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Mobile/Wireless
 

18/03/2014

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La mobility nelle aziende italiane

Oltre 100 intervistati hanno risposto alle nostre domande volte a fare chiarezza su un argomento molto dibattuto

Sulla mobility in generale, e sui nuovi strumenti come smartphone e tablet in particolare, in questi anni se ne sono sentite di tutti i colori. E’ però arrivato il momento di iniziare a fare chiarezza e come tradizione Office Automation si è messa in gioco direttamente. La redazione ha configurato un sondaggio online a cui ha invitato a rispondere un campione selezionato dal database di Soiel, a tale invito hanno risposto 107 rappresentanti di aziende utenti che ricoprono nella loro realtà una funzione IT.

 

Alle nostre domande (presenti in fondo all'articolo) hanno risposto in generale aziende con più di 100 collaboratori (63,5% degli intervistati), aziende prevalentemente appartenenti ai settori banche, servizi e industria (58,2% del campione) e realtà che prevalentemente operano in Italia e all’estero (45,9%), oppure in tutta Italia (27%). A nostro avviso quindi, rispetto alla realtà italiana in generale, possiamo tranquillamente affermare che nel suo complesso l’insieme delle realtà che hanno accettato il confronto sul tema mobility, e che per questo ringraziamo, è riconducibile a quelle che generalmente vengono indicate come imprese di fascia medio-alta. Il sondaggio è stato condotto nel mese di febbraio 2014.
Prima di vedere nel dettaglio le risposte, alcune considerazioni. In generale dai dati emerge un rapido cambiamento di scenario rispetto alle politiche di governance adottate nelle fasi precedenti del mobility computing, quelle caratterizzate essenzialmente dall’utilizzo di sistemi notebook o altri pc portatili. Un cambiamento di scenario che sembra però più subito che guidato, o comunque che sembra sfuggire di mano al dipartimento IT. Una situazione quindi potenzialmente pericolosa che il nostro sondaggio fa emergere e che deve essere presa in mano al più presto, prima che la complessità e l’articolazione delle soluzioni mobile presenti in azienda diventi un groviglio sempre più inestricabile.


Dati e considerazioni
• I notebook e gli altri pc portatili sono le piattaforme di mobility computing che più sono state introdotte nelle aziende intervistate nel corso degli ultimi 12 mesi (in sostanza il 2013). Non solo, lo saranno ancora nei prossimi 12 mesi, anche se a pari merito sostanzialmente con gli smartphone. Chi credeva che l’avvento degli smartphone e dei tablet si poteva tradurre in un rapido pensionamento di questi storici sistemi si sbagliava. Le piattaforme che quindi sempre più accederanno ai dati del sistema informativo aziendale saranno ancora per diverso tempo tre: notebook, smartphone e tablet. Questi ultimi non registrano ancora lo stesso dato di penetrazione dei primi due, ma comunque si difendono bene: 70,5% degli intervistati ha adottato tablet nel 2013 e il 61,3% li adotterà nei prossimi 12 mesi. Da notare però in generale un rallentamento nelle adozioni future rispetto a quanto fatto in precedenza (analisi comparata delle risposte alla domanda 1 e alla domanda 2; erano previste risposte multiple).


• Ben il 77,4% del campione consente ai propri collaboratori di accedere a risorse personali attraverso i dispositivi mobili che utilizzano per lavorare e che si sono procurati per conto proprio, attraverso diverse politiche Byod, oppure gli sono state a date dall’azienda stessa. Il 22,6% del campione invece su questo tema dichiara una chiusura totale. Da notare che una risposta così alta di sì, indica una forte propensione alla ‘liberalità’ anche presso le aziende medio-grandi, che ricordiamo sono il 63,5% degli intervistati (analisi risposta alla domanda 3).

 

• Andando ad approfondire quali sono le risorse/servizi IT personali accessibili, non c’è nessuna sorpresa nel constatare che sia la posta elettronica a risultare prima con un indice pari al 92,3%. Le sorprese arrivano subito dopo: al secondo posto si registra la navigazione internet con applicazione di filtri con il 56,9%; mentre al terzo posto, ma in pratica a un’incollatura dal secondo classificato, con il 55,4% si collocano i servizi cloud di memorizzazione dati/immagini/video, ovvero DropBox e similari.
Una dicotomia sorprendente; dalle risposte sembra emergere che più della metà aziende intervistate siano preoccupate del fatto che le loro persone possano andare a visitare siti ‘compromettenti’, e questo è positivo, e che quasi altrettante si sentano invece tranquille sul fatto che i loro collaboratori abbiano un facile accesso a risorse cloud di condivisione dati. Ambienti dove con molta facilità possono essere inserite in modalità non autorizzata delle informazioni aziendali. La contraddizione che emerge in questo caso è piuttosto evidente. Le voci successive parlano di un accesso internet totalmente libero nel 52,3% delle risposte, a qualsiasi social network al 36,9%, e solo ad alcuni di questi nel 23,1% dei casi (analisi risposta alla domanda 4; erano previste risposte multiple).

 

• Il Byod nelle sue diverse accezioni è un fenomeno più diff’uso di quanto si pensi per quanto riguarda sia smartphone che tablet. Intendiamoci, rimangono in maggioranza le aziende che acquistano direttamente i device da consegnare poi ai loro collaboratori: 50% nel caso degli smartphone e il 42,9% dei tablet. Ma il Byod puro (32,1% smartphone e 28,6% tablet) risulta molto forte anche rispetto al Byod controllato (i device acquistati dagli utenti devono rispondere a determinate linee guida fissate dall’azienda: 12,5% per smartphone e 16% per i tablet) e al Byod ristretto (i collaboratori possono acquistare un device tra quelli selezionati dall’azienda: 5,4% smartphone e 12,5% tablet).
Da notare che il Byod è più consentito tra i tablet che non tra gli smartphone, un risultato che sovverte il senso comune percepito generalmente su questo tema (domanda 5).

 

• Il dipartimento IT rimane il principale attore che compie le decisioni di acquisto sul fronte dei device per il mobility computing, ma si registrano notevoli differenze nei tre distinti casi: notebook e altri pc portatili, smartphone e tablet.
Nell’acquisto dei sistemi più tradizionali la decisione del dipartimento IT conta al 58,% (a seguire: amministrazione 18,9%; ufficio acquisti 9,4%; 7,5% divisioni/linee di business); mentre nel caso di smartphone e tablet cresce di molto il ruolo decisionale, in genere autonomo rispetto al dipartimento IT, delle divisioni e delle linee di business. Al terzo posto con il 19,8% nel caso degli smartphone, e al secondo posto con il 22,6% nel caso dei tablet. Parallelamente cala l’incidenza del Dipartimento IT anche se rimane al primo posto: smartphone al 41,5% e tablet al 39,6%; l’incidenza degli altri attori rimane sostanzialmente invariata in tutte e tre i casi (analisi comparata risposte a domanda 6).

 

• Andando a vedere quali tipologie di utenti utilizzano in azienda smartphone e tablet non si registra una grande sorpresa. Vincono naturalmente i dirigenti e i top manager in entrambe i casi (83,8% smartphone e 81,1% per i tablet). Negli smartphone seguono: l’ufficio vendite 81,5%; responsabili linea/funzione 78,1% e tutti al 77,4%; l’ufficio marketing è solo settimo al 72%. L’ufficio marketing balza invece al secondo posto, con il 60%, nel caso dei tablet, seguito dall’ufficio vendite al 51,9% e da tutti al 48,4%. Da notare infine che a parte i top manager e i dirigenti, dove i dati di utilizzo sono in pratica allineati per quanto riguarda smartphone e tablet, nelle categorie che si posizionano dal secondo posto in poi si registra una marcata distanza, tra il 18% e il 14%, che mette in vantaggio gli smartphone rispetto ai tablet. In ogni caso le risposte a questa domanda, torniamo a ripetere, non rappresentano una sorpresa (analisi risposte domanda 7; erano previste risposte multiple).

 

• La maggior parte degli intervistati, il 51,9%, non ha implementato un sistema di Mobile Device Management. Tra questi risultano esserci anche un gran numero di aziende medio-grandi, visto il peso che queste hanno (63,5%) tra le aziende intervistate (risposta alla domanda 8).

 

• Meno della metà delle aziende hanno dichiarato che in caso di malfunzionamento di un device come smartphone o tablet è il Dipartimento IT a occuparsi delle manutenzione degli stessi. I sistemi informativi rimangono al primo posto, ma sono seguiti dai fornitori di device, dagli utenti possessori dei device (casi Byod) e da outsourcer esterni. In questo caso i dati tra smartphone e tablet sono praticamente allineati. Da notare invece che diverse aziende forniscono comunque un servizio di supporto ai propri utenti aziendali anche nel caso che al loro interno vengano adottate diverse tipologie di politiche Byod (risposta alla domanda 9).

 

• Infine non poteva mancare un riferimento al posizionamento dei diversi sistemi operativi mobile nelle aziende intervistate. Anche qui poche sorprese. Risulta primo Android con l’86,5%, seguito da iOS al 71,2% e quindi BlackBerry al 48,1%; infine Windows Phone/Windows 8 al 42,3%. La quota riservata ai sistemi operativi del mondo Microsoft risulta essere consistente. La grande domanda però è: nei prossimi 12/24 mesi cosa faranno gli utenti che oggi sono ancora con BlackBerry? Lo capiremo nei prossimi tempi (risposta alla domanda 10; erano previste risposte multiple).


Conclusioni
Come detto all’inizio dell’articolo, i dati emersi da questa ricerca ci dicono che è quanto mai urgente che le aziende italiane affrontino in questo 2014 il tema della governance dei sistemi mobile in azienda, prima che la situazioni gli sfugga completamente di mano. Il fatto che oltre la metà degli intervistati non abbia ancora adottato un sistema di Mobile Device Management è un indice di sottovalutazione del problema. Certo, forse le soluzioni che oggi sono presenti sul mercato sono poco conosciute, o in qualche caso non sono giudicate allineate con le proprie esigenze, ciò non toglie però che il tema della governance, magari anche attraverso soluzioni alternative ai sistemi MDM, debba ormai essere messo urgentemente all’ordine del giorno… Soprattutto dall’IT se vuole mantenere, attraverso una partnership intelligente con le altre aree aziendali, il controllo del fenomeno.

 

LE DOMANDE
1. Negli ultimi 12 mesi la sua azienda/ente ha introdotto i seguenti sistemi mobili? (risposte multiple)
2. Nei prossimi 12 mesi, la sua azienda/ente ha intenzione di introdurre al suo interno i seguenti sistemi mobili? (risposte multiple)
3. E’ previsto che i collaboratori della sua azienda/ente possano accedere a risorse/servizi IT personali attraverso i dispositivi mobili che utilizzano per lavorare?
4. Quali delle seguenti risorse/servizi IT personali sono fruibili dai collaboratori della sua azienda attraverso i dispositivi mobili che utilizzano per lavorare? (risposte multiple)
5. Per quanto riguarda l’adozione di smartphone e tablet, qual è la politica Byod o non Byod che avete adottato?
6. Chi nella sua azienda decide principalmente gli acquisiti dei device per il mobility computing?
7. Quali tipologie di utenti oggi in azienda sono abilitati a lavorare con sistemi smartphone e tablet? (risposte multiple)
8. Avete implementato una soluzione di Mobile Device Managament?
9. Chi si occupa della manutenzione/supporto di smartphone e tablet non funzionanti?
10. Quali sistemi operativi mobile sono presenti nella vostra azienda? (risposta multipla)

 

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