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20/12/2016

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Le infinite possibilità dei Chief Data Officer

Le previsioni dei prossimi anni parlano di un incremento netto delle figure dedicate a dati e analisi all'interno delle grandi organizzazioni. Tutto parte dalla trasformazione digitale in atto che mette al centro le informazioni.

Ted FriedmanPer la fine del 2019 il 90% delle organizzazioni globali avrà ingaggiato un Chief Data Officer (CDO), un dato nettamente superiore rispetto al 25% stimato alla fine dello scorso anno. Questa previsione arriva dagli analisti Gartner secondo i quali il rapido cambiamento in atto rappresenta solo la punta dell’iceberg mentre uno molto più profondo si sta verificando nella maggior parte delle organizzazioni. In tal senso viene suggerito che chi pratica discipline legate a un lavoro distintivo sui dati e gli analytics dovranno ampliare la propria capacità di comprensione e lavorare maggiormente da vicino con altre figure per potersi avvantaggiare di quei benefici derivanti dall’utilizzo di dati e analytics per catturare opportunità di business utili alla propria trasformazione e mitigare, nel contempo, i rischi che possono eventualmente emergere.

Un team dedicato
Ted Friedman, research vice president and distinguished analyst di Gartner, fornisce con maggiore dettaglio alcuni elementi di riflessione, partendo dal fatto che le organizzazioni stanno sempre più creando un unico team dedicato ai due aspetti di cui sopra, e dando vita a una nuova figura di leader, insomma qualcosa che l’avvento del CDO sta in effetti confermando. “Con i silos che si stanno frantumando e i professionisti operativi in quest’area che operano come mai in passato nell'ambito di team cross-funzionali, è emersa chiaramente la necessità di coprire dati e analytics in modo unificato”, commenta Friedman.

Ecco che l’analista indica anche i trend che stanno guidando il cambiamento, partendo dal fatto che il percorso verso il business digitale rappresenta sostanzialmente uno stimolo a raccogliere, gestire e sfruttare i dati a disposizione e applicare gli strumenti di analisi per ottenere informazioni che siano migliori e più utili. “Per il 2018 Gartner prevede che oltre la metà delle grandi aziende si ‘sfideranno’ usando analitiche avanzate e algoritmi proprietari, avendo quindi un effetto dirompente su interi settori. Qualcosa che, nel contempo, viene guidato da fenomeni come la proliferazione di dispositivi, ‘cose’ connesse e potenza elaborativa, un insieme che nel suo complesso crea maggiori opportunità per la raccolta dei dati e la loro analisi, e ottenere alla fine un guadagno potenziale”.

Opportunità infinite
Friedman quindi afferma come le opportunità per generare valore di business dai dati e dagli analytics siano praticamente infinite. Tuttavia esiste anche una sfida da affrontare e risolvere: “Si parla di come sfruttare uno scenario che espande così rapidamente e come puntare a ottenere le opportunità più corrette nonostante limitazioni interne quali budget, obblighi di governance, e temi di competenze e cultura, nonché forze esterne come concorrenza, dinamiche di mercato e pressioni normative e sociali”.

Ecco che una risposta parte dal fatto che chi oggi guida i temi relativi a dati e analytics hanno un’occasione senza precedenti per trasformare le organizzazioni mentre queste compiono il proprio viaggio nel mondo del business digitale. “La linea d’azione da seguire è chiara: confezionare una strategia per superare le attuali mancanze di competenze, modernizzare le infrastrutture dati e le piattaforme di analisi, governare e ottenere vantaggi delle diverse fonti di informazioni e puntare in definitiva su quei progetti di dati e analisi che si prevede avranno un effettivo ritorno elevato”, conclude Friedman.

 

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