Regent 2B
OfficeLayout - Sicurezza
 

15/05/2020

Share    

di Antonia Solari

I locker: oggetti intelligenti ed evoluti

L’evoluzione ‘smart’ dei sistemi di archiviazione per il mondo ufficio grazie alle tecnologie digitali. Internet of Things compresa.

L’IoT ha permesso di trasformare i locker da oggetti passivi a dispositivi in grado di raccogliere dati in tempo reale. Diffusi in particolare, negli spazi di lavoro condivisi dove il concetto di archiviazione ‘personale’ viene disgiunto dalla connotazione di ‘privato’ assumendo la logica di ‘temporaneo’, modalità entro la quale però viene sempre assicurata la protezione dei dati e degli oggetti attraverso sistemi di protezione che entrano a pieno titolo in questa tipologia di arredi. Dà un’interpretazione del tema Stefano Maestri, partner di 967arch: “Negli ultimi anni l’abbandono progressivo della carta per il digitale ha modificato profondamente il concetto di archiviazione, trasformando una necessità collettiva di spazio dedicato a informazioni e documenti in una necessità di spazio per la persona. Questo ha modificato profondamente l’approccio alla progettazione degli spazi e degli arredi inseriti. L’archiviazione semplice è sempre più limitata ad aree ristrette e delimitate, mentre si cerca di dare risposte con nuove funzionalità a nuove esigenze. In particolare, le realtà dinamiche e con necessità di condivisione degli spazi, porta le persone ad avere sempre più bisogno di spazi di ‘archiviazione’, se così possiamo chiamarli, per gli oggetti personali. Quindi spazi dove si possano lasciare in maniera sicura oggetti che nel normale svolgimento della giornata possono risultare ingombranti o poco utili. Sicuramente una spinta decisiva è legata alla trasformazione della postazione di lavoro, che anche grazie alle nuove tecnologie, sta diventando sempre più “sharing desk”, rendendo funzionali i prodotti dedicati al deposito”.

Mauro Pizzi, senior product designer di 967 continua sottolineando: “Grazie alle diverse tipologie di locker, si ha la possibilità di rispondere a esigenze di deposito differenti, dal singolo pc portatile al trolley da viaggio, integrando una serie di soluzioni estetiche, tecnologiche e funzionali che li rendono uno strumento di archiviazione, custodia e sicurezza nelle più svariate situazioni: uffici, caffetterie, biblioteche, alberghi, aree di co-working, palestre a altri spazi ancora. 
Fra i punti di forza di questi prodotti, sicuramente l’aspetto tecnologico, che oltre ai canonici elementi di ricarica USB e di illuminazione interna prevede la possibilità di utilizzare serrature connesse alla rete, per adattarsi ai cambiamenti digitali in atto e semplificare la gestione e l’organizzazione aziendale”.

Amplia l’analisi illustrando come l’integrazione della tecnologia estenda le funzioni attribuite ai locker, Edoardo Gocciadoro, junior sales manager di Smart Locker: “L’impiego dei locker, in ambienti di smart working, consente lo scambio di materiale d’ufficio (tablet, video proiettori, ecc.) tra dipendenti della stessa azienda non presenti contemporaneamente. Tutto questo vale anche per la documentazione cartacea da firmare, non sarà infatti necessario dover presenziare fisicamente a un accordo, già accettato da entrambe le parti, riducendo in modo significativo le perdite di tempo e contestualmente incrementando sia la produttività che l’autonomia dello smart worker.
Non solo nell’era dell’e-commerce i locker intelligenti, connessi a internet, possono trasformarsi in punti di ritiro self-service, offrono la possibilità di ritirare la propria merce in completa autonomia, in punti di ritiro prestabiliti”.

Il ruolo della tecnologia 
Come anticipato, le tecnologie hanno un ruolo di primo piano nei sistemi di archiviazione di nuova generazione e in particolare nei locker che attraverso di essa si trasformano in ‘oggetti intelligenti’. Simone Preatoni, senior product designer di 967 approfondisce l’argomento e specifica: “un sistema IoT applicato ai contenitori personali come i locker consente di raccogliere una serie di informazioni sul flusso di persone negli spazi occupati. Il tipo di informazioni raccolte è soggetta a molte variabili che dipendono dalla piattaforma software che elabora i dati strettamente connessa al tipo di serratura utilizzata e al tipo di attività svolta negli spazi. Si può supporre che in uno spazio gestito con un controllo degli accessi integrato con un sistema IoT che incroci i dati provenienti dai locker sia in grado di gestire gli spostamenti del personale all’interno degli edifici. Questo consente a figure aziendali come building manager o facility manager di poter meglio gestire e calibrare le attività connesse, che spaziano dallo sfruttamento degli spazi e delle risorse alla gestione di servizi connessi. Aspetti questi valutati con sempre maggiore attenzione dalle aziende/imprese per garantire la massima efficienza economica a fronte della soddisfazione di dipendenti e clienti”.

Entra nello specifico anche Carolina Brocchetti, service advantage sales & business development manager di Ricoh Italia: “oggi si parla molto di come la trasformazione digitale sia per le aziende un’opportunità da non perdere per migliorare l’efficienza organizzativa. Gli smart locker rappresentano un importante tassello in questo ambito consentendo di rendere digitale, sicuro e affidabile il ritiro di pacchi e merci. Nuove tecnologie entrano così negli uffici; si pensi ad esempio alla possibilità di integrare nei locker tecnologie IoT (Internet of Things) che ampliano gli scenari di utilizzo e le possibilità. Gli ambiti applicativi degli smart locker sono molto variegati. Oltre alle aziende, anche gli aeroporti, i supermercati, gli spazi di coworking e il mondo del retail possono trarre vantaggi davvero interessanti dall’utilizzo di queste soluzioni. Per quanto riguarda le aziende, gli smart locker rappresentano un importante alleato per il welfare consentendo ai dipendenti di ritirare in azienda i pacchi personali di acquisti effettuati online, ma anche alimenti e piatti pronti grazie a soluzioni refrigerate. Marchesini Group, per fare un esempio concreto, ha scelto gli smart locker di Ricoh per offrire ai dipendenti la possibilità di ricevere i pacchi personali direttamente in azienda. Le soluzioni sono molto apprezzate in quanto consentono di risparmiare tempo migliorando il work-life balance Di grande successo il fatto che gli smart locker siano personalizzabili con funzionalità aggiuntive per cui le applicazioni possibili sono davvero moltissime e l’azienda ne sta già valutando di nuove. Anche la flessibilità del software di gestione è un aspetto importante, come anche la possibilità di monitoraggio e controllo da remoto. Le aziende chiedono ai propri fornitori tecnologici di porsi come system integrator e di integrare le nuove soluzioni nell’infrastruttura informatica già presente, un aspetto che offriamo intercettando le esigenze e proponendo le soluzioni più adatte. La possibilità di customizzare gli armadietti high-tech è un’altra caratteristica molto apprezzata dalle aziende. Vi è infatti la possibilità di rivestire il locker con una personalizzazione grafica per includere ad esempio il logo aziendale o immagini suggestive, trasformandolo in strumento di comunicazione e di brand awareness”. 

La rete che evolve
L’evoluzione tecnologica è un tema caldo anche per l’azienda Smart Locker, come conferma Edoardo Gocciadoro: “L’IoT ha permesso di trasformare oggetti passivi in dispositivi in grado di raccogliere dati in tempo reale, tutto ciò grazie a diverse interfacce di comunicazione e protocolli di rete NFC, WiFi, RFId e reti cellulari. L’evoluzione di internet ha esteso la rete ad oggetti e luoghi reali, che ora possono trasferire dati ed informazioni, rendendo l’oggetto in grado di interagire con il mondo circostante. In quanto dotato di “intelligenza” il locker è in grado di reperire e trasferire informazioni tra rete internet e mondo reale. Questa nuova tecnologia è ciò che ha trasformato i locker da semplici armadietti a prodotti che grazie alla loro “identità elettronica” permettono, sia al corriere che allo shopper, una concreta soluzione alla difficile problematica riguardante la logistica dell’ultimo miglio”.

Il fatto che i locker di nuova generazione siano in grado di riconoscere l’utente introduce un argomento delicato che progettisti e produttori tengono in grande considerazione: la tutela della privacy. Nel chiedere quali iniziative si mettano in atto per non correre rischi riguardo alla diffusione di dati sensibili degli utenti, Mauro Pizzi risponde: “la privacy diventa un argomento sensibile da trattare con la massima trasparenza e tutelando il più possibile le libertà individuali del dipendente o cliente in conformità con le normative vigenti a tutela. L’implicazione è che i dati raccolti debbano essere trattati in forma anonima quando non sia possibile ridurli a numeri generalizzati. Ovvio che questo sistema di raccolta dati diventa più affidabile quanto più è grande l’oggetto di indagine e quanto meno diventano significative le singolarità riscontrate”.

Torna sul punto Edoardo Gocciadoro, che descrive in modo concreto le iniziative messe in atto da Smart Locker per tutelare gli utenti: “la privacy dei nostri utenti la garantiamo, innanzi tutto, con l’informativa e la relativa accettazione della liberatoria sulla privacy, inoltre ci avvaliamo di protocolli di sicurezza GPRS, i quali permettono una garanzia assoluta dei dati. Tutti i dati dei nostri utenti hanno algoritmi di protezione di primo livello e sono gestiti da server di Google situati in Germania, in collaborazione con la Renz, la nostra casa produttrice. La comunicazione tra dispositivo e locker avviene anch’essa in modo sicuro grazie alla configurazione M2M (machine to machine), tecnologia in grado di mettere in comunicazione diversi dispositivi tra loro e che permette alle macchine lo scambio di dati ed informazioni acquisite al fine di migliorare i processi svolti dalle macchine stesse”.

 

 

TORNA INDIETRO >>