Intelligenza Artificiale 2019
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21/01/2014

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Mantenere un vantaggio competitivo

Big data e open source sono tematiche fortemente correlate: lo sa bene GCI

L’open source, che ha raggiunto livelli di stabilità e adattabilità molto elevati, continua a guadagnare spazio perché consente di implementare infrastrutture IT più agili a costi sostenibili, un’esigenza particolarmente sentita nell’ambito di uno dei fenomeni di maggiore attualità, i big data. “Oggi le aziende producono una mole di dati, strutturati e non, sempre più elevata, dando vita al ben noto fenomeno dei big data - esordisce Fulvio Negri, direttore commerciale di GCI, Gruppo Consulenza Innovazione, società di consulenza focalizzata sulla soluzione dei problemi strategici delle infrastrutture IT. Per governare e efficacemente questo trend le aziende, qualunque sia la loro dimensione e il comparto in cui operano, devono attrezzarsi, adottando nuovi modelli e nuove strategie, perché modificare le architetture esistenti non è sufficiente”. Per questo GCI, da sempre attenta a interpretare correttamente, e spesso anticipare, le esigenze che esprime il mercato, già due anni fa decise di approcciare il progetto open source Hadoop, diventata in poco tempo la piattaforma più diffƒusa per l’analisi dei big data. 

 

Sempre un passo avanti 

“Avere scommesso su questa tecnologia innovativa, sviluppata da colossi del web quali Yahoo, AOL, Ebay, Facebook, IBM, Linkedin, The New York Times e Twitter, allora pressoché sconosciuta in Italia, ci ha dato un vantaggio competitivo innegabile, ampiamente riconosciuto dal mercato”, sottolinea Negri. Il successo di GCI, che nel 2013 ha continuato a registrare importanti tassi di crescita, non si basa solo sulla capacità di implementare le tecnologie più innovative presenti sul mercato (oltre a Cloudera, la maggiore distribuzione di Hadoop, IBM, Microsoft, Oracle, SAP, QlikView, Weeam, VMware, solo per citarne alcune) ma anche, e soprattutto, di saperle contestualizzare all’interno di ogni singolo cliente, in base alle sue specifiche esigenze, affiancandoli in
maniera proattiva nel loro percorso di crescita e sviluppo anche attraverso un’ampia gamma di servizi ad alto valore aggiunto.
Tutti i progetti GCI, infatti, prevedono un percorso di formazione e un piano pluriennale relativo all’evoluzione dell’infrastruttura tecnologica e al suo utilizzo che consente al cliente, al termine del processo, di gestire in autonomia gli strumenti installati nel corso del processo stesso. Un approccio apprezzato soprattutto in settori quali quelli bancari, farmaceutico, delle telecomunicazioni, della grande distribuzione organizzata, dell’automotive e del fashion, grandi generatori e ‘divoratori’ di dati, ma di grande
interesse per tutti i segmenti di mercato, perché la crescita esponenziale dei dati e la necessità di farli diventare un fattore strategico di successo anziché un costo e una complessità riguarda tutti.

iCube: un approccio olistico
L’approccio ‘olistico’ di GCI al mercato viene declinato anche attraverso una piattaforma proprietaria battezzata iCube (the information intelligence insider) che integra moduli software e consulenza ad hoc per gestire il patrimonio globale di conoscenza di una azienda, basato sui dati strutturati presenti nei sistemi tradizionali (ERP, CRM…) e destrutturati (e-mail, pagine web, log di server…). Sviluppata inizialmente su piattaforma Microsoft .Net, ora anche iCube utilizza come motore il framework Hadoop. Si tratta di una soluzione modulare estremamente flessibile, particolarmente efficace ed efficiente in quattro aree: indicizzazione dei dati non strutturati, definizione e ricerca dei tag, clustering e analisi fonetica. “Le possibilità di impiego sono molto variegate - dice Negri. Per comodità le raggruppiamo in quattro macro aree: la prima relativa alla presenza sul web (web presence/reputation, brand, sentiment e risk analisys), la seconda ai clienti (customer care, help desk e information technology), la terza all’infrastruttura aziendale (log analysis e document matching) e l’ultima alla gestione aziendale (riconciliazione tra
database, indicizzazione e gestione dei gruppi). La migrazione su Hadoop ci permette di efficientare ulteriormente la piattaforma, soprattutto per le attività di web reputation e web analysis”. 

 

Il valore delle partnership
Le partnership tecnologiche siglate da GCI non si limitano a Cloudera. La società, infatti, continua a investire per rendere la propria oƒerta sempre più completa. Nel corso del 2013, ad esempio, è diventata partner di GeoQlik, al fine di fornire un nuovo, potente, tool agli utenti QlikView, abilitandoli alle analisi geografiche. Si tratta di un utile strumento creato da Business Geografic che permette agli utenti di creare in QlikView grafici con mappe, tenendo sia conto delle suddivisioni territoriali preesistenti, sia consentendo all’utente di poter editare le zone di influenza. Più dell’80% dei dati prodotti dai sistemi informativi può essere mostrato su una mappa, aggiungendo valore a qualunque azione di business: poter realizzare modelli di geomarketing e di geoanalisi personalizzate in modo semplice e veloce rappresenta quindi un plus. Un’altra partnership di valore siglata quest’anno è quella con NetApp, di cui GCI è diventata Silver Partner, al fine di rendere disponibili apparati specificamente progettati per i big data che consentono di elaborare, analizzare e gestire grandi moli di dati, nonché accedere agli stessi in maniera effiŸciente e su
scala globale. 

 

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