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Sicurezza
 

26/06/2014

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La porta di Expo 2015

A Milano si sta lavorando per garantire l’accesso agli oltre 20 milioni di visitatori attesi il prossimo anno per l’Esposizione Universale. Scopriamo come è stato strutturato il progetto e le soluzioni tecnologiche adottate per la gestione degli accessi.

Expo Milano 2015 – che si terrà dall’1 maggio al 31 ottobre del prossimo anno – è l’evento sul quale saranno puntati gli occhi di tutti, con la previsione di un totale di oltre 20 milioni di visitatori. Uno dei sistemi strategici per la sua riuscita sarà quello del controllo accessi indirizzato in particolare a tematiche di sorveglianza, comando e regolazione dei dispositivi di automazione degli ingressi pedonali e veicolari, dei parcheggi, dei padiglioni e delle altre infrastrutture del sito dove si svolgerà l’Esposizione Universale. Sito che si estenderà su un’area totale di 1 milione di metri quadri di superficie e che verrà visitato ogni giorno da circa 140mila persone, con un picco previsto di 250mila nelle prime due ore di apertura. Per saperne di più abbiamo intervistato Riccardo Samiolo, strategy & special projects manager di Came, partner tecnologico dell’evento relativamente al controllo accessi.

 

Quali sono le sfide tecnologiche e organizzative più importanti poste dal progetto controllo accessi di Expo 2015 e quali le differenze, per esempio, con quelle relative a una implementazione a livello di building?
Prima di tutto bisogna precisare che in realtà è più complessa la sfida organizzativa rispetto a quella tecnologica. Questo perché la vastità di Expo e il fatto che si tratta di una manifestazione temporanea comportano grosse difficoltà operative e progettuali. Per esempio, il personale coinvolto viene aggiunto man mano che si procede, per cui bisogna applicare un controllo ferreo e seguire un protocollo ben definito per la sua formazione e inserimento nel progetto. L’approccio che stiamo seguendo è quello di creare una sorta di ‘book’ della soluzione, aggiornato di volta in volta, applicando le metodologie Lean adottate al nostro interno. Tali metodologie sono sviluppate dal nostro team interno di Lean Organization che segue il metodo Porsche. Detto questo, anche la sfida tecnologica è assolutamente importante. Di fatto in otto mesi, da quando è partito il progetto, abbiamo messo in campo quanto normalmente viene realizzato in tre anni di sviluppo.

 

Ci racconti allora in breve questa sfida.
Avendo tre marchi, in precedenza ogni dispositivo di ciascuna linea di prodotto era dotato di una centrale di comando propria, pur esistendo intercambiabilità e compatibilità. Expo ci ha fatto anticipare la realizzazione di un’unica piattaforma tecnologica dotata di una sola centrale di comando, più intelligente e in grado di compiere più operazioni. Per esempio, se prima con una control box si comandava solo un cancello adesso si controllano e comandano cancello, dissuasori, barriere e tornelli, agendo da un’unica periferica sia a livello centrale che locale. In più tale periferica di comando e controllo contiene una logica di lettura dei titoli d’ingresso multistandard. Il sistema oggi può essere comandato con un telecomando, con un tag Rfid e con tutte le tipologie di biglietto previsti da Expo, che è sostanzialmente l’unica manifestazione al mondo multistandard. Considerata la complessità di un progetto in evoluzione che genera innovazione, Came ha deciso di affiancare al responsabile di progetto, il direttore generale del Gruppo, una persona che si occupa di change management e non di tecnologia.


Quali sono le tappe che porteranno alla realizzazione del progetto e i sistemi e le tecnologie che verranno utilizzati per poter controllare l’afflusso di visitatori e operatori?
La prima tappa, svoltasi da gennaio a dicembre 2013, è stata tutta dedicata allo sviluppo della soluzione in collaborazione con Expo e con gli altri partner coinvolti. La seconda tappa, partita a gennaio e conclusasi a marzo di quest’anno ha riguardato la cosiddetta programmazione dettagliata. Da aprile fino a dicembre ci occuperemo invece dell’installazione e dei test sul campo. Nel dettaglio, tutte le nostre soluzioni sono state sottoposte a priori a stress test impegnativi, ma vanno anche collaudate sul campo, per esempio per capire se è necessario aggiungere ulteriori funzionalità. Per prima cosa parliamo di tecnologie di automazione classica, quali barriere, dissuasori, cancelli, tutte già molto stabili. In questo settore non abbiamo prodotto nulla di nuovo poiché i varchi veicolari sono un sistema delicatissimo e la cosa più importante per la logistica e il funzionamento di Expo. Teniamo infatti conto che bisognerà far entrare e uscire merci e rifiuti durante la notte e in un periodo di tempo brevissimo, quindi dovranno funzionare a pieno ritmo e senza intoppi. Operativamente è previsto un comando azionato localmente o da una persona Came posta presso una centrale di comando e controllo dove sorveglia lo stato e il funzionamento di ogni singolo apparato sfruttando la tecnologia di monitoraggio centra-lizzato derivata dalla nostra domotica; il tutto in una logica di ridondanza. L’elevata sicurezza è in tal senso garantita dal fatto che i programmi vengono eseguiti su server diversi in luoghi diversi per garantire il funzionamento costante.

 

E per quanto riguarda l’accesso dei visitatori?
Dalla centrale vengono anche controllati i tornelli la cui testa rappresenta sostanzialmente il fulcro di tutta l’implementazione del controllo accessi, leggendo standard quali Rfid, NFC, carta di credito e telefonino, fino alle tessere Itinero di ATM. In pratica sui vari device potrà essere caricato un identificativo o un biglietto per entrare e uscire dalla manifestazione, ma si potranno anche impiegare barcode di varia tipologia compresi i PDF 417, nonché i QR Code. Una volta acquistato il biglietto, per esempio sulla piattaforma di web ticketing, passando i dispositivi sulla testa del tornello questi verranno inter-rogati dal sistema centrale attraverso uno scambio di chiavi; per evitare truffe, molto diffuse in questo tipo di manifestazioni, il biglietto verrà ‘consegnato’ e verificato in termini di validità, giorno, orario e – una volta abilitato e registrato l’ingresso – saranno compiuti anche gli adempimenti fiscali previsti per la Siae. In caso di malfunzionamento interverrà la nostra rete di assistenza. Noi avremo comunque due persone fisse sul posto: una dedicata all’hardware e l’altra, come già detto, posizionata nella sala di comando e controllo remoto.


Può entrare maggiormente nel dettaglio organizzativo in termini di ‘aree’ di accesso, pubbliche e private, e dei rispettivi sistemi di accesso e di come verranno gestite, integrate e analizzate le relative informazioni?
Il sistema fornito farà entrare le persone dai cancelli principali, così organizzati. Il gate pedonale Est sarà dedicato a chi arriva tramite navette, taxi, bus, ecc. Dal gate Sud entreranno direttamente bus e poche macchine, nonché il personale Expo. I gate Ovest, Nord e Sud saranno riservati a treno e metropolitana e da lì entreranno, oltre che i visitatori, anche lo staff e i manutentori. Dopodiché durante l’orario di chiusura - da mezzanotte alle 7.30 – si entrerà dai gate veicolari disposti intorno al perimetro del sito. Superati i varchi di ingresso, per l’accesso ai singoli padiglioni si potranno usare sempre i nostri sistemi e quelli di Selex, che fornisce anche la parte di sorveglianza per garantire l’accesso riservato in aree sensibili come centrali elettriche, telefoniche e rete dati. In totale i livelli di accesso saranno quattro: visitatori, utenti professionali (sta¡), aree riservate e poi uno differenziato padiglione per padiglione, considerato che ciascun Paese potrà regolarsi come preferisce, essendoci un’autonomia garantita dal fatto di essere zona extraterritoriale.


Ogni padiglione avrà quindi a disposizione soluzioni specifiche. In che senso e come lavorerete per garantire che ogni esigenza possa essere effettivamente soddisfatta?
Già nella prima fase del progetto stiamo affiancando ciascun Paese per capire come vuole gestire gli accessi al proprio padiglione che nel suo insieme si configura come qualcosa in mano a persone abituate a fare hospitality ed eventi e non a occuparsi di tecnologia. La decisione deve tenere conto dei vari scenari di configurazione possibili fronte accessi e automazione, considerando situazione atmosferica, festività e altre variabili. Il tutto sarà in mano alla nostra domotica per comandare porte, schermi solari, tornelli. Una volta tracciati gli scenari si andrà nel dettaglio della soluzione da implementare. Per esempio, ogni padiglione dovrà rispettare quanto previsto dalle normative sul numero di persone massimo che potrà contenere. Noi siamo in grado di fornire una soluzione standardizzata sulla quale lavora un team tecnico composto da venticinque persone.

 

Può descrivere nel dettaglio l’approccio fronte mobile che state adottando e qual è lo stato dell’arte odierno di questo tipo di soluzioni in ambito autenticazione?
La soluzione è di grande sicurezza: per consegnare il biglietto vengono scambiate chiavi private e pubbliche, evitando che venga trasmesso al sistema anche il numero identificativo della SIM sulla quale è stato caricato.

 

Fronte gestione e monitoring dell’infrastruttura di accesso nel suo complesso quali sono le soluzioni applicative che verranno adottate e i dispositivi che verranno utilizzati dagli addetti dedicati e come questi opereranno?
Sostanzialmente si tratta della nostra piattaforma domotica con l’aggiunta di ulteriori strati di sicurezza. Dal punto di vista del sistema di monitoraggio, tutto potrà essere controllato attraverso uno schermo sinottico presente in sala di comando e controllo. Attraverso dispositivi quali smartphone e tablet si potrà interrogare in tempo reale il sistema.

 

A livello di integrazione con gli altri sistemi di sicurezza (videosorveglianza, difesa perimetrale, sistemi di allarme…) cosa è stato infine previsto e, in generale, quanto la diffusione delle tecnologie IP ha cambiato il vostro settore e fatto evolvere le tecnologie?
Esistono sistemi diversi che colloquiano tra loro in centrale di comando e controllo, dove verranno convogliati tutti i vari segnali generati. Per esempio, il fermo di un tornello in un determinato gate di accesso verrà visto dalla nostra soluzione e dal sistema di monitoraggio delle prestazioni e risoluzione dei problemi, oltre che di ticketing centralizzato. Le prestazioni saranno garantite anche in momenti critici grazie a una scelta cooperativa che permette di far lavorare insieme solo ‘quanto serve’. La tecnologia IP ha reso più strutturati alcuni aspetti, per esempio la parte infrastrutturale, però ha portato flessibilità in termini di configurazione fisica e aumentato la scalabilità delle soluzioni. Per esempio: se non ci fosse l’IP, aggiungere una decina di tornelli a un gate sarebbe più difficile, quando ora basta inserire qualche cavo e tutto funziona. Inoltre, aumentano anche stabilità e resilienza in caso di blackout, rotture di fibra ottica – si tenga conto che sono sei i chilometri dell’anello nel suo complesso - e quant’altro.
 

 

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