Estate 2020
Servizi
 

14/01/2014

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La cura e la garanzia dell'affidabilità

Nel nascente mercato italiano dei servizi cloud questo concetto diventa ancora più importante

L’affidabilità, concetto caro agli uomini dell’IT da sempre, diventerà un fattore ancora più importante nel mercato dei servizi cloud che oggi sta finalmente partendo anche in Italia. Non si può infatti prescindere che un servizio erogato da remoto non sia più che affidabile per un’azienda che ognigiorno deve stare sul mercato per fare business con i suoi clienti. L’affidabilità nell’IT è nato come un concetto tecnologico, ma oggi non è più solo un concetto tecnologico e quindi le cose da verificare sono molte anche sotto il profilo della solidità di chi propone sistemi e servizi, o della stabilità politica dei Paesi da cui i servizi vengono erogati. L’adabilità è ancora di più  nei contesti cloud una catena, dove entrano in gioco più fornitori appunto ‘concatenati’ tra di loro, e come si sa un anello debole rischia di rompere la coesione generale e inficiare il lavoro di tutti. Qui di seguito vi proponiamo un breve viaggio alla scoperta del concetto di affidabilità così come viene interpretato da fornitori tecnologici di diversa natura: produttori di hardware di base e fornitori di servizi cloud eterogenei, aziende multinazionali e realtà italiane specializzate in specifici ambiti. Questo anche per capire come il concetto di adabilità si  trasferisce poi nel documento più importante, ovvero... il contratto di acquisto di un prodotto o di un servizio.


Mercato, a che punto siamo
La prima domanda fatta ai nostri intervistata è quindi stata: Come giudicate lo stato del nascente mercato dei sevizicloud in Italia anche alla luce dell’esigenza di adabilità da parte di aziende utenti e cloud service provider? “Dopo i primi periodi in cui le aziende
hanno testato con circospezione le soluzioni cloud, soprattutto per vedere se quanto promesso in termini di scalabilità, flessibilità e misurabilità dei costi e degli investimenti fossero in linea con le attese, oggi ritengo si possa dire di  essere giunti a una prima fase di maturazione dei servizi cloud – aff‹erma Andrea Bertoldo, responsabile servizi cloud per Europa e America Latina di BT Global Services. Un percorso che vede in Italia, le grandi aziende più avanti delle PMI, e il private cloud più di‹ffuso di quello pubblico. Stiamo assistendo alla crescente migrazione in ambientecloud di applicazioni critiche come ad esempio ilmessaging, servizi svincolati da quelli core IT che oggi dimostrano un alto grado di adabilità, sia in termini di sicurezza che di disponibilità del servizio”.
“Il mercato italiano è a nostro giudizio abbastanza giovane ma c’è sempre più attenzione
da parte delle grandi, medie e piccole aziende nei confronti delle soluzioni cloud,
oggi accessibili senza per forza attivare forti investimenti – sostiene Dario Pardi,
vicepresidente Emea global markets di Hitachi Data Systems. Non è un caso che alcuni tra i maggiori operatori telefonici e internet provider, già presenti sul mercato, stiano incentivando fortemente l’o‹fferta di cloud privato per le piccole e medie imprese. Come Hitachi Data Systems, in Italia, indirizziamo il segmento Enterprise in forma diretta e su tale settore proponiamo soluzioni per abilitare il cloud privato. Per quanto riguarda il contesto SME/SMB, Hitachi Data Systems punta sulla propria o‹erta cloud sfruttando il proprio canale (forma indiretta) e si distingue per il fatto di creare una strategia sinergica per il canale che abbina vendita di prodotti on-premises con l’o‹erta cloud. In questo aspetto la nostra azienda si di‹erenzia dai cosiddetti cloud provider puri. In maniera più specifica, il rivenditore HDS ha a disposizione un portale da cui compra le risorse (CPU, storage, ecc.) ed ha un catalogo da cui attingere i servizi che possono essere poi rivenduti ai clienti finali”.
“Se guardiamo al mercato del cloud, l’Italia gioca attualmente un ruolo da follower, posizionandosi purtroppo ancora indietro rispetto al mercato europeo, sia in termini di domanda che di o‹fferta – racconta Claudio Barbuio, cloud & presales country director, HP Italiana. Nel nostro Paese attualmente sono le grandi e medie imprese che stanno facendo il mercato, con le PMI che giocano ad ora solo un ruolo marginale, diversamente da altri Paesi, dove sono state il cuore della trasformazione e della spina all’adozione. L’affidabilità rappresenta un elemento chiave anche quando si parla di cloud, sebbene que-
sto concetto venga spesso ricondotto al tema dell’automazione, che rappresenta
un tassello fondamentale se si pensa alla trasformazione che il cloud impone
proprio in termini di  processi di business e orientamento al servizio, abbattendo le criticità legate a interventi manuali e non standardizzati. Attualmente, purtroppo, l’IT è
ancora percepito come un supporto al business, non ancora come una leva strategica di innovazione”.
“Il mercato del cloud in Italia è sicuramente in crescita: come ricordato da Boston Consulting Group al recente Oracle Cloud Applications Day, a fine 2012
esso valeva 419 milioni di euro ed è destinato a cre-scere fino a 1,4 miliardi nel 2015 – dichiara Giovanni Ravasio, country leader Applications, Oracle Italia. Quello che notiamo è che ultimamente le aziende sembrano meno preoccupate rispetto all’affidabilità dei servizi cloud, rassicurate da un lato dall’opera educativa svolta dagli operatori del settore e dall’altro dalle sempre più numerose testimonianze di cui si ha eco sul mercato in merito a organizzazioni che in ogni industria stanno conducendo senza sostanziali problemi di sicurezza – ma al contrario con importanti risultati – i loro progetti nel cloud. Anche que-sto è emerso chiaramente dalle riflessioni condivise dalle aziende utenti intervenute a Oracle Cloud Applications Day”.
“In Italia le aziende si stanno muoven-do lentamente verso l’adozione di soluzioni cloud, ma in ogni caso lo stanno facendo e riconoscono la virtualizzazione come una possibilità concreta di miglioramento del proprio sistema informativo – è l’opinione di Stefano
Osler
, CEO di Wildix. I dati di crescita dell’ultimo anno in questo settore sono positivi e siamo sicuri che proseguiranno in questa direzione. Il cloud sicuramente può essere ritenuto un servizio affidabile, che snellisce i processi decisionali delle aziende e aumenta l’efficacia e l’efficienza dei servizi. Grazie al cloud, questi ultimi saranno più semplici da installare e gestire. Inoltre, progressivamente, provider, vendor e anche aziende utenti acquisiranno maggiore esperienza e competenza in materia, chiarendo sempre più gli obiettivi da raggiungere e il modello più adatto per ciascun contesto”.

 

I fattori che determinano l’affidabilità
A questo punto diventa importante capire come si concretizza il concetto di adabilità dei diversi attori in gioco. “L’off‹erta cloud di HP comprende tre macro-elementi, quali cloud privato, managed cloud e virtual private cloud, e infine cloud pubblico: HP Cloud Services
– racconta Barbuio di HP. Alla base dell’adabilità di questa off‹erta di ampio respiro c’è l’architettura HP Cloud System Matrix, strutturata a tre livelli (supply, delivery e demand) per o‹rire il massimo standard di servizio per le specifiche esigenze del cliente. A livello infrastrutturale, HP Cloud System Matrix si appoggia su HP Converged Infrastructure
e garantisce sicurezza, scalabilità, standardizzazione dei processi e automazione, che si traducono in completa adabilità. Che si tratti di private cloud, managed cloud e virtual private cloud, oppure di cloud pubblico, HP mette a disposizione la stessa infrastruttura aggiungendo livelli di servizi di tipo enterprise, frutto della pluridecennale esperienza
dell’azienda nell’ambito dei servizi”.
“Oracle propone il più completo portafoglio di soluzioni per cloud pubblici, privati e ibridi, coprendo tutti gli ambiti IaaS, PaaS e SaaS per soddisfare qualunque esigenza tanto delle aziende utenti quanto dei cloud service provider – spiega Ravasio di Oracle. L’affidabilità della proposta Oracle si esprime su più livelli: viene garantita dalla sicurezza logica del nostro software, ma anche dalla avanzata sicurezza fisica dei siti da cui vengono erogati i
nostri servizi cloud e dall’isolamento delle relative connessioni di rete. A questo proposito, va notato infatti che gli 11 data center da cui vengono erogati i servizi cloud di Oracle sono certificati secondo i più rigidi standard di sicurezza e di rete. O‹ffriamo inoltre un supporto globale ai nostri clienti, tramite 15.000 persone impegnate nel mondo 24 ore al
giorno, 7 giorni su 7”.
“La nostra off‹erta cloud è rappresentata dalla soluzione Kite, pensata per le aziende – dichiara Osler di Wildix. Si tratta di uno strumento di comunicazione e marketing, basato sulla tecnologia WebRTC, che permette ai clienti di entrare in contatto direttamente con l’azienda, in modo veloce, semplice, gratuito e sicuro. Kite, infatti, collega il web alla piattaforma di unified communication, permettendo di interagire con le persone tramite browser, senza installare software o registrarsi ad alcun servizio. Con Kite si gestisce, attraverso il cloud, tutta la comunicazione aziendale, consentendo ai singoli utenti di vedere lo stato di presence degli altri, e‹ettuare chiamate e videochiamate, oltre a fornire servizi avanzati di customer service e assistenza. È inevitabile che l’introduzione di un’innovazione come Kite cambi radicalmente il modo di comunicare e le abitudini
quotidiane in ambito lavorativo”.
“Sinteticamente possiamo a‹ffermare che l’adabilità è garantita dall’architettura enteprise delle nostre soluzioni e dall’aver standardizzato e reso facilmente replicabili i moduli della nostra infrastruttura cloud – a‹fferma Pardi di Hitachi Data Systems. In maniera più dettagliata, i servizi che Hitachi propone, sono basati su una piattaforma altamente standardizzata di cloud services declinata per erogare servizi IaaS e SaaS al mercato. La piattaforma cloud e il modello di go-to-market sono stati sviluppati e già implementati da un paio d’anni nell’area Asia & Pacific (in sei di‹fferenti nazioni) e negli Stati Uniti. I servizi
sono attualmente in implementazione in Europa, e in Italia saranno disponibili a partire dal 2014. Sono diverse le caratteristiche che ci hanno portato al successo nei mercati asiatici e americani per questo tipo di o‹erte, in particolare citiamo l’intera infrastruttura di classe enterprise (server, storage, network, application); l’utilizzo di data center locali
certificati Itil e a bassa latenza, con forte presenza di personale di supporto; oltre alla disponibilità diff‹erenti scenari di connettività per aderire alle specifiche necessità dei clienti”.
“L’o‹erta cloud di BT sia essa rivolta alle aziende o ai provider , che nel nostro caso sono prevalentemente VAR, basa la propria adabilità su una infrastruttura geografica distribuita e ridondata, con carichi di lavoro distribuiti in modo flessibile che garantiscono la realizzazione del servizio – dichiara Bertoldo di BT Global Services. Per quanto concerne la sicurezza c’è da rimarcare che i nodi dell’infrastruttura dei servizi sono ospitati in 19 data
centre che BT ha selezionato a livello globale (perlo più Tier IV) per le elevate capacità in termini di sicurezza fisica e logica. Completano il servizio il portale di gestione e il motore di automazione centralizzati che garantiscono il controllo e la gestione unificata delle risorse. Le soluzioni cloud di BT hanno inoltre embedded un servizio virtualizzato di firewalling, che è possibile configurare per la gestione di reti multilivello”.

 

La definizione contrattuale
“Fra i parametri che di‹erenziano il valore dei vari servizi ci sono diversi SLA concordati contrattualmente – dichiara Pardi di Hitachi Data Systems. L’eventuale mancanza di rispetto degli SLA viene ripagata con l’utilizzo gratuito della piattaforma corrispondente percentualmente al mancato rispetto del valore pianificato contrattualmente. Al momento non abbiamo notizia, grazie alla stabilità delle piattaforme utilizzate, di clienti che abbiano
usufruito di servizi ‘riparatori’”.
“Gli SLA proposti da Oracle sono al vertice del settore (99,5%), con un Recovery Point Objective che fa sì che in caso di problemi non venga persa mai più di un’ora di dati e con un Recovery Time Objective che garantisce che i sistemi, in caso di evento avverso, tornino funzionanti entro 12 ore al massimo – spiega Ravasio di Oracle. Per assicurare l’alta affidabilità dei nostri servizi, ci assicuriamo che le nostre strutture dispongano costantemente di elevati livelli di potenza energetica e siano tutte dotate di avanzati sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria. I servizi Oracle Cloud,
inoltre, sono tutti erogati con configurazioni che garantiscano la massima disponibilità, in modo da riuscire così a rispettare stabilmente i nostri SLA del 99,5%”. 

“La soluzione Kite o‹re garanzie di adabilità e sicurezza, così come, in generale, quella di unified communication, che ormai è anch’essa web based – racconta Osler di Wildix. Le aziende clienti possono fare adamento sulla nostra consolidata esperienza nel settore e sulla forza del nostro team di ricerca e sviluppo, il quale lavora costantemente
sull’aggiornamento delle tecnologie e sull’evoluzione dei diversi servizi e prodotti. Siamo convinti che i servizi in cloud, nei futuri sviluppi, potranno o‹ffrire lo stesso grado di qualità e sicurezza di quelli on premise, garantendo una gestione dell’architettura più veloce e una migliore ottimizzazione delle risorse. A questo aggiungiamo che il cloud, comunque,
non può essere la ‘panacea di tutti i mali’, ma sicuramente contribuisce a migliorare agilità, flessibilità e scalabilità dell’IT aziendale”.
“Siamo molto confidenti sulla adabilità dei nostri servizi cloud – sostiene Bertoldo di BT Global Services - tanto da prevedere performance di assoluto livello anche in fase contrattuale. Un esempio? La disponibilità dei servizi cloud di BT è pari al 99,95%”.
“I livelli di adabilità vengono garantiti all’interno del Service Level Agreement e possono variare a seconda della tipologia di cloud che viene adottato e sono negoziabili – racconta Barbuio di HP. Se si pensa al private cloud, ad esempio, il livello di affidabilità vede come unico limite il budget disponibile e può essere ulteriormente incrementato attraverso
il ricorso a HP Converged Cloud, che consente di appoggiarsi sul cloud pubblico. Se si guarda, invece, a HP Cloud Services lo SLA garantisce il massimo livello dell’industria, con un orientamento enterprise. Basti pensare che solitamente la disponibilità media del mercato è del 99,9% mediata su base annuale, mentre quella o‹erta da HP Cloud Servi-
ces è di 99,95%, mediata su un mese. L’esperienza consolidata di HP in termini contrattuali, di servizi e penali è pervasiva dell’intera o‹erta cloud di HP e rappresenta una garanzia per i clienti”.

 

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