Intelligenza Artificiale 2019
Applicazioni - Hardware
 

10/11/2015

Share    

Ma che cosa vuol dire Industry 4.0?

Qualche riflessione su un tema che nel 2016 diventerà centrale non solo per il settore ICT italiano, ma, senza retorica, per tutto il Paese

Industry 4.0 è un nuovo termine che inizia ad affacciarsi anche nel mercato ICT italiano. Ancora oggi è poco conosciuto dal vasto pubblico delle aziende utenti, ma anche da molti fornitori ed esperti di tecnologie informatiche. È quindi doveroso iniziare a parlare di tutto quello che oggi è racchiuso all’interno del termine ‘Industry 4.0’, poiché se in questo 2015 è ormai destinato a rimanere ancora poco conosciuto, c’è invece da scommettere che nel 2016 si inizierà a parlarne più diffusamente, recuperando rapidamente, questo è l’auspicio, il ritardo fino a oggi accumulato.

Che cos’è Industry 4.0?

Industry 4.0 è un programma lanciato nel 2012 dal governo tedesco per la promozione dell’innovazione digitale nel settore manifatturiero di quel Paese. È un programma che prevede dei finanziamenti in ricerche specifiche, ma anche incentivi e piani di sviluppo che dovrebbero concretamente portare a importanti novità di tipo ‘digitale’ nel settore della produzione industriale in Germania già nel biennio 2018-2020. L’iniziativa del governo tedesco è inserita nel piano strategico ‘High Tech 2020’ che ha definito dieci priorità alla quale dedicare importanti risorse finanziarie: si tenga conto che fino alla fine del 2015 finora sono stati messi a budget ben 8,4 miliardi di euro, e che per il nuovo triennio (2016-2019) probabilmente l’entità degli investimenti rimarrà uguale o potrebbe anche crescere.
In Italia oggi con questo termine iniziano a essere indicati tutti i temi ICT che impattano il mondo della produzione industriale sia quelli più d’avanguardia come l’Internet of Things, i sistemi embedded, la progettazione 3D, la stampa 3D (generalmente si parla anche di ‘smart manufacturing’); sia quelli più tradizionali delle applicazioni enterprise per l’industria. Ovvero: sistemi di pianificazione della produzione, configuratori di prodotto, piattaforme ERP, applicazioni per la gestione della supply chain, soluzioni per il controllo di gestione dei costi industriali e predictive analysis per operare nei mercati esteri… Ma anche le nuove soluzioni ICT abilitanti come il cloud computing. La sfida è quella di rendere tutti questi temi sempre più ‘integrabili’ tra di loro per generare nuova efficienza e velocizzare i tempi di risposta delle aziende manifatturiere italiane.

Qual è lo scenario in cui nasce Industry 4.0?

A livello generale è doveroso ricordare che se la Germania è il primo Paese manifatturiero d’Europa - e il quarto del mondo dopo Usa, Cina e Giappone -, l’Italia è subito dietro: ovvero siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa e il quinto nel mondo. Nonostante la lunga crisi economica iniziata nel 2008 abbia inciso negativamente in modo significativo, il settore industriale del nostro Paese rimane uno dei fondamenti della nostra economia. Le aziende manifatturiere italiane di molti settori (meccanica, impiantistica, macchine utensili, componentistica per auto…) rappresentano delle eccellenze e non di rado sono protagoniste sui mercati internazionali. Non mancano realtà manifatturiere che raccolgo anche più del 90% del loro fatturato all’estero, e globalmente il solo settore meccanico nel suo complesso rappresenta la prima voce delle esportazioni italiane per un valore di circa 90 miliardi di euro. Queste aziende raccolgono business sui mercati internazionali che si traduce poi in ricchezza, ovviamente per le imprese stesse, ma anche per il nostro Paese. In questi anni di crisi, nonostante un crollo complessivo della nostra produzione industriale di circa il 25%, chi ha continuato a produrre e a vendere sui mercati internazionali ha contribuito in modo sostanziale a ‘tenere in piedi’ l’economia italiana, e quindi il Paese, nel suo complesso.
Certo nei prossimi mesi la Germania dovrà fare i conti con lo scandalo Volkswagen, ma questo non porterà a un ridimensionamento del programma Industry 4.0, semmai sarà ancora più rafforzato.

Perché dovrebbe interessarci?

Alla domanda “Perché l’Italia, le aziende manifatturiere di questo Paese e in particolare i fornitori del mercato ICT dovrebbero tutti insieme interessarsi all’argomento Industry 4.0?” si può dare un’unica risposta: la Germania. Come emerge da quanto detto finora, l’industria manifatturiera tedesca è generalmente il principale competitor dell’industria manifatturiera italiana anche se le due realtà manifatturiere non sono esattamente sovrapponibili, poiché l’Italia occupa spazi rilevanti in mercati di nicchia, mentre la Germania è molto più focalizzata in mercati di massa, come per esempio quello dell’auto. Sta di fatto però che in questi anni di crisi, mentre le nostre ‘fabbriche’ hanno sofferto pesantemente, quelle tedesche hanno continuato a crescere, a esportare e a produrre ricchezza mantenendo il livello di disoccupazione in Germania intorno al 5%, ovvero a cavallo di quella che gli economisti identificano come soglia fisiologica per un Paese a economia industriale avanzata. Sappiamo tutti che invece in Italia il tasso di disoccupazione è molto più alto:12% nel mese di luglio 2015, sebbene in diminuzione in questi ultimi tempi.
Non solo. Un’elaborazione di inizio anno realizzata insieme dalla Fondazione Edison e dalla Confindustria di Bergamo su dati Eurostat del 2014, ha messo a confronto i principali distretti industriali d’Europa, e ricavato un confronto tra i territori industriali tedeschi e quelli italiani sul valore aggiunto per occupato dell’industria.
Da questo raffronto emerge un ‘impressionante’ distacco. Il miglior valore aggiunto per occupato del settore industriale in Germania si registra nel territorio di Ingolstadt in Baviera (dove opera come realtà principale Audi) ed è pari a 168.181 euro. Il dato migliore per l’industria italiana si registra invece nella provincia di Monza e Brianza, ed è pari a 65.555 euro… Ovvero la differenza registrata è superiore ai 100.000 euro.
Il programma Industry 4.0 lanciato dal governo tedesco ha intenzione di imprimere grazie alla leva dell’ICT ancora più innovazione nel settore industriale di questo Paese, ed è quindi fondamentale per l’Italia e le sue aziende manifatturiere muoversi nella stessa direzione cercando di recuperare il tempo perduto per rispondere a questa nuova sfida competitiva con efficacia.

Chi deve raccoglie la sfida?

A raccogliere questa sfida sono chiamati ‘doverosamente’ molti soggetti, ma soprattutto gli operatori del mercato ICT attivi in Italia appartenenti a fornitori sia nazionali sia internazionali. Questa ‘chiamata’ interessa tutti, perché il futuro del benessere in questo Paese dipenderà proprio dalla capacità di risposta delle aziende manifatturiere italiane alle nuove sfide che i competitor tedeschi saranno a breve in grado di mettere in campo grazie al sostegno del programma Industry 4.0 sponsorizzato dal governo di Angela Merkel.
Per le prossime settimane è previsto il rilascio di un piano Industry 4.0 anche da parte del governo italiano, curato dal ministero per lo sviluppo economico, ispirato anche nel nome all’iniziativa tedesca. Non solo, anche la Regione Lombardia ha approvato in maniera bi-partisan una legge ad hoc – chiamata Manifattura 4.0 – che come l’iniziativa governativa prende spunto da quanto fatto in Germania. La legge della Lombardia stanzia 580 milioni di euro per l’adeguamento tecnologico e ci si aspetta che anche il piano del governo centrale predisponga degli investimenti adeguati con la prossima legge di stabilità.

 

TORNA INDIETRO >>