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Sicurezza
 

13/04/2016

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Miliardi le identità digitali potenzialmente a rischio

Previsto un aumento dei costi sostenuti dalle aziende per gestire rischio e sicurezza IT. Cresce il furto dei dati personali.

Sono 24 le identità digitali per ogni individuo medio tra quelli connessi abitualmente alla rete. La stima è di IDC che spiega come, se consideriamo il 35% della popolazione mondiale in questa media, il numero di ID potenzialmente vulnerabili si aggira attorno ai 55 miliardi… moltiplicando quindi a dismisura la possibilità che un bersaglio venga colpito. Di conseguenza si prevede che entro il 2020 oltre un miliardo e mezzo di persone avrà subìto, almeno una volta, una sostanziale violazione dei propri dati.

In generale secondo IDC, le falle sfruttate dai cybercriminali nelle nuove iniziative digitali faranno lievitare del 25% nei prossimi due anni la spesa aziendale per la gestione del rischio e della sicurezza IT. Accanto alle informazioni relative alle carte di credito è stato quindi evidenziato che  durante i data breach aziendali vengono trafugate informazioni economico-finanziarie sempre più riservate come comunicazioni commerciali, proprietà intellettuali, opere di ingegno e, soprattutto, le credenziali e le identità digitali di milioni di utenti, clienti, dipendenti e partner. 

Nel contempo è in continuo aumento il furto di dati personali per mezzo di campagne di social engineering confezionate ad arte dalla cybercriminalità, campagne che hanno come obiettivo i singoli individui e che sfruttano blog, forum e altri canali online per carpire informazioni. Ecco che il costo del cybercrimine sull’economia mondiale passerà da 650 miliardi di dollari nel 2016 a oltre 1.000 miliardi nel 2020.

 

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