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02/03/2015

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La stampa 3D sta entrando nella fase di maturità

Le novità di inizio d'anno anche per i mercati business e professionale presentate al CES di Las Vegas

Al Consumer Electronics Show (CES), uno dei massimi osservatori mondiali sulle tendenze delle tecnologie elettroniche, che si è svolto a Las Vegas dal 6 al 9 gennaio 2015 con 3.600 espositori e 160.000 visitatori, la stampa 3D ha rappresentato uno dei maggiori poli di interesse. Aziende di tutto il mondo hanno proposto stampanti, scanner, software, nuovi materiali e nuove applicazioni e hanno dimostrato che la fabbricazione additiva ha ormai iniziato il percorso verso la maturità e l’effettiva disponibilità di strumenti e soluzioni valide e convenienti per il mondo professionale e il mondo consumer. Il mercato della stampa 3D continua a crescere e i produttori continuano a migliorare i loro prodotti e a renderli più facili da usare e meno costosi. 

Novità nelle stampanti
Tra i produttori europei, l’olandese Ultimaker ha presentato la piccola Ultimaker Go (1.200 euro) e il modello Ultimaker 2 Extended (3.000 euro) destinato al mercato delle piccole e medie imprese, che offre una risoluzione di 20 micron per layer, lavora con filamenti di PLA e ABS e sfrutta tecnologie di stampa ad alta definizione. Da segnalare la CubeProC di 3D Systems, la prima stampante 3D FDM a colori economica (5.000 dollari), frutto dell’acquisizione della startup CubePro. Contrariamente ad altre stampanti che impiegano due o tre estrusori ognuno con un filamento di diverso colore, CubeProC utilizza pigmenti di cinque colori CMYKW per colorare il filamento prima che entri nell’unico estrusore di stampa. Dispone anche di un secondo estrusore per il materiale di supporto solubile (PVA). La massima precisione è di 25 micron, usando PLA, ABS, o Flex. 3D Systems ha anche annunciato la nuova stampante 3D per cioccolato CocoJet e ha avviato una partnership con Hershey, il più grande produttore di cioccolato in Nord America.
Anche la taiwanese XYZprint ha presentato una ‘food printer’ a basso costo (500 dollari) in grado di erogare contemporaneamente fino a tre paste alimentari. Al momento, l’utilizzo principale è la decorazione di torte per pasticcerie, realizzabile in pochi minuti. La stessa società ha presentato inoltre la stampante entry level per PLA Da Vinci Junior (349 dollari) e la piccola stampante stereolitografica (SLA) a resine fotopolimerizzanti XYZ Nobel 1.0, con una risoluzione fino a 25 micron sull’asse Z e un prezzo estremamente aggressivo
(1.499 dollari): la stampante SLA più economica del mercato. Interessanti novità nel campo delle stampanti stereolitografiche professionali con costi contenuti anche da parte dell’italiana Dws (Digital Wax Systems), adatte per lavori di estrema precisione (10 micron), che ha presentato la sua XFab, una stampante 3D destinata a un vasto pubblico di inventori, designer, ingegneri, ricercatori artigiani e PMI, in grado di stampare in 10 materiali diversi, inclusi ABS, ceramica e materiali biocompatibili (4.200 euro). Al Ces erano disponibili altre stampanti SLA come la Formlabs Form 1+ (3.300 dollari) e la Fsl3d Pegasus Touch (2.750 dollari), con precisione e volume di stampa ridotti rispetto a quello della XFab DWS. HP e Intel hanno confermato che Intel fornirà ad HP i microprocessori i7 per controllare la sua tecnologia di stampa Jet Fusion 3D, disponibile nel 2016 e di cui non sono ancora note le caratteristiche tecniche, che a detta di HP sarà molto precisa e dieci volte più veloce dei modelli equivalenti.


Nuovi materiali
MakerBot (Stratasys) ha annunciato nuovi filamenti PLA+ realizzati con materiali compositi in metallo, pietra e legno che permettono di realizzare stampe 3D ancora più realistiche. Disponibili nelle varianti Limestone (pietra calcarea), Maple Wood (legno d’acero), Bronze (bronzo) e Iron (ferro), richiedono estrusori “Smart” specifici. Markforg3d, una startup di Boston creata da un gruppo di tecnici provenienti dal MIT, si distingue per la varietà di materiali che riesce a utilizzare. La stampante Mark One (5.499 dollari) presentata al CES utilizza filamento di nylon che può essere rinforzato con kevlar, vetroresina o fibra di carbonio. Gli oggetti stampati in questo modo acquistano una notevole solidità (cinque volte maggiore della plastica ABS e paragonabile al metallo), rimanendo comunque molto leggeri.


Nuove applicazioni
Anche se il core business del mercato della stampa 3D è sempre la realizzazione di prototipi, esemplari unici e produzioni ridotte di oggetti generici di plastica e di metallo, si stanno affermando nuovi mercati verticali particolarmente interessanti per il Made in Italy, tra cui, oltre alle già ricordate stampanti per alimenti, anche l’abbigliamento e la produzione di dispositivi contenenti circuiti elettronici. La nuova stampante desktop 3D AW3D HD-R di AirWolf (4.600 dollari) permette di stampare capi d’abbigliamento, scarpe e accessori utilizzando 25 materiali diversi. La stampante è dotata di una telecamera per monitorare il processo di stampa, e può essere controllata via Wi-Fi da smart phone tramite un’app. L’abito ‘AXIOS Dres’”, progettato su misura per la modella Sandy da Cameron Williams, è realizzato in ABS Wolfbend TPU e TPE, con materiali che costano meno di 80 dollari. Lo studio di design del Massachusetts ‘Nervous System’, proponeva al CES 2015 il sistema di progettazione e simulazione di strutture flessibili per la stampa 3D Kinematics in grado di progettare strutture estremamente complesse, come un abito in nylon composto da oltre 3.200 parti uniche e interconnesse, stampate in un’unica soluzione, creato con la collaborazione di Autodesk e acquistato dal Museum of Modern Arts di New York. 
La startup del Massachusetts Voxel 8 ha creato una stampante in grado di realizzare i circuiti elettronici depositando piste in argento liquido su oggetti realizzati in PLA. I componenti attivi (motori e circuiti integrati), sono introdotti manualmente durante il processo di stampa (9.000 dollari). La stampante associa a un estrusore per PLA una speciale testina che eroga un inchiostro contenente argento liquido, ottimo conduttore elettrico, tramite un processo chiamato ‘pneumatic direct-write’ sviluppato in un progetto di ricerca dell’università di Harvard. Oltre al conduttore a base di argento, il team di Voxel8 ha sviluppato altri 50 materiali utili per i processi di stampa dei circuiti elettronici, per realizzare resistenze, bobine e condensatori. La prossima generazione di stampanti Voxel8

sarà in grado di produrre apparecchi completi senza operazioni manuali. In prospettiva, la più grande novità consiste nel fatto che nei dispositivi elettronici prodotti non sarà più necessario concentrare l’elettronica in circuiti concentrarti su basette piane, ma sarà possibile distribuire i componenti nelle posizioni più comode e con nuove geometrie, anche tridimensionali. Il software CAD 3D Project Wire utilizzato da Voxel 8 è sviluppato da Autodesk.

 

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