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04/09/2015

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La corsa del software testing

La quinta edizione dell’Italian Software Testing Forum – STF - svoltasi a Milano lo scorso giugno ha messo al centro diversi temi proponendo tutorial e case study

Oltre 70 partecipanti nelle giornate di tutorial e oltre 500 in quella della conferenza, con partecipanti equamente suddivisi tra aziende utenti finali (banche, assicurazioni, industria, trasporti, telecomunicazioni, pubblica amministrazione) e system integrator. Sono questi alcuni numeri della quinta edizione dell’Italian Software Testing Forum (www.swtestingforum.org/it/), la manifestazione organizzata dall’ITAlian Software Testing Qualifications Board (ITA-STQB) dal 15 al 17 giugno a Milano con l’obiettivo di dare spazio a stato dell’arte, tecnologie, soluzioni ed esperienze per arrivare alla massima qualità di prodotti e servizi software intensive tramite nuovi approcci organizzativi, metodologici e tecnologici. “Possiamo senz’altro affermare che si è trattato di un successo per quella che è ormai la più grande manifestazione in Italia sul tema del software engineering, con sponsor di grande valore sia fronte consulenza che prodotto, e un programma di sostanza che è riuscito ad attrarre e interessare il pubblico per le intere giornate in un periodo in cui è sempre più difficile sottrarre tempo alla produttività in azienda”, commenta Gualtiero Bazzana, presidente di ISTQB a livello mondiale e di ITASTQB a livello italiano.

 

I temi affrontati
Partendo dai tutorial, l’attenzione è stata focalizzata principalmente su tematiche legate alla stima e al controllo dei progetti proprio quando argomenti quali conti economici e ritorno degli investimenti (ROI) ricevono particolare attenzione, assieme a tecniche di risk management, metriche di testing e applicazione del tutto in un contesto Agile. La conferenza ha dal canto suo dato spazio sia a case study che all’evoluzione di piattaforme e prodotti. “Sul primo versante - continua Bazzana - abbiamo avuto esperienze come quella di Credem che, supportata da Alten, ha illustrato un’applicazione di testing nel contesto mobile. BNL ha invece presentato un’esperienza pluriennale relativa all’evoluzione del proprio centro di competenza sul testing, supportata da Capgemini mentre Telecom Italia ha illustrato assieme a Clariter l’applicazione del crowd testing e di come far quindi svolgere il test finale a persone in rete. Infine Almaviva ha parlato di gestione del testing nei progetti di grandi dimensioni ed Emerasoft ha fornito un’interessante analisi delle sfide poste dalle nuove tecnologie e di come poterle affrontare con successo”.
Passando alle piattaforme, gli interventi di Micro Focus, Microsoft, HP, CA Technologies e IBM hanno sostanzialmente messo al centro i temi DevOps, dell’automazione dei test e delle metodologie Agile. “È stata focalizzata l’attenzione sullo sviluppo incrementale e il continuous delivery abbinato a quelle tecniche Agile che stanno prendendo ormai sempre più piede anche in Italia. Il tutto preceduto da un intervento introduttivo curato da ITA-STQB sull’evoluzione delle certificazioni in ambito testing e sull’impatto del testing sul ROI, dimostrando una crescita di efficienza del 15% dei progetti affidandosi a un test strutturato e personale certificato. Le presentazioni in totale sono state oltre una trentina per una giornata densa e di successo, dimostrato dal fatto che fino alla conclusione sono rimasti oltre l’80% dei partecipanti”, aggiunge Bazzana, affermando come complessivamente il testing rappresenti sempre di più elemento fondamentale per le aziende per lo sviluppo di prodotti e servizi: “A livello mondiale il mercato è cresciuto a un Cagr (tasso di crescita annuale composto) del 10% negli ultimi anni, con una previsione dell’11,5% fino al 2018 per un mercato che ha un giro d’affari di oltre 30 miliardi di dollari. Ma al di là della crescita quantitativa c’è anche quella della maturità delle aziende che si dotano di strumenti appropriati per affrontare fenomeni come quello della pervasività delle applicazioni mobili”.


Presente e futuro
Un altro numero emerso nel corso del forum riguarda la percentuale media di budget IT dedicato alle attività di testing e quality assurance che è passato dal 18% del 2012 al 26% del 2014 con una previsione del 29% per il 2017. “Teniamo poi conto che il 93% dei progetti a livello mondiale oggi parte con metodologie Agile”, sottolinea Bazzana, elencando quindi i diversi trend oggi più importanti fronte software testing: “Oltre al mobile parliamo di cloud e big data/ analytics, che saranno tra i temi sui quali ci focalizzeremo il prossimo anno. Poi ci sono social e Internet of Things, assieme alla sempre maggiore importanza dei test di sicurezza e della garanzia della protezione dati anche durante le attività di test (in base a una prossima normativa europea i dati di test dovranno essere completamente anonimizzati). E uscendo dall’IT, si parla di testing nel mondo della telematica e dell’automotive, con grandi investimenti in ricerca e sviluppo considerato l’aumento di utilizzo di software a bordo non più solo di aerei e treni ma anche delle autovetture, che comprende da un lato navigazione, centralina e dall’altro sicurezza attiva e passiva e infotainment. Arrivando in generale a un’automazione delle attività di test e a una modalità as a service e guidato dalle competenze di dominio”. ISTQB si propone di seguire tutti questi filoni, evolvendo da una struttura che ha permesso di eseguire oltre 540.000 esami (18.300 nel primo trimestre di quest’anno) e 400.000 (13.400) certificazioni a livello mondiale in continua crescita, a un’adozione di pratiche sempre più evolute che hanno visto il recente lancio di uno specifico modulo di certificazione dedicato ad Agile, registrando un successo superiore alle aspettative con certificati rilasciati in oltre 100 Paesi e una previsione di oltre cinquemila esami da svolgere nel 2015 per il solo tema ‘Agile Tester’. “A breve avremo quindi sillabi su mobile, automazione, performance e usabilità, tutti temi specialistici richiesti dal mercato. E sull’automotive uscirà il primo modulo di certificazione specifico per dominio, che ci permetterà di rimanere leader incontrastati in ambito testing”, continua Bazzana. Sono in definitiva cinque i settori sui quali il testing richiede specializzazioni molto spinte: difesa/aerospazio, ferroviario, farmaceutico e apparati medicali, TLC e appunto automotive. “Abbiamo deciso di investire su quest’ultimo perché ha un livello basso di storicità e competenze pregresse sul mondo testing. Sta diventando sempre più dominato dall’elettronica ed è possibile migliorare moltissimo l’ottimizzazione del software”, conclude Bazzana. Chi non ha potuto assistere alla sessione plenaria della quinta edizione dell’Italian Software Testing Forum può rivedere le presentazioni in streaming sul sito www.swtestingforum.org/it/.

 

 
TAG: Sviluppo

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