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Mobile/Wireless
 

19/04/2016

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Internet of Things e startup: l'interesse che cresce

Gli investimenti negli ultimi cinque anni sono stati di circa 31 miliardi di dollari da parte di operatori di telecomunicazioni e aziende tecnologiche. Tra i settori, connected car e dispositivi wearable.

È stato di oltre 31 miliardi di dollari l’ammontare degli investimenti fatti tra il 2011 e il 2015, acquisizioni comprese, in ambito Internet of Things da parte degli operatori di telecomunicazioni e dalle aziende operative nel settore tecnologico. Il dato è stato fornito da Ovum che ha tracciato settantasei accordi raggiunti in otto diversi settori compresi quelli dei servizi IT, dei dispositivi wearable e delle connected car. “A guidare il trend, con l’acquisizione da 16,7 miliardi del produttore di chipset Altera è stata senz’altro Intel. Altre aziende come Verizon, Google e Qualcomm hanno invece chiuso almeno un’acquisizione ciascuna con più di un 1 miliardo di dollari nel periodo riportato”, spiega Francesco Radicati, senior analyst, Digital Service della società di ricerca.

Nel dettaglio, il numero di acquisizioni è passato dai quattro accordi del 2011 ai diciannove del 2015, con un picco di investimenti nel 2013, con aziende come ad esempio Fitbit che hanno attratto maggiore interesse dai settori tecnologici e delle telecomunicazioni. In tal senso viene spiegato che la maggiore singola spesa del 2015, pari a 115 milioni di dollari, è stato quello relativo al quarto ciclo di investimenti del provider di rete per l’ultra-narrowband Sigfox, fatto da un gruppo che include fondi di venture provenienti da Telefonica, NTT Docomo e SK Telecom.

Accordi IoT (2011-2016)



Radicati prosegue spiegando che “mentre l’interesse dei fornitori di servizi di telecomunicazioni sta crescendo nei confronti dell’IoT, i dati mostrano che vendor come Intel e Qualcomm, e colossi tecnologici come Google, sono ancora i maggiori investitori nel settore: “Di fatto, grazie ai rispettivi fondi venture e alla prossimità agli ecosistemi di innovazione queste aziende sono in possesso dell‘expertise per identificare le startup IoT più promettenti, nonché raccogliere i fondi necessari all’investimento e all’acquisizione di queste aziende”.

Contemporaneamente sta però anche cambiando qualcosa sul versante telco dove diversi operatori si stanno muovendo con sempre maggiore attenzione: “Stanno creando propri fondi venture nonché acceleratori di startup, e compiendo delle proprie acquisizioni per supportare le strategie esistenti”, sottolinea in tal senso Radicati citando come esempi l’acquisizione fatta da Verizon nel 2012 di Hughes Telematics e quella dello scorso anno da parte di Vodafone dell’italiana Cobra, gruppo specializzato nello sviluppo e offerta di servizi e prodotti telematici destinati al settore automotive.

 

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