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20/05/2015

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Stampa 3D: la crescita guarda agli ambiti professionali

Studi e ricerche all’unanimità stimano tassi di sviluppo ‘vertiginosi’ per il periodo 2015-2018. E non saranno solo i maker a guidare l’espansione del mercato

In primavera, oltre agli alberi e ai fiori, fioriscono anche i rapporti e gli studi che fotografano i valori economici di determinati mercati alla fine dell’anno precedente. Anche il settore della stampa 3D non si sottrae a questa consuetudine e nelle scorse settimane sono stati pubblicati due autorevoli rapporti da Wohlers Associates (www.wohlersassociates.com) e da Canalys (www.canalys.com), che si affiancano a quelli invece rilasciati da altre società come Gartner Group, Pricewaterhouse Coopers (PwC) e IDC. Anche se con scarti ancora notevoli, dovuti alla novità di un mercato che sta vivendo un’evoluzione molto rapida e alla scarsità di dati storici, le conclusioni risultano tuttavia molto simili. Se il valore di questo segmento per il 2015 è stimato tra i 3 e i 4 miliardi di dollari, i diversi studi guardano a una crescita impetuosa che entro il 2018 dovrebbe portare il valore a raggiungere un cifra compresa tra i 13 e i 20 miliardi di dollari. Ovvero, dalle quattro alle sette volte in più di quanto si dovrebbe registrare quest’anno!

 

Valutazioni a confronto

Il “Wohlers Report 2015. 3D printing ad Additive Manufacturing State of the industry”, considerato la ‘Bibbia’ della fabbricazione additiva e giunto alla sua ventesima edizione, offre un quadro dettagliato dell'industria della produzione additiva in tutto il mondo.
Il primo Wohlers Report, di 40 pagine, pubblicato nell'aprile 1996 quando l'industria della stampa 3D valeva appena 295 milioni dollari, ha rappresentato la prima analisi di questo settore elaborata a livello mondiale. Molto è cambiato in 20 anni. Passare da 295 milioni a 4,1 miliardi dollari significa che quello che una volta era una curiosità tecnologica utilizzata per la prototipazione da un ristretto numero di progettisti, oggi è diventato un vero settore industriale. Secondo Wohlers, il mercato mondiale della stampa 3D (composto da tutti i prodotti e servizi di manifattura additiva) è passato dai 3,07 miliardi di dollari del 2013 ai 4,1 miliardi dollari di fatturato globale nel 2014, crescendo a un tasso annuale composto (CAGR) del 33,8% negli ultimi tre anni (2012-2014). Raggiungerà i 6 miliardi di dollari nel 2016, 12,8 miliardi nel 2018 e supererà i 21 miliardi nel 2020.
La crescita si è verificata in tutti i segmenti di macchine e in tutti i settori applicativi, dai sistemi di produzione per parti metalliche basati su stampanti industriali per produzione additiva di metalli per applicazioni in campo aerospaziale e medico, alle più economiche stampanti per materie plastiche. Nel 2014 49 produttori di stampanti 3D industriali di 13 diverse nazioni hanno venduto 12.850 sistemi di produzione additiva, mentre centinaia di produttori di minori dimensioni hanno consegnato 140.000 stampanti 3D desktop con prezzi inferiori ai 5.000 dollari. Il mercato delle stampanti al di sotto dei 5.000 dollari è stato particolarmente vivace ed è aumentato dell’82,5%. Le macchine con un prezzo inferiore ai 10.000 dollari rappresentano il 75% del fatturato. La maggior parte di queste stampanti sono acquistate dalle aziende per progettazione, modellizzazione e prototipizzazione, o da istituzioni educative (scuole, università e centri di formazione). Una percentuale molto minore va a maker, hobbisti e amanti del ‘do-it-yourself’ (DIY). Anche se, secondo uno studio di McKinsey, il mercato delle stampanti 3D per i maker è cresciuto in termini di valore dal 200% al 400% all’anno tra il 2007 e il 2011, attualmente il mercato si sta spostando dalle stampanti di fascia bassa a quelle di fascia alta, dall’uso amatoriale a quello professionale. Secondo il rapporto di Canalys, il mercato della stampa 3D (che include stampanti, materiali e servizi) valeva 2,5 miliardi di dollari nel 2013 e 3,3 nel 2014 e raggiungerà i 5,2 miliardi nel 2015 e i 20,2 miliardi nel 2019. Dal 2014 al 2019 è previsto un CAGR del 44%. Nel 2013 sono state vendute 82.500 stampanti (di cui circa 10.000 modelli industriali, con 348 stampanti per metalli) e 133.000 nel 2014. Nel quarto trimestre del 2014 il fatturato totale di questo mercato ha superato per la prima volta il miliardo di dollari in un solo trimestre, e sono state vendute 41.000 stampanti 3D. Il continente americano rappresenta il 42% del mercato mondiale, Europa e Africa il 31%, Asia e Pacifico il 27%.

 

Le tecnologie di stampa 3D preferite

La maggiore crescita ha riguardato le tecnologie di estrusione (come Fused Deposition Modeling), ma in futuro si prevede una maggiore diffusione della stereolitografia, grazie alla disponibilità di macchine con prezzi abbordabili anche per le piccole aziende. La produzione di parti metalliche diventa sempre più popolare e il numero delle stampanti 3D per metalli vendute a livello mondiale sono passate da 198 unità nel 2012 a 348 nel 2013 e oltre 500 nel 2014, con un aumento annuale di oltre il 70%. Secondo Gartner Group, nel 2015 verranno vendute oltre 200.000 stampanti 3D, con un aumento del numero di unità di quasi il 100% rispetto al 2014, e tra il 2015 e il 2018 il mercato continuerà a raddoppiare ogni anno. McKinsey ha stimato che le varie applicazioni della stampa 3D hanno il potenziale per generare un impatto economico da 230 a 550 miliardi all’anno entro il 2025, con l’impatto maggiore provocato dai prodotti di consumo, seguiti dalla produzione digitale diretta di prodotti industriali. Il mercato della stampa 3D è cresciuto in modo sostanziale negli ultimi anni e sono aumentate le velocità di produzione e la scelta di materiali, sono nate nuove forme di produzione additiva e c’è stata una notevole crescita nel numero di produttori, molti dei quali provengono dall’Asia e dai Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Svizzera) sfidando il predominio dei tradizionali Paesi produttori come USA e Germania. Le applicazioni della stampa 3D hanno iniziato a espandersi dalla prototipazione alla produzione di prodotti finiti e parti di ricambio dei prodotti più disparati, come, esempio curioso,‘orecchi bionici’ che consentono di sentire frequenze non percepibili dagli orecchi umani; ma anche parti di motori, componenti per l’edilizia, gioielli e stampanti per decorare le torte e preparare le pizze.

 

Le mosse dei ‘grandi’

La stampa 3D sta diventando rapidamente l’ultima rivoluzione industriale, e poiché quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, Hewlett-Packard ha annunciato che presenterà la sua prima stampante industriale Multi Jet Fusion nel 2016, Ricoh distribuisce in Europa le stampanti olandesi LeapFrog, mentre commercializzerà le proprie stampanti entro un paio d’anni, Canon distribuisce 3D Systems e presto venderà i propri prodotti, mentre sembra che anche Epson entrerà in questo mercato a partire dal 2017. Intel fornirà i microprocessori i7 per le stampanti di HP, e implementerà le sue fotocamere 3D RealSense negli smartphone e nei tablet, dotando questi dispositivi della capacità di eseguire scansioni 3D per permettere in un prossimo futuro ai consumatori di generare i propri contenuti 3D in mobilità.

 

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