Sicurezza ICT 2019
Mercati Verticali
 

21/09/2017

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di Paolo Morati

Mirando all'estero

Il mondo dei servizi finanziari sta vivendo profondi cambiamenti e sfide. In tale scenario, global payments e capital markets sono i due ambiti sui quali si focalizzano le piattaforme software dell’italiana TAS Group.

Dario Pardi - Valentino Bravi

TAS Group la definiamo una start-up con trent’anni di storia. Una società che si identifica come una ‘fintech’ e che è riconosciuta come tale anche dal mercato, compreso quello americano”. Così l’Amministratore Delegato Valentino Bravi introduce l’attività di questa realtà italiana, quotata in borsa e a vocazione internazionale, che ha nelle società finanziarie il suo principale target (andando però anche su altri settori), mantenendo ben centrato il core business sui temi dei pagamenti e della gestione dei capitali. E della quale lo stesso Bravi, insieme al Presidente Dario Pardi, ha acquisito lo scorso anno il controllo indiretto con altri investitori privati. Prevedendo 30 milioni di euro di investimenti in sviluppo software. “Abbiamo una grande esperienza radicata su questi mercati particolari, che però stanno cambiando rapidamente così come i nostri interlocutori. E noi siamo nella condizione di affrontare anche il futuro, avendo la capacità di lavorare sulle nuove tecnologie, innovando”, commenta Pardi.


Un mondo che cambia
Scendendo più nel dettaglio, lo scenario in cui oggi TAS Group si sta muovendo, così come i suoi utenti, è in decisa evoluzione. Il concetto di filiale bancaria in pochi anni è cambiato totalmente, per mezzo dei servizi di self-service-banking (da Internet o Mobile Banking e presso ATM evoluti) che via via stanno prendendo in mano quei processi un tempo svolti necessariamente presso la filiale fisica. Nel frattempo, fronte servizi di pagamento, nuove direttive come la PSD2, studiata per dar vita ad una maggiore competizione nell’offerta di servizi in un unico mercato integrato, sono in prospettiva destinate a rivoluzionare gli orizzonti sul breve termine, con la nascita di nuovi prestatori di servizi (Aisp/ Pisp/Cisp) e la necessità, per quelli tradizionali, di introdurre piattaforme moderne e integrate per restare competitivi.

Valentino Bravi“Relativamente al tema dei pagamenti – spiega Bravi (nella foto a sinistra) – noi copriamo in particolare tre aree: quella virtuale, quindi non solo le carte fisiche quali quelle di credito, debito e prepagate, ma anche il mondo mobile e i sistemi contactless. Andiamo quindi a fornire una piattaforma software che si occupa di tutta la catena del valore: emissione degli strumenti di pagamento (issuing), acquisizione delle varie operazioni di pagamento (acquiring), fino alle autorizzazioni (authorization), che coinvolgono anche gli aspetti di antifrode. Contemporaneamente offriamo il sistema di connessione alle reti internazionali, come SWIFT e a quelle nazionali, un pacchetto di soluzioni per l’instant payment, e un’offerta che abilita la PSD2 stessa. Infine copriamo l’argomento contanti con la gestione degli Atm, da quelli tradizionali a quelli più innovativi ed ibridi. Un esempio è il recente prodotto EasySelf indirizzato alla Gdo avanzata così come alle filiali bancarie”. Fronte capital markets, TAS Group si muove invece con un’offerta specifica per trading, post trading, compliance e treasury. In particolare, con l’introduzione della nuova piattaforma di regolamento titoli della Banca Centrale Europea Target2-Securities (T2S), TAS Group ha sviluppato ed esteso la soluzione Aquarius per la gestione integrata di Cash, Titoli e Collateral. L’idea è che, anche per via delle regole di Basilea 4, le banche debbano avere sempre più in tempo reale una visione di insieme del patrimonio economico, assumendo importanza sempre maggiore le capacità di forecast e analisi. “Se oggi il pagamento avviene in batch, raccogliendo i dati durante il giorno ed elaborandoli in serata, fenomeni come l’instant payment rendono tutto immediato. Per cui se un istituto non è in grado di dimensionarsi di conseguenza rischia di creare disservizi importanti per i clienti”, aggiunge in tal senso Bravi.

Dal punto di vista della ricerca e sviluppo, TAS Group ha creato al suo interno una digital software factory, mutuata anche dalle esperienze precedenti dei due manager italiani, che attualmente opera prevalentemente sui prodotti del portafoglio di offerta TAS Group, ma che nel contempo può essere messa al servizio di progetti speciali per partner e clienti. Inoltre, il Gruppo si propone come facilitatore di nuove idee di business che poi hanno necessariamente bisogno di fruire di processi di pagamento, facendo leva anche su un osservatorio presente nella Silicon Valley. “Quando parliamo di offerta – aggiunge Pardi – vuol dire capitalizzare un’esperienza di lungo corso fatta dalla nostra realtà, ancor più in un mercato come quello europeo, che è particolarmente avanzato rispetto a quello del resto del mondo, ad esempio su temi quali compliance e sicurezza. E che ci permette di presentarci a livello internazionale con importanti casi e personalizzazioni che possono derivare anche dal passato. Proviamo a fare un esempio. Il nostro prodotto dedicato ai mutui non è certamente nuovo, ma in Paesi dove lo sviluppo immobiliare è ancora all’inizio ecco che si distingue come una scelta all’avanguardia. D’altro canto ci sono mondi che usano, per ragioni di comodità o sicurezza, le carte di credito anche per pagamenti minimi e in qualsiasi luogo attraverso POS wireless, e dove tecnologie di nuova generazione come il contactless fanno nettamente la differenza. Noi manteniamo quindi con decisione la rotta sul nostro core business tradizionale, ma contemporaneamente stiamo lavorando anche su aree come il retail dove entrano in gioco logiche di proximity e data analytics che cambiano i paradigmi dell’offerta e inevitabilmente della monetica. Senza tralasciare l’innovazione, che significa uso di tecnologie all’avanguardia per lo scambio dei dati in prossimità, sperimentazioni su blockchain, wearable device e pensare anche all’introduzione futura di chip tatuati miniaturizzati sotto pelle come mezzo di pagamento, con riconoscimento automatico della persona. E ancora, sappiamo che il Gps stesso diventerà un mezzo a supporto delle transazioni, e di recente stiamo collaborando con una società impegnata sulle vending machine. Sistemi dove un tempo si usavano le monetine, poi le chiavette, i cellulari e si arriverà alle impronte digitali. Il limite non è insomma la tecnologia, ma l’infrastruttura che sta dietro e le normative applicate”.

Dal punto di vista operativo, TAS Group si presenta quindi come una realtà focalizzata sui prodotti software concepiti per un pubblico internazionale, secondo logiche multi piattaforma, multi lingua e multi istituto. Lo fa lavorando al proprio interno con un team di 400 persone in gran parte basate in Italia, e diversi uffici commerciali o di supporto prevendita all’estero, e rimanendo al passo delle evoluzioni di un settore che viene influenzato parecchio dalle normative in termini di sicurezza, considerando i dati particolarmente delicati da trattare e che, pensando ad esempio al regolamento europeo Gdpr effettivo dal 25 maggio 2018, sono vettori per operatori come TAS di ulteriori opportunità di mercato. Ma non solo. Il Gruppo sta guardando con grande interesse anche a mondi applicativi paralleli come quello dei Big Data e degli Analytics, con la strada da seguire che è in questo caso quella delle partnership. “Di fatto noi risolviamo tutte quelle problematiche che vanno dal merchant alla banca fino al consumatore. Nelle aziende abbiamo interlocutori diversificati. C’è chi parte dalla tecnologia e va verso il mercato. Chi fa il percorso inverso. E chi ha la necessità di raccogliere informazioni da analizzare. Un settore, parlando di software applicativo, dove non esistono giganti di riferimento e dove pensiamo di crescere anche tramite acquisizioni. In tal senso stiamo valutando una società europea che lavora su un certo comparto dei pagamenti e che è leader nel suo Paese”, prosegue Pardi.

Dario PardiLavorare con altri
Partnership per TAS Group significa anche collaborazioni con grandi operatori come ad esempio Oracle. In particolare, relativamente alla Oracle Digital Innovation Platform, la società americana ha selezionato le soluzioni TAS Card 3.0 per l’emissione e gestione carte e TAS Network Gateway per la connettività alle reti finanziarie. “Siamo tra i primi a essere stati scelti per la vendita tramite il loro cloud su tale ambito, proponendoci in un contesto dove bisogna affidarsi a fornitori molto focalizzati ed esperti”, aggiunge Pardi (nella foto a sinistra), ribadendo inoltre come la filiera dei pagamenti sia sempre più allargata e coinvolga attori fino a qualche tempo fa impensabili. E che deve rispondere e coinvolgere più figure: dagli executive che possono considerarlo un elemento strategico, all’imprenditore singolo, fino al consumatore che usando determinati sistemi alimenta poi il mercato. Il tutto in uno scenario dove la disintermediazione si fa sempre più spinta, abbassando i costi per gli utenti. “Ecco che questi progetti hanno bisogno di partner tecnologici qualificati e competenti. Noi affianchiamo figure come i system integrator globali o locali, fornendo quella specializzazione che a loro manca, e nel contempo ci proponiamo anche alle grandi società di consulenza dotate di grande capacità di visione”, rivela Pardi. Riassumendo, oggi TAS Group gestisce in Italia circa 100 milioni di carte di pagamento, coprendo tutto il processo end-to-end che le riguarda. Ma il nostro Paese è solo un tassello della sua attività. “In alcune nazioni le nostre piattaforme sono responsabili sostanzialmente di tutti i processi di pagamento, abbiamo oltre un centinaio di banche clienti a livello mondiale e, per fare un esempio, a Cuba gestiamo tutti i pagamenti internazionali in ingresso e uscita, e tra qualche mese prenderemo in carico anche le carte”, conclude Bravi.

 

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