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Mobile/Wireless
 

26/02/2013

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Mobilità è sinonimo di velocità e flessibilità

Il budget IT per l'Enterprise Mobility comporta per i CIO il confronto con problemi strategici, operativi e gestionali

 

Il lavoro e gli affetti sempre a portata di mano, o di click, per uno stile di vita più mobile, flessibile e veloce: è questo, in fondo, il significato di termini ormai di uso comune come consumerizzazione dell’IT e Byod (bring your own device). Una delle analisi più attente di questi fenomeni viene dal Rapporto Assintel 2012, realizzato da Nextvalue, che evidenzia come, dal punto di vista delle imprese, questo significa sostanzialmente abilitare un uso ubiquo di dati e applicazioni ai dipendenti attraverso i nuovi dispositivi mobili, una modalità che crea vantaggi anche per le imprese in termini di maggiore motivazione, agilità, produttività e, quindi, fidelizzazione.


Una specifica survey di Assintel del novembre 2011 ha mostrato che, pur in una fase di contrazione generalizzata dei budget IT, lo sviluppo e la trasformazione delle Enterprise Application in versione mobile è in netta controtendenza: segno evidente di come le organizzazioni abbiano compreso che, per essere più competitive, devono consentire alle risorse una grande mobilità, che si traduce in maggiore efficienza e produttività.
La crescita del budget IT dedicato agli investimenti in Enterprise Mobility, prosegue l’Assintel Report 2012, comporta per i CIO, però, anche la necessità di confrontarsi con una combinazione di problematiche nuove sotto molti i punti di vista: strategico, operativo e gestionale. È evidente, ad esempio, che i gradi di protezione dell’informazione tipici delle tecnologie consumer - da cui ha avuto origine questo trend - solitamente non rispecchiano gli standard delle aziende.


La trasformazione dell’IT in direzione di una maggiore consumerizzazione non deve quindi avvenire in totale anarchia o essere adottata dagli utenti finali al di fuori di piani IT centralizzati e di policy precise.

 

 

Un’operazione lunga e complessa


Rendere mobile un’impresa nella sua interezza, abilitare una ‘Full Enterprise Mobility’ è un’operazione lunga e complessa che richiede il coinvolgimento e la cooperazione anche, e forse soprattutto, dell’ecosistema dei partner che devono supportare l’azienda in questo percorso. In un progetto di Full Enterprise Mobility la prima difficoltà è di ordine tecnologico, perché tutte le molteplici piattaforme, i sistemi operativi, le applicazioni, le tipologie di rete e i dati devono essere interconnessi.
Sono sempre di più, però, le aree funzionali in cui sono in corso progetti di sviluppo e di adozione di soluzioni applicative in mobilità, e questo comporta un importante accumulo di esperienza. Se da una parte gli utenti si aspettano di accedere ai dati di loro pertinenza sempre e dovunque senza dover sacrificare nulla in termini di usabilità, dall’altra molti CIO stanno cambiando atteggiamento nei confronti di tecnologie che sino a questo momento sono state sotto il loro diretto controllo, diventando promotori dell’adozione di nuovi device e nuove applicazioni declinabili anche in modalità mobile: le organizzazioni che vietano l’uso dei social media all’interno dell’azienda, ad esempio, cominciano ad essere una minoranza, mentre la sostituzione dei tradizionali notebook con in nuovi device mobili sembra un trend ormai inarrestabile.

 

 

Attenzione ai pericoli nascosti


L’utilizzo dei dispositivi mobili, fermo restando il dovuto sviluppo di protocolli di sicurezza, non ha reali controindicazioni ma qualche pericolo nascosto si, a cominciare da un eccesso di utilizzo e un possibile uso ridondante, time-consuming e costoso.
La strada dell’implementazione della mobility, secondo Assintel, è certamente in discesa per quanto riguarda l’approvvigionamento e la conoscenza del mezzo da parte di tutti gli addetti ai lavori, ma in salita per la parte di gestione a tutti i livelli del ciclo di vita delle apparecchiature e, soprattutto, del know how in materia di sicurezza e accessibilità.
Per le aziende che puntano sull’internazionalizzazione, ad esempio, c’è il problema di districarsi tra le offerte dei diversi carrier locali, senza contare che il numero complessivo di configurazioni hardware e software mobili con cui l’IT e l’help desk si devono confrontare è in continua crescita.
Molti sono, quindi, gli aspetti che devono essere presi in considerazione nel momento in cui si decide di sposare appieno il paradigma della mobilità. Per questo il mondo dell’offerta si sta attrezzando per fornire, oltre alle tecnologie, servizi di consulenza in grado fornire un supporto concreto a chi ha deciso di non lasciare fuori dalla porta il nuovo che avanza.

 

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