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Sicurezza
 

14/07/2016

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Meno e-mail fraudolente grazie a un algoritmo

I ricercatori della Cass Business School hanno studiato un software che capisce se il mittente sta mentendo analizzando i segnali linguistici contenuti nei suoi messaggi.

È possibile individuare l'inganno all'interno dei testi digitali? Secondo la Cass Business School della City University di Londra sì, attraverso un algoritmo illustrato nello studio  "Untangling a Web of Lies: Exploring Automated Detection of Deception in Computer-Mediated Communication”. I ricercatori sottolineano che il software potrà aiutare le organizzazioni a rendere più efficienti le loro indagini all'interno delle comunicazioni fraudolente e a modificare i loro processi di auditing per i messaggi che sono stati automaticamente preclassificati come potenzialmente seriamente ingannevoli.

Nel dettaglio, l'algoritmo opera identificando i segnali linguistici dell'inganno trovati all'interno di un sistema di comunicazione mediata da computer (CMC) come le e-mail. I ricercatori hanno applicato l'analisi del testo automatica a un archivio di e-mail per valutare la capacità d'uso della parola (micro-livello), lo sviluppo del messaggio (macro-livello) e i segnali di scambio intertestuale (meta-livello) al fine di individuare la gravità dell'inganno che viene perpetrato all'interno di un contesto aziendale.

Tom van Laer, assistente associato in Marketing presso la Cass Business School, afferma: "Questa ricerca apre la strada alla possibilità di prevenire le frodi e alla tecnologia di individuazione dell'inganno attraverso lotti di domini personali, non solamente e-mail. Il nostro approccio proviene dai big data, combinando statistiche con modelli di elaborazione del linguaggio naturale che ci consentono di individuare l'inganno. Le autorità e le aziende saranno così in grado di rappresentare la plausibilità di una frode e individuare chi mente." 

Lo studio ha rivelto che gli e-mailer disonesti evitano l'uso di pronomi personali e descrizioni superflue come aggettivi inutili., sovrastrutturano i propri argomenti, minimizzano l'autodenigrazione ma includono più lusinghe e modellano lo stile linguistico del destinatario attraverso gli scambi di e-mail, in quanto desiderano apparire più accomodanti e simpatici. Secondo gli studiosi le implicazioni pratiche per le aziende coprono un vasto raggio. Le organizzazioni che si basano sulla comunicazione e lo scambio di informazioni e richieste attraverso sistemi CMC come l'e-mail potrebbero infatti usare i segnali linguistici identificati per l'inganno e addestrare i manager affinché migliorino le loro abilità intuitive per giudicare le e-mail in arrivo. 

 

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