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Applicazioni
 

10/03/2016

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di Paolo Morati

La spinta del cognitive computing

Applicazioni, piattaforme e soluzioni che partendo da dati strutturati e non strutturati sono destinate a cambiare il lavoro delle imprese e la vita degli utenti finali. Tra i settori più attivi quelli bancario, sanitario e retail.

Per cognitive computing si intende, in breve, la capacità da parte dei computer di analizzare, agire e comportarsi in modo autonomo prendendo decisioni e fornendo suggerimenti riproducendo quanto già fa la mente umana. Secondo gli analisti di IDC questa particolare area tecnologica è tra gli acceleratori destinati a portare innovazione e di conseguenza generare più fatturato, creare nuove organizzazioni basate sulle informazioni e cambiare più in generale il modo in cui oggi si lavora. Un mercato, quello del cognitive computing, che tra tre anni è destinato a raggiungere circa 31,3 miliardi di dollari (e un tasso di crescita annuale composto su cinque anni del 55%), la maggior parte dei quali (oltre il 40%) destinato al software e quindi alle applicazioni – come quelle di analisi di contenuti testuali e rich media, tagging, ricerca e categorizzazione, generazione di ipotesi… – e alle piattaforme che semplificano lo sviluppo di soluzioni abilitate alla tecnologia cognitiva. La spesa destinata alle applicazioni cognitive è quindi prevista a quota 13,4 miliardi di dollari, seguita da quella in servizi correlati come quelli di consulenza e di hardware dedicato come soluzioni server e storage. Lo studio ha evidenziato anche le aree geografiche di diffusione dei sistemi cognitivi. A farla da padrone è il Nord America, che comprende Stati Uniti e Canada, con una spesa pari all’80% del totale mondiale. A seguire l’area EMEA, Europa Medio Oriente e Africa, destinata però a essere sorpassata da Asia Pacifico, Giappone compreso.

Assistenza intelligente
Andando più nel dettaglio, quello verso il cognitive computing è un percorso che, partito da quella rinascita in termini di gestione e analisi delle informazioni alimentata dalla grande diffusione di dati non strutturati e semi strutturati, ha poi portato allo sviluppo di strumenti e capacità di nuova generazione che promettono di offrire assistenza intelligente, consulenza e raccomandazioni a fasce di utenti diverse e che spaziano dai singoli consumatori ai knowledge worker aziendali. "Queste soluzioni – spiega nel dettaglio David Schubmehl, Research Director, Cognitive Systems and Content Analytics di IDC – vengono sviluppate e implementate su piattaforme software cognitive che offrono proprio quegli strumenti e capacità in grado di estrarre e costruire basi e grafici di conoscenza partendo da informazioni non strutturate e semi strutturate così come fornire previsioni, raccomandazioni e assistenza intelligente attraverso l’uso di tecniche di apprendimento delle macchine (il machine learning), intelligenza artificiale e apprendimento approfondimento (il deep learning). I mercati per queste applicazioni abilitate a suddette funzioni e per le piattaforme software cognitive è solo all’inizio e ci aspettiamo che acceleri nel periodo in esame”.

I mercati di riferimento
Andando nel dettaglio dei settori verticali destinati a investire maggiormente sul cognitive computing, il bancario è quello che in base alle considerazioni di IDC rappresenta l’elemento di guida con circa il 20% di quota di mercato sul totale mondiale tenendo conto delle analisi fino al 2019. Tra le destinazioni di spesa maggiormente gettonate ci sono gli obiettivi di analisi e indagini sulle frodi, intelligence e prevention automatizzata delle minacce nonché programmi di consulenza e raccomandazione. Seguono in classifica i settori retail e sanità che, combinati insieme, spenderanno tra tre anni oltre 10 miliardi di dollari. Per quanto riguarda il retail, gli impieghi maggiori saranno quelli che riguardano l’automazione degli agenti di customer service e del merchandising per le attività omnicanale, mentre nella sanità si parla di sistemi diagnostici e terapeutici.
Secondo Jessica Goepfert, Program Director, Customer Insights and Analysis di IDC "i casi d’uso potenziali dei sistemi cognitivi sono ampi, variegati e ricchi quanto la nostra immaginazione. L’intelligence automatica destinata a lavorare sulle minacce sta ad esempio aiutando le organizzazioni a connettere i punti tra i diversi frammenti di informazione per migliorare la sicurezza, mentre nella sanità i sistemi cognitivi stanno migliorando la qualità della vita delle persone assistendo le attività di diagnosi e di trattamento a livello di singolo paziente. Indipendentemente da dove i sistemi cognitivi vengono inseriti, i lavoratori e le organizzazioni possono attendersi di subire un impatto da parte di informazioni, intelligence e automazione”.

 

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