Estate 2020
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23/12/2014

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Le mosse di IBM nel mercato dei servizi cloud

Estensione dell’offerta e degli interlocutori, creazione di un ecosistema di partner, un nuovo data center in Italia e formazione di skill ad hoc

A circa un anno dell’avvio anche in Italia dell’offerta di servizi cloud di IBM basati sulla piattaforma SoftLayer, l’azienda ha annunciato una serie di novità che vanno nella direzione di ampliare e radicare nel nostro Paese la presenza di un operatore che in questo nascente mercato vuole giocare un ruolo di primo piano: “Abbiamo lavorato molto nel 2014 sul fronte del business portando la nostra offerta di valore a clienti come Arnaldo Mondadori Editore, RAI, AstraZeneca Italy, ma anche a realtà molto più piccole come il Gruppo Sinapsi o nella sanità pubblica come la ULSS 8 di Asolo - racconta Enrico Cereda, vice president, Global Technology Services IBM Italia - ma abbiamo inoltre lavorato sul fronte degli skill e sulle strategie di offerta. Da oggi all’inizio del 2015 tutti i tasselli saranno messi sul campo in modo da caratterizzare il nuovo anno con una presenza IBM significativa in questo mercato”.

In questa strategia il primo passo è stato quello di costruire un ecosistema in cloud dedicato alle imprese italiane. È così nato il portale online di Intesa, una società di IBM storica nel panorama italiano, come punto di accesso per le piccole e medie imprese italiane al portafoglio di soluzioni cloud che ha l’ambizione di rivolgersi non solo ai CIO, ma anche ai CFO, ai responsabili HR, ai responsabili marketing e ai CISO. Il portale, che sarà operativo dall’inizio del 2015, integrerà l’attuale portafoglio di servizi di Intesa, disponibile in  modalità as-a-service, con nuove soluzioni di business sia di IBM sia dei partner, degli ISV e delle stratup italiane che entreranno nel nuovo ecosistema. Nel 2015 è prevista inoltre l’apertura di un data center cloud di SoftLayer anche in Italia. Un altro elemento qualificante dell’offerta IBM è poi Bluemix, un nuovo ambiente platform-as-a-service dedicato agli sviluppatori, nato grazie a un investimento di un miliardo di dollari da parte di IBM, che mette a disposizione diverse funzionalità sul fronte dei big data, delle analytics, della sicurezza e del cloud ibrido. Infine gli skill: “Abbiamo portato a termine il programma di reclutamento dei primi 50 giovani neolaureati che stiamo preparando per seguire le tematiche cloud, dando spazio alla loro creatività e immaginazione nella consapevolezza che per affrontare questi temi è meglio avere la mente aperta il più possibile alle novità”, conclude Cereda. 

 

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