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28/04/2016

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di Paolo Morati

La scommessa quantica dell’Europa

Un miliardo di euro per lo sviluppo di nuove applicazioni. L’iniziativa si chiama Quantum Flaghsip e un manifesto descrive le opportunità a livello di comunicazione, simulatori, sensori e computer.

Ammonta a fino un miliardo di euro l’investimento che la Commissione Europea ha previsto di destinare a un programma di ricerca tecnologica attraverso il quale si vogliono approfondire le meccaniche quantistiche e sviluppare nuove applicazioni basate su di esse. Battezzata Quantum Flagship, l’iniziativa che verrà lanciata nel 2018 rientra nel Technology Package, un insieme più ampio di misure studiate per lo sviluppo dell’economia digitale nell’area europea. Come spiegato nel documento Quantum Manifesto, che invitava gli stati membri a supportarla, l’obiettivo è di posizionare l’Europa all’avanguardia della seconda rivoluzione dei quanti che sta oggi emergendo a livello mondiale, portando avanzamenti in ambito scientifico, industriale e sociale. L’idea è di creare nuove opportunità commerciali indirizzando sfide globali, fornire capacità strategiche relativamente alla sicurezza e gettare i semi per far crescere capacità ancora tutte da immaginare per il futuro. Quindi si parla della creazione di un’industria basata sulla conoscenza che porterà a benefici sul lungo termine in ambito economico, scientifico e sociale generando una Unione Europea più sostenibile, produttiva, imprenditoriale e sicura. Nel manifesto si legge che le tecnologie basate sulle leggi delle meccaniche quantistiche, che governano la fisica su una scala atomica, porterà a una ondata di nuove tecnologie che creerà molte attività di business e aiuterà a risolvere parecchie delle odierne sfide globali. Ecco che l’Europa per posizionarsi in prima linea di questa tecnologia emergente e partecipare all’industria globale dei quanti deve far crescere gli investimenti e usare in modo migliore le sue eccellenze a livello ingegneristico e scientifico. 

Quattro aree di azione
Quattro le aree che sono state identificate nella timeline della tecnologia dei quanti descritta nel documento: comunicazione, simulatori, sensori e computer. Più nel dettaglio vengono illustrate diverse applicazioni che partono dagli orologi atomici sincronizzabili con i GPS per ottenere un livello molto elevato di stabilità temporale e tracciabilità e questo anche in ambienti dove il servizio GPS non è disponibile. Tra i settori indicati che potrebbero farne uso ci sono quelli finanziari (per una migliore regolazione delle contrattazioni ad alta frequenza), oltre alle telecomunicazioni, broadcasting, energia e sicurezza. E poi fronte sensori si parla di raggiungere una sensibilità e risoluzione superiore da applicare in progetti edilizi per rilevare vuoti nel terreno, rilevare depositi minerari o vecchie infrastrutture. Oppure, in ambito sanitario, per diagnosi non invasive. I ricercatori immaginano poi un link tra diverse capitali europee per consentire la trasmissione di dati altamente sensibili senza il rischio di intercettazioni, che potrebbe contenere nodi protetti a terra o via satellite costruiti con lo sviluppo di nodi fidati e ripetitori quantici. Fronte simulatori si parla poi della simulazione di materiali o reazioni chimiche, esplorando nuovi processi o proprietà prima che qualcosa di concreto sia effettivamente realizzato. Poi c’è l’internet quantica che combina la tecnologia con sistemi di encryption e informazione più tradizionali offrendo sicurezza a livello di transazione per opporsi a un computer quantico in grado di frantumare i classici schemi di criptatura.

Il cambio informatico
Infine proprio i computer. Gli autori del manifesto parlano di computer quantici universali dotati di una capacità di calcolo in grado di superare anche la più potente macchina realizzata con le tecniche tradizionali. Si parla di sistemi riprogrammabili usati per risolvere problemi computazionali esigenti riguardanti attività di ottimizzazione, ricerche in database, machine learning e riconoscimento delle immagini. Con l’obiettivo generale di permettere una maggiore efficienza nell’industria manifatturiera europea applicando le regole e gli approcci ‘smart’.

 
TAG: PC

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