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25/02/2019

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Cristina Dal Monte

Il marketing di fronte alla realtà aumentata

Scopriamo se la tecnologia è davvero abbastanza matura da essere utilizzata su larga scala dai dipartimenti marketing delle aziende, e fino a che punto è realistico parlarne.



Quanto è realistico parlare di marketing della realtà aumentata? Gli uomini di marketing sono sempre alla ricerca di pratiche nuove e innovative per attrarre clienti, e nel mondo della tecnologia ci sono pochi concetti più innovativi della realtà virtuale e aumentata. Già in passato affrontammo l’argomento quando illustrammo differenze e analogie fra realtà virtuale e realtà aumentata, raccontando qualche esempio di come potessero essere utilizzate nel marketing. Facciamo il punto oggi su cosa è successo e se la realtà aumentata è davvero abbastanza matura da essere utilizzata su larga scala dai dipartimenti marketing delle aziende.

Due approcci differenti
La realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) sono due differenti approcci tecnologici rispetto all’affermazione ‘cambiare il modo in cui si guarda il mondo’. C’è una differenza sottile ma molto importante tra i due paradigmi: la realtà virtuale è una simulazione artificiale generata dal computer, un modo per far credere al nostro cervello che quello che stiamo vivendo sia la realtà. La realtà aumentata invece è una tecnologia che estende e arricchisce la realtà esistente con elementi generati dal computer con cui il soggetto può interagire. La velocità con cui la tecnologia progredisce ci ha portato a un punto in cui oggi sia la realtà aumentata sia la realtà virtuale possono essere vissute facilmente. Mentre le esperienze più sofisticate richiedono cuffie dedicate come Oculus Rift o Microsoft HoloLens, chiunque abbia uno smartphone può scaricare un’applicazione VR o AR e sperimentare la realtà virtuale e la realtà aumentata.

I precursori
L’applicazione AR Pokémon Go sfrutta le telecamere degli smartphone e le funzioni di geolocalizzazione per guidare i giocatori nel mondo reale e trovare e catturare Pokémon con i loro telefoni. La piattaforma di social media Snapchat ha introdotto ‘filtri e obiettivi’ fin dal 2015, funzionalità che sovrappongono effetti e caratteristiche animate su un soggetto fotografico. Sia Snapchat che Pokémon Go sono ancora oggi un ottimo esempio alla portata di tutti di come le applicazioni basate sulla realtà aumentata possano, sovrapponendo mondo fisico e mondo virtuale, conquistare facilmente i consumatori. È esattamente su questo aspetto, sulla sottile linea di confine che esiste fra mondo reale e mondo virtuale, che un marketing efficace può costruire nuove esperienze per i propri utenti e consumatori. Il marketing può unire gli aspetti immersivi e personali dell’esperienza fisica con la ricchezza dell’esperienza virtuale. 

Alcuni esempi interessanti
Visto il successo di applicazioni come Pokémon Go, è difficile non entusiasmarsi per il potenziale del marketing della realtà aumentata. Ma è un potenziale concreto oppure ancora solo un’interessante curiosità? Quanti casi di marketing AR incontriamo nella nostra vita di consumatori? Scopriamolo insieme curiosando fra alcuni esempi incontrati nel corso delle nostre ricerche per trarne alcune considerazioni utili per i prossimi piani marketing.

IKEA
. Il negozio svedese è famoso per la sua gamma di mobili semplici, facili da montare e convenienti. La vera sfida è stata sfruttare questa facilità d’uso e portarla a un livello successivo con l’introduzione della realtà aumentata. IKEA Place è un’applicazione che consente all’utente di ridimensionare e posizionare virtualmente i mobili nella propria casa, attraverso lo schermo del telefono. Ciò che posizioniamo, se ci piace, può ovviamente essere acquistato direttamente dall’applicazione. Facile no?

Perfect Corp fornisce una suite di applicazioni di bellezza in AR, la più famosa delle quali è YouCam Makeup. L’applicazione utilizza la tecnologia di mappatura facciale per un ‘make-up virtuale realistico’ utilizzando il volto di chi s’inquadra oppure le foto salvate sullo smartphone.

Nel 2015 Home Depot ha rilasciato la sua applicazione Project Color per mostrare agli utenti che aspetto avrà la loro casa verniciata nei diversi colori. La tecnologia AR tiene conto di luci, oggetti e ombre nella stanza, così si può vedere come apparirà quel tono di giallo nella vita reale. Se non ti fidi del tuo giudizio, puoi condividere le immagini ottenute dall’applicazione sui social media, per chiedere l’opinione di un amico.



Se non ami provare abiti, Timberland ha creato un camerino virtuale che, utilizzando la tecnologia di rilevamento del movimento di Kinect, permette agli acquirenti di vedere un’immagine del loro volto e un corpo del modello di dimensioni simili, che indossano quello che vorresti provare al posto tuo.

La Simmons Bedding Company, società di materassi ortopedici molto popolari negli Stati Uniti, ha sfruttato con successo l’AR per aiutare i potenziali acquirenti quando entrano in negozio. Utilizzando l’applicazione SIM, i clienti puntano i loro telefoni verso i prodotti e ottengono animazioni interattive che descrivono in dettaglio i materiali e i vantaggi di ciascun letto. I materassi sono un oggetto di alta qualità, acquistato raramente. Le condizioni di mercato sono altamente competitive e produttori e rivenditori devono cogliere ogni vantaggio possibile per conquistare il cliente. L’applicazione SIM è stata un grande successo poiché molti clienti preferiscono informarsi autonomamente durante la visita in negozio piuttosto che fare domande al personale di vendita.

Tutti questi esempi sono chiaramente iniziative business-to-consumer in ambiti che sembrano apparentemente facili da sfruttare, ma con un po’ d’immaginazione è possibile intuire come queste iniziative potrebbero essere adattate anche in ambito B2B. Dimostrazioni di prodotto e fiere Pensiamo alla tradizionale presentazione in PowerPoint o alla brochure informativa e immaginiamo un venditore con un’applicazione o un software AR mobile. Che vantaggi potrebbe avere? Sarebbe in grado ad esempio di presentare i prodotti virtuali direttamente in sala riunioni, in fabbrica o in fiera. Pratico e coinvolgente. 

Riunioni virtuali
Una riunione virtuale oggi significa organizzare una conferenza online con persone che possono trovarsi in ogni parte del mondo. Ma con la realtà aumentata si potrebbe fare un ulteriore passo avanti: non solo ascoltare e vedere ma simulare la presenza delle persone sedute con te al tavolo in sala riunioni. Gran parte della comunicazione si basa sul linguaggio del corpo e la possibilità di incontrarsi ‘virtualmente’ accresce il livello di attenzione e coinvolgimento dei partecipanti, migliorando la comunicazione e la produttività complessiva. Il marketing della realtà aumentata è un concetto affascinante ed eccitante e, anche se sicuramente c’è ancora molta strada da fare perché diventi mainstream, in particolare nell’ambito B2B, gli esempi che abbiamo raccolto mostrano che ci sono aree di sviluppo e applicazioni davvero interessanti, che aprono la strada e possono offrire vantaggi competitivi importanti alle aziende che sperimentano questi nuovi strumenti. Gli uomini di marketing faranno bene a tenere gli occhi aperti sulle evoluzioni di questa tecnologia per vedere dove ci porterà in futuro.

 

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