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Applicazioni - Mobile/Wireless
 

16/09/2014

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La Business Intelligence su tablet e smartphone

Le imprese italiane dimostrano una forte attenzione al tema applicativo dell’analisi dei dati aziendali fruibile dai nuovi dispositivi della mobility. Non mancano però dubbi sulle funzionalità utilizzabili con efficacia dal personale operativo.

Nei prossimi due anni lo scenario di utilizzo della business intelligence nelle aziende italiane è destinato ad arricchirsi in modo sostan-ziale grazie all’irrompere del fattore mobile in ogni realtà di qualsiasi dimensione e di qualsiasi settore. È questo il risultato principale che emerge dall’indagine che Office Automation ha svolto per la rubrica Business Strategy, un appuntamento fisso ormai che propone ai lettori un confronto realizzato con un’indagine a campione su manager ICT di aziende utenti focalizzate su diversi temi IT che stanno affrontando o che prevedono di affrontare a breve. La rivoluzione del mobility computing negli ambienti enterprise sta interessando sempre più aziende, e uno dei temi applicativi che per primo converge sulle nuove piattaforme mobili come smartphone e tablet è proprio la business intelligence. La ricerca è quindi nata dalla curiosità di capire in che modo le imprese del nostro Paese stanno sempre più pensando a realizzare una business intelligence in mobilità, d’ora in poi anche Mobile BI; quali aspettative hanno in merito alla possibilità di rendere facilmente accessibili e fruibili i risultati delle analisi sui dati di business grazie all’utilizzo di piattaforme che rispondono alla logica ‘any time any where’; ma anche come si conciliano questi obiettivi con le policy di utilizzo di smartphone e tablet in azienda – Byod, non Byod e le altre soluzioni intermedie tra queste due posizioni radicali che sono state adottate o che sono in corso di adozione. Per capire queste cose abbiamo configurato, come sempre, un questionario online a cui abbiamo invitato a partecipare una vasta popolazione di responsabili di aziende utenti che hanno a che fare con il tema business intelligence. Hanno raccolto il nostro invito a rispondere alle nostre domande, e per questo li ringraziamo, 140 professionisti prevalentemente di aziende o enti della PA medio/grandi; i dati sono stati raccolti durante il mese di aprile 2014. Vediamo quindi nel dettaglio i risultati emersi dall’indagine.

 

Dati e considerazioni

1. La prima domanda non poteva che indagare su quanto il tema della Mobile BI sia oggi prioritario nelle aziende che abbiamo intervistato. Tra le cinque opzioni date – alta, medio alta, media, medio bassa e bassa – la prima ha registrato il 16% delle risposte e la seconda il 27%. In definitiva quindi si può dire che oggi ben il 43% del campione intervistato sta approntando un business case, sta progettando o addirittura sta lavorando a un progetto che prevede la fruizione dei risultati delle analisi dei dati aziendali su piattaforme quali smartphone e tablet.
Data questa prima evidenza, abbiamo però comunque voluto approfondire in che tempi il restante 57% del campione (coloro che hanno risposto, priorità media, media-bassa e bassa) penserà di affrontare il tema Mobile BI nella propria realtà. Il 10% di questo sottoinsieme del campione ha dichiarato che prenderà in considerazione l’adozione di soluzioni di Mobile Bi entro un anno (indicativamente quindi prima di aprile 2015). Il 45% ha invece espresso questa intenzione pianificando il tema tra uno e due anni, e il rimanente 45% sposta questo appuntamento oltre i due anni. Complessivamente si può quindi affermare che nel giro di 12/18 mesi la Mobile BI sarà comunque, nel complesso delle modalità operative o di studio, un tema all’ordine del giorno di quasi il 50% delle aziende italiane (analisi dei risultati alla domanda 1 e alla domanda 2 dell'indagine).

 

2. A parte questo iniziale approfondimento su un sottoinsieme del campione, l’indagine è poi tornata a coinvolgere il campione nella sua interezza. Definito quanto è prioritario il tema della Mobile BI, è venuto naturale chiedere ai nostri intervistati quali sono le aree che possono trarre i maggiori benefici dall’utilizzo di soluzioni di analisi in mobilità.
Nessuna sorpresa nel registrare il fatto che la prima area è quella del top management (60%). Molte aziende iniziano ad affrontare il tema della mobile Bi proprio per un interesse diretto del CEO che chiede all’IT di ‘vedere’ le sue dashboard non più solo sul pc tradizionale, ma anche sul suo tablet e/o smartphone, quando è in viaggio, in casa e tutte le situazioni possibili. Un approccio che partendo dall’alto ha un’influenza sulla scelta delle funzionalità che poi, secondo il campione, vanno a concretizzare la Mobile BI. Ma questo aspetto lo vedremo più avanti.

Dopo questa prima importante area il campione ritiene che i maggiori benefici della Mobile BI riguarderanno soprattutto: le vendite (57%), il marketing (47%) e, qualcuno forse rimarrà sorpreso, l’area dell’amministrazione/finanza/controllo di gestione (37%). Si è infatti abituati a pensare che i colleghi di questi uffici si muovono poco, ma evidentemente le cose stanno cambiando o comunque la Mobile BI è un tema che interessa molto il CFO o il direttore amministrativo dell’impresa, che a riguardo ha le stesse esigenze degli altri top manager aziendali e del CEO. Interessante anche il 35% registrato alla voce customer care, un livello elevato che dimostra come questa ‘nuova’ linea di business sia chiamata a tempi di reazione sempre più rapidi, proprio sulle gestione delle criticità relative alle operation di questo processo. A livelli più bassi l’interesse verso logistica (25%), produzione (21%) e gestione del personale (10%). Le risposte a questa domanda anche se hanno rispettato le attese hanno comunque lanciato segnali di ‘novità’ (analisi risposte alla domanda 3).

 

3. Qual è quindi il benefico maggiore che vi aspettate dal vostro progetto di Mobile BI? È stata questa la terza domanda rivolta al nostro campione, il quale poteva fornire risposte multiple. La possibilità di prendere le decisioni di business con più rapidità è l’aspettativa principale registrando ben il 64% delle risposte. Evidentemente la ragione che porta le aziende a focalizzarsi su progetti di Mobile BI sta proprio nella possibilità di avere informazioni fresche, focalizzate e certificate immediatamente disponibili senza vincoli di orario e di luogo, grazie alle quali il responsabile coinvolto può procedere nelle sue scelte operative con rapidità. Una seconda aspettativa importante, che ha registrato ben il 56% del campione, è invece quella di permettere un’efficace allineamento dei dati generati dalla business intelligence tra le figure professionali (in gergo gli stakeholder) che hanno interesse intorno a quelle informazioni specifiche. Infine più di un quarto del campione (29%) si aspetta dalla Mobile BI la possibilità di razionalizzare il processo di delivery dei dati. Questa parte del campione confida nel fatto che la Mobile BI possa rappresentare una sorta di passaggio ‘obbligato’ delle informazioni che può consentire di ridurre complessità e/o confusione nella propria realtà (analisi risposte alla domanda 4).

 

4. Facendo un passo in avanti, abbiamo quindi chiesto attraverso quali funzioni della BI, il nostro campione si aspetta di poter prendere più rapidamente decisioni e allineare meglio le informazioni. Le opzioni proposte sono riconducibili a due categorie di funzionalità che corrispondono a due modalità diverse di BI, che oggi coesistono bene insieme nella BI tradizionale. La prima fa riferimento a una BI che fornisce informazioni predefinite, direttamente legate al ‘risultato finale’ generato da un processo automatico; la seconda che invece ‘permette’ un certo grado di libertà e in questo caso si può parlare forse di BI ‘attiva’ o fruibile con un certo grado di personalizzazione individuale. L’unica funzione ‘trasversale’ proposta – il refresh dei dati in real time – pur registrando un buon 45% di consenso, non è però in testa alla lista. A questa domanda erano previste risposte multiple. In testa alla lista invece troviamo tutte funzioni che si rifanno alla logica delle ‘informazioni predefinite’, ovvero: la visualizzazione immediata di ‘allarmi’ (59%); il monitoraggio dei KPI (57%); la possibilità di consultare grafici e report predefiniti (54%). Sono tipicamente le funzioni di interesse per il CEO e il top managenet che devono avere velocemente delle figure che danno l’idea dell’andamento dell’azienda. Inoltre non necessariamente gli utenti ‘top’ hanno la necessità del real time, o del near real time, e questo spiega il valore appena citato in proposito.
Le funzioni che consentono una fruizione più personalizzata delle informazioni di BI ricevono invece consensi minori, anche se comunque sostanziali: la possibilità di creare dashboard dando libertà all’utente come visualizzare i dati registra il 46% dei consensi; la possibilità di svolgere operazioni di ‘drill’ dal dashboard fino al dato di dettaglio il 39%, a pari merito con la possibilità di selezionare dati e applicare filtri agli stessi. Queste sono tipicamente le funzioni utilizzate tutti i giorni sul campo, dalle persone più operative: il venditore che prima di andare a trovare il cliente vuole consultare le situazione aggiornata all’ultimo momento; il responsabile marketing che deve prendere decisioni operative su come riorientare le campagne in corso per centrare l’obiettivo definito...
Questa netta differenziazione tra le due categorie di funzionalità, che si traduce in un gap di consenso che varia dall’8% al 20%, ci dice che la Mobile BI viene vista principalmente per rispondere a esigenze di ‘immediatezza’ informativa, mentre in molti serpeggia il dubbio che le funzionalità più operative, come per esempio il drill sui dati di dettaglio, oggi siano più difficili da implementare su tablet e smartphone (analisi delle risposte date alla domanda 5).

 

5. Dopo aver affrontato i temi più legati alla business intelligence, la ricerca ha fatto un breve passaggio su argomenti più inerenti alla mobility. Per prima cosa è stato chiesto che tipo di politica Byod è stata implementata nelle aziende intervistate. L’opzione bring your own device ‘pura’ ha registrato il 21% dei consensi del campione; sul lato opposto inve-
ce, quello delle aziende ‘No Byod’ il valore emerso è pari al 37%. Tra questi due poli si posiziona con il 16% il Byod ‘controllato’ (l’utente può scegliere un device che supporta delle linee guida dettate dall’IT aziendale); e con il 26% il Byod ‘ristretto’ (l’utente può scegliere il device preferito da una lista di dispositivi preselezionati dall’IT aziendale).
A livello generale si può già dire che le aziende No Byod sono in rapida ‘discesa’, visto che a fine anno diverse ricerche davano questa opzione presente nelle imprese italiane con un tasso superiore al 50%. Questo declino è già stato registrato durante il primo trimestre del 2014. Oggi invece le aziende che utilizzano policy che supportano in diverse modalità l’opzione Byod da questa ricerca emergono al 63%, quasi due su tre. Un risultato significativo tenendo conto anche del fatto che il campione intervistato al 57% è costituito da aziende che hanno oltre 251 collaboratori.
Detto questo però abbiamo fatto la prova del ‘nove’ in relazione proprio al tema Mobile BI con la seguente domanda: Rispetto alle vostre policy Byod/No Byod, gli utenti della Mobile BI saranno supportati allo stesso modo di tutti gli altri o in modalità diversa? Dalla risposta ricevuta sembra che una parte consistente del campione si sia accorta solo dopo che forse l’arrivo di un tema ‘critico e a rischio’ come la Mobile BI forse richiede più attenzione rispetto a scelte Byod ‘troppo liberali’. Questa però è una semplice interpretazione di chi scrive. Sta di fatto però che solo il 59% del campione dichiara che le norme adottate sono e saranno valide anche per gli utenti della mobile BI: probabilmente tutti i NoByod e la gran parte di chi ha scelto un Byod ristretto, ma anche questa è una interpretazione personale. Invece l’altra parte del campione, ben il 41% degli intervistati, dichiara che gli utenti della Mobile BI avranno bisogno di policy ad hoc sull’utilizzo dei dispositivi mobili (analisi delle risposte alle domande 6 e 7).


6. In conclusione la curiosità che ci ha spinto a chiedere al nostro campione una semplice cosa tenendo presente la situazione attuale in ogni realtà e come questa è prevedibile che sia tra un anno. La domanda è semplicemente stata: L’adozione di soluzioni di Mobile BI che impatto ha oggi, e avrà tra un anno, sul numero degli utenti di BI in genere presenti nella sua azienda? Scontata la risposta sulla situazione attuale, ovvero: l’89% del campione ha affermato che oggi il numero degli utenti della Mobile BI è inferiore a quello della BI tradizionale, mentre il 7% ha detto che le due categorie sono equivalenti, e il 4% che gli utenti della Mobile BI sono di più. La risposta sulla previsione a un anno traccia invece uno scenario in parte ribaltato. Il 48% del campione dice sempre che il numero degli utenti della Mobile BI sarà inferiore a quelli della BI tradizionale, ma rispetto alla situazione odierna questo valore perde ben il 41% dei rispondenti. Un salasso che si riverserebbe invece positivamente su coloro che dicono che tra un anno il numero degli utenti della Mobile BI sarà uguale a quello della BI tradizionale, 44% (+34% dalla situazione odierna); mentre il restante 8% del campione dichiara che saranno di più gli utilizzatori della Mobile BI (un raddoppio rispetto alla situazione odierna).
Forse queste risposte risentono più un desiderio che un fatto che si concretizzerà realmente in così poco tempo. C’è però una coerenza con le risposte date alle prime due domande di questa ricerca dalle quali abbiamo desunto che nei prossimi 12/18 mesi il 50% circa del campione avrà messo in opera o starà lavorando a un progetto di Mobile BI. Insomma forse bisogna fare un po’ di tara su questi ultimi risultati emersi, ma la tendenza sicuramente c’è e lo scenario delle modalità di fruizioni dei dati della BI è sicuramente destinato a diventare più articolato nei prossimi mesi (analisi delle risposte alla domanda 8).

 

Conclusioni
La Mobile BI è un tema all’ordine del giorno di molte aziende italiane. A spingere su questo fronte è principalmente il CEO, che poi coinvolge i top manager della sua realtà; in diversi casi però a muoversi per primi in questa direzione sono i responsabili dell’attività commerciale. Due categorie che chiedono cose diverse alla Mobile BI. Gli utenti top vogliono essere informati su quanto sta succedendo in azienda con dati non necessariamente real time, ma comunque con una logica ‘any time any where’. Gli utenti sul campo, agenti di vendita e loro responsabili, chiedono uno strumento agile/ personale che gli permetta di relazionarsi al meglio con il cliente che devono andare a trovare in quella determinata giornata. Qui il real time è importante, come è importante poter arrivare al dato di dettaglio. Conciliare queste due visioni della BI su piattaforme come tablet e smartphone non è facile. Chi ci riuscirà avrà fatto centro.

 

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