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24/01/2013

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Il nuovo storage all’Istituto Ortopedico Rizzoli

Prestazioni quintuplicate con la soluzione DataCore che preserva gli investimenti hardware e software preesistenti

L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (IOR) è una struttura ospedaliera e di ricerca pubblica altamente specializzata nel campo dell’ortopedia e traumatologia.

Fin dalla sua fondazione, nel 1896, rappresenta uno tra i migliori centri ortopedici del mondo per dimensioni, attrezzature, organizzazione, ricerca e didattica.

Il Rizzoli è parte integrante del sistema sanitario regionale, è riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dal Ministero della Salute italiano ed è sede di insegnamento dell’Università di Bologna.

Quale Istituto di ricerca, prevalentemente orientato alla chirurgia ortopedica innovativa e all’attività di eccellenza e di sperimentazione, è sede italiana e internazionale di riferimento per i tumori ossei, per i trapianti della caviglia, per gli impianti riferibili alla chirurgia ortopedica rigenerativa e alla sperimentazione protesica.

Nel Centro di ricerca dell’Istituto operano 15 Laboratori, in cui vengono organizzati e sviluppati avanzati programmi di ricerca di base, traslazionale e clinica, che coprono tutti i settori della fisiologia dell’apparato muscolo-scheletrico.

Presso l’Istituto opera inoltre la Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico dell’Emilia-Romagna. Dal febbraio 2012 è stato attivato il Dipartimento Rizzoli-Sicilia di Bagheria (PA), istituito a seguito di una convenzione con la Regione Siciliana, che impiega circa 1.400 persone.


Il sistema informativo


Tutto questo non poteva che comportare una maggiore agilità del sistema di Ict, in termini di trattamento di dati e gestione delle informazioni e comunicazioni, basato su una struttura di 14 persone.

Lo illustra Massimo Cacciari, responsabile sistemistico dell’infrastruttura di IOR. “La sfida che si poneva era legata alla carenza di performance. Dovevamo rinnovare l’infrastruttura che era chiamata a rispondere al crescente volume di dati.
Essendo inoltre l’hardware installato da più di 5 anni, avevamo l’esigenza di rinnovarlo. Abbiamo allora valutato una serie di ipotesi che riguardavano l’acquisto di nuovo hardware.
Durante queste ricerche, 3Cime, nostro partner con sede a Bologna, focalizzato sul mercato dello storage e della virtualizzazione, ci ha proposto la soluzione DataCore, che ci avrebbe permesso di continuare ad utilizzare l’hw esistente a costi competitivi e che ci avrebbe inoltre permesso di effettuare futuri acquisti senza alcun condizionamento di marca”.


La nuova soluzione


Così, nel 2011, l’IOR ha sviluppato il progetto, valutando le soluzioni disponibili ed arrivando alla decisione di adottare la soluzione DataCore. Sono state avviate le procedure di acquisto, con le aggiudicazioni avvenute all'inizio del 2012.

La nuova soluzione è stata installata nel maggio 2012 e, in giugno, è stata effettuata la prima migrazione .

Le sale macchine si trovano in due edifici distinti a 400 metri di distanza, ciascuna con alimentazione elettrica e con UPS separati (in quanto ospedale, sono anche dotati di gruppi elettrogeni che intervengono in 10-15 secondi in caso di blackout).
La rete è stata ridondata con 2 centri stella nelle due sale macchine, tutti gli apparati di rete periferici hanno un collegamento con entrambi i centri stella, in modo da garantire sempre la connettività.
Il backbone è ridondato con doppio collegamento a 10GB/s.


I server si collegano direttamente ai centri stella con collegamenti ridondati a 1GB/s.
È stata creata una SAN distribuita con due nodi DataCore San Symphony V, uno per ogni sala macchine.

I server su cui è montato DataCore sono IBM x3650, ciascuno con 16 dischi interni.
A ciascun server è collegato uno storage IBM DS3400 preesitente.


Lo spazio di storage utile è circa 20TB per ogni server, mirrorati in sincrono tra loro.

La SAN distribuita fornisce lo storage per i server, installati nelle due sale macchine e collegati via I-SCSI:
Sono presenti un'altra decina di server fisici di servizio (firewall, dns, dhcp ecc.).

La soluzione DataCore ha permesso all’Istituto di superare la dipendenza da uno specifico fornitore hardware in merito allo storage.

Cacciari conclude: ”Abbiamo testato prestazioni I/O aumentate del 4-500% rispetto all'infrastruttura precedente, business continuity raggiunta e disaster recovery implementato, grazie allo spostamento di uno dei nodi DataCore nella seconda sede.
È stata verificata con soddisfazione anche la funzionalità di auto-tiering di DataCore, che velocizza le prestazioni globali grazie all'utilizzo dei dischi più veloci per i dati più frequentemente acceduti, permettendo di mischiare dischi di diversa velocità, capacità e costo”.

 

 

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