della convergenza
Il ‘mondo convergente’ non è solo tecnologia: oggi le persone vi sono completamente immerse e i grandi operatori del web, grazie a potenti strumenti di analisi, riescono sempre meglio a conoscerne i comportamenti e le preferenze. L’effetto finale di questa trasformazione di contesto sta modificando il rapporto fra le aziende Media e i loro clienti che, da consumatori anonimi diventano individui con un profilo di consumo, ai quali proporre sempre nuovi prodotti e servizi. “Questa nuova prospettiva produce impatti ancora più rilevanti nella dimensione della comunicazione pubblicitaria – sottolinea Cammarata – perché il valore del contatto aumenta con l’aumentare dell’accuratezza del pubblico al quale il messaggio è destinato. Nel ‘mondo convergente’, i comportamenti sono sempre più omogenei, mentre le differenze di genere, di età e di cultura sempre meno marcate. Questo aspetto crea contaminazione e abitudine a determinati standard di
qualità nelle interfacce, nelle funzioni, negli stili. Per le aziende Media che si contendono l’attenzione e la spesa dei consumatori da una parte e l’interesse degli inserzionisti pubblicitari dall’altra, la qualità e l’accuratezza dei contatti è essenziale”.
Rinforza il concetto Oliver Botti, Head of Sales and Strategic Development, Media BU di FINCONS Group: “Gli utenti oggi sono utenti-consumatori-cittadini. Il ‘mondo convergente’ è infatti il risultato di uno straordinario processo di innovazione tecnologica digitale avvenuta negli ultimi anni che coinvolge le persone in modo immersivo. L’evoluzione delle applicazioni ha creato l’esigenza di comunicare in modo sempre più evoluto, valorizzando tutti i nuovi dispositivi digitali oggi disponibili e consentendo un’interazione attiva e
partecipativa”.


Infrastrutture tecnologiche e applicative
Le persone saranno sempre più immerse nel ‘mondo convergente’ mano a mano che aumenteranno i nativi digitali giunti in età adulta. In questa prospettiva, dominare la tecnologia non è tutto, ma è imprescindibile per avere successo. Atos ha individuato alcune aree distintive di focalizzazione che differenziano l’azienda rispetto ai competitor,
a cominciare dalla razionalizzazione dei processi fondamentali di IT Operations per ottimizzare la spesa corrente e aumentare la sicurezza gestionale in modo da liberare risorse economiche e competenze aziendali preziose da utilizzare nell’innovazione di prodotto. Ma anche infrastrutture tecnologiche e applicazioni in cloud declinate in logica public, private e hybrid. Canopy è, per esempio, l’azienda del gruppo Atos impegnata nella consulenza e nei servizi Iaas/PaaS frutto della partnership globale siglata con EMC/VMware ed è anche una sintesi delle migliori piattaforme applicative che Atos mette a disposizione dei propri clienti contribuendo all’ottimizzazione della spesa totale connessa
all’utilizzo delle risorse tecnologiche. Altre practice di eccellenza, grazie anche a una selezione di partnership tecnologiche con leader di mercato in specifiche aree gestionali, sono per Atos la pianificazione e organizzazione dei fattori produttivi, la gestione degli asset digitali, la protezione dei diritti e l’automazione delle operazioni. Ci sono poi i servizi transazionali, offerti attraverso l’impresa Wordline del Gruppo Atos, che permettono di trasformare la struttura dei costi relativa ai processi di fidelizzazione, vendita, fatturazione e incasso da completamente fissi a completamente variabili, con i massimi livelli di sicurezza e garanzia di continuità erogati da centri operativi Atos con capacità prestazionali e di scalabilità ad alto valore aggiunto. Principi gestionali del liquid IT formulati per trasformare le imprese in operatori economici più veloci, più flessibili e più efficienti. “La definizione che ci piace di più per Atos è quella di business technologist – commenta Vincenzo Cammarata – perché in essa riconosciamo la nostra essenza: occuparsi di tecnologia per aiutare le aziende a fare business”. Il ‘mondo convergente’ richiede poi l’impiego di device digitali con interfaccia fra uomo e web sempre più sofisticati, capaci di far interagire i clienti con le applicazioni di business in ogni momento, installati negli spazi fisici che frequentiamo, sempre disponibili in mobilità e, ormai, in nuove forme indossabili. “Atos ha siglato con Samsung un accordo strategico globale – ricorda Cammarata – per trasformare gli ambienti fisici dei nostri clienti in spazi sempre più moderni e digitali, capaci di ospitare applicazioni interattive perfettamente integrate con i sistemi di business”.


Social, CRM e Big Data for Media
La cosa più importante è comprendere come gli utenti utilizzano il loro tempo. “L’azienda che opera nei Media – spiega Cammarata – trasforma il tempo dei clienti in un valore economico: leggere un libro, seguire una trasmissione radiofonica, guardare un film al cinema o una partita di calcio in televisione, ma anche dedicare pochi secondi di attenzione a uno spot pubblicitario, significa valorizzare dal punto di vista economico il tempo di una persona, mentre intorno c’è un mondo di piattaforme sociali che concorrono per lo stesso spazio di tempo. Entro certi limiti, è vero anche il contrario perché un’azienda Media può trarre molte informazioni utili al proprio business da un’approfondita conoscenza degli spazi social digitali esistenti, che rappresentano l’ideale canale di ritorno rispetto all’offerta di contenuti”. Esiste una forte asimmetria fra le capacità d’investimento dei diversi concorrenti che si contendono il tempo e l’attenzione dei consumatori, pertanto Atos supporta le azienda anche con una consulenza mirata. 

 

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