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Mobile/Wireless
 

07/01/2020

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di Michele Ciceri

Le 10 tendenze dell'IoT da tenere monitorate

Gartner individua una serie di tecnologie da non perdere di vista per poterle mettere in atto al momento giusto. Dall’intelligenza artificiale alle applicazioni etiche e sociali.



In tema Internet of Things, Gartner ha individuato dieci tecnologie e tendenze di lungo termine che rivestiranno una notevole importanza da qui al 2023. Esse sono: intelligenza artificiale; IoT a livello sociale, legale ed etico; infonomica e data broking; transizione dall’intelligent edge all’intelligent mesh; governance dell’IoT; innovazione dei sensori; hardware e sistemi operativi affidabili; nuove esperienze d’uso; innovazione dei chip di silicio; nuove tecnologie di rete wirless per l’IoT.

Intelligenza artificiale. I sistemi per l’Internet of Things useranno molte forrme di IA e apprendimento automatico, che potranno spaziare da semplici tecniche statistiche a varie forme di rete e tecnologie neurali come l’apprendimento per rinforzo. L’IA sarà applicata a un ampio insieme di informazioni alla base dell’IoT, che comprendono video, immagini fisse, messaggi vocali, traffico di rete e dati rilevati dai sensori.

IoT a livello sociale, legale ed etico. Con la crescente maturazione e diffusione dell’IA acquisiranno maggiore importanza numerose considerazioni di carattere sociale, legale ed etico. Alcune di queste riguarderanno la proprietà dei dati e le deduzioni basate su di essi, il bias algoritmico, la privacy e il rispetto di varie normative, tra cui il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). È possibile che siano gli algoritmi stessi a introdurre rischi legali imprevisti. Nell’area dell’IoT emergerà inoltre un vasto insieme di rischi sociali dai confini poco netti, ad esempio: il personale considererà affidabili le raccomandazioni dei sistemi di IA che non possano spiegare i propri ragionamenti? Come faranno le macchine intelligenti a gestire le relazioni con i clienti? Alcuni settori si vedranno costretti ad affrontare nuovi dubbi etici posti dall’IoT. Ad esempio, se un incidente dovesse apparire inevitabile, un’auto intelligente dovrebbe privilegiare la sicurezza del pedone o quella del passeggero?

Infonomica e data broking. Molti sistemi di IoT raccolgono dati che hanno valore per soggetti diversi dal proprietario del sistema, oppure usano dati esterni come input per le decisioni. Ad esempio, gli edifici intelligenti si collegano a servizi che elaborano le previsioni meteo. In un sondaggio condotto da Gartner ad agosto 2017 sui progetti di IoT, il 35% dei rispondenti ha dichiarato di vendere (o di essere intenzionati a vendere) i dati raccolti dai propri prodotti e servizi. I principi dell’infonomica portano il valore dei dati a un nuovo livello, rendendoli un asset da registrare nei libri contabili aziendali.

La transizione dall’Intelligent Edge all’Intelligent Mesh. È in corso una transizione dalle architetture IoT centralizzate e basate sul cloud verso le architetture orientate all’edge, in cui la parte intelligente viene fatta migrare verso gli endpoint, i gateway e altri dispositivi. Tuttavia, le architetture edge odierne presentano ancora una struttura parzialmente gerarchica, in cui le informazioni attraversano livelli ben definiti di endpoint per arrivare all’edge vicino, a volte all’edge lontano e, infine, al cloud e ai sistemi aziendali. A lungo termine, questo insieme di livelli si dissolverà per dare origine a un’architettura meno strutturata, costituita da un ampio insieme di oggetti e servizi connessi in un reticolo (mesh) flessibile e dinamico. In questo scenario, un oggetto intelligente, ad esempio un drone, potrebbe comunicare con una piattaforma di IoT aziendale, un servizio pubblico di tracking dei droni, sensori locali e servizi cloud a livello municipale e, quindi, eseguire scambi peer-to-peer con droni vicini per scopi di navigazione.

Governance dell’IoT. La governance comprende la gestione operativa dei dispositivi IoT e delle informazioni e servizi che essi forniscono. La governance spazia da semplici attività tecniche, come le revisioni dei dispositivi e l’aggiornamento del firmware, a operazioni più complesse che implicano l’intersezione tra business e tecnologia. Gli esempi comprendono la responsabilità per il controllo dei dispositivi e per l’uso delle informazioni che essi generano.

Innovazione dei sensori. I sensori rispondono a uno stimolo del mondo fisico e lo convertono in informazioni. Esistono sensori sensibili a un vasto insieme di stimoli fisici, come temperatura, pressione, umidità, luce, accelerazione, radiazione elettromagnetica, sostanze chimiche e suoni.

Hardware e sistemi operativi affidabili. Questa tendenza riguarda l’implementazione di combinazioni di hardware e software che, insieme, possano creare sistemi di IoT più sicuri e affidabili.

Nuove esperienze d’uso con l’IoT. L’evoluzione della user experience (UX) per l’IoT è una tendenza di ampia portata che copre un vasto insieme di tecnologie e tecniche di progettazione. L’UX ha lo scopo di rendere efficaci, efficienti e gradevoli le esperienze degli utenti umani nell’interazione con gli oggetti, in particolare con quelli che non contengono schermi e tastiere tradizionali.

Innovazione dei chip di silicio. Nel 2018, la maggior parte degli endpoint per l’IoT utilizzava processori convenzionali, con un particolare prevalenza di architetture Arm a bassa potenza. Tuttavia, i set di istruzioni e le architetture di memoria tradizionali non sono ideali per tutte le attività che gli endpoint devono eseguire. Ad esempio, le prestazioni delle reti neurali profonde (Dnn) sono limitate più spesso dalle restrizioni di banda che dalla potenza di elaborazione.

Nuove tecnologie di rete wireless per l’IoT. Gli oggetti comunicheranno per la maggior parte in modalità wireless e useranno una molteplicità di tecnologie di rete. Fino al 2023 continueranno a emergere nuove tecnologie wireless, tra cui alcune particolarmente importanti per l’IoT.

•Il 5G offre notevoli miglioramenti rispetto agli attuali standard per i cellulari, come le modalità operative ad alta ampiezza di banda, l’elevata densità di endpoint e la latenza ultrabassa. Dal punto di vista dei dispositivi, tuttavia, questi tre attributi si escludono a vicenda; ogni oggetto IoT potrà probabilmente sfruttarne solo uno alla volta.

•Satelliti in orbita terrestre bassa (Leo). Negli ultimi anni i costi di progettazione e lancio dei piccoli satelliti si è enormemente ridotto, e molte startup stanno pensando di usare costellazioni di dispositivi Leo per l’IoT. Questi satelliti offriranno una connettività a basso costo e bassa ampiezza di banda per l’IoT, e in molti casi un costo molto contenuto (meno di 50 dollari) per gli endpoint hardware cioè i satelliti.

•Connettività backscatter: le reti backscatter operano rimodulando i segnali wireless nell’ambiente, ad esempio i segnali Wi-Fi. Queste reti permettono di trasmettere con un bassissimo consumo di potenza.

 

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