Estate 2020
Mobile/Wireless
 

04/09/2014

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Internet of Things: la visione dei vendor

Un futuro che inizia a costruirsi da oggi: ecco come si stanno posizionando diverse tipologie di attori che operano su questo nuovo promettente mercato

Internet delle cose, o di ogni cosa se si preferisce, è un tema che sta diventando di attualità nel mondo dell’ICT. Lo scenario generale parla del fatto che sempre più oggetti saranno connessi in rete. Secondo le stime di diverse società di analisi di mercato, se a livello mondiale nel 2012 erano 12 miliardi le ‘cose’ integrate su infrastrutture di rete IP nel 2015 saranno 15 miliardi e nel 2020 arriveranno a 40 miliardi e per gli anni successivi il ritmo di crescita non sembra che sia destinato a calare molto facilmente.

 

Uno scenario che, a prescindere dai numeri che poi concretamente si realizzeranno, ci dice che le informazioni destinate a viaggiare in rete sono destinate ad aumentare, così come i sistemi in grado di elaborarle e di memorizzarne i risultati, oltre ai software per gestire tutto questo e alle applicazioni di tipo analitico e transazionale che da queste informazioni dovranno ricavare nuovo business e nuovi servizi per consumatori, cittadini e imprese. Un futuro che inizia a costruirsi da oggi ed è quindi interessante vedere come si stanno posizionando le diverse tipologie di attori che operano su questo nuovo promettente mercato.

 

A questo scopo abbiamo rivolto alcune domande molto concrete a sei aziende attive nel segmento IoT comprendendo tra queste non solo grandi e famosi vendor che da tempo hanno dichiarato interesse per la tematica, ma anche due realtà di dimensioni più ridotte, a dimostrazione del fatto che il nascente mercato delle soluzioni di Internet of Things può essere una ricca fonte di opportunità per soggetti di ogni dimensione.

 

1. Qual è la vostra visione del mercato dell’Internet of Things in Italia? (in questa risposta fare cenno al tipo di attività svolto dalla vostra azienda in ambito Internet of Things)
2. In che modo, secondo il punto di vista del vostro business, l’Internet of Things è destinato a relazionarsi con le tecnologie più consolidate della sensoristica tradizionale?
3. Quale sarà la vostra novità in ambito Internet of Things del 2014 per il mercato italiano?

 

ALBERTO DEGRADI, infrastructure architecture leader di Cisco Italia


1. Nel 2013 il 33% del traffico Internet mondiale è stato generato da dispositivi diversi dai pc, ma entro il 2018, questo traffico crescerà al 57%. In Italia, i moduli M2M rappresenteranno nel 2018 il 56% di tutti i dispositivi connessi in rete, rispetto al 36% raggiunto del 2013. L’Internet delle cose genererà la necessità di disporre di reti ubique in grado da un lato di raccogliere le informazioni che arrivano dalla sensoristica e dall’altro di gestire con immediatezza questo tipo di informazioni, anche in termini di quantità nella logica dei Big Data e di un computing distribuito.


2. Dal nostro punto di vista l’integrazione tra sistemi di operation IT parte dalla rete. Queste stanno evolvendo verso il software defined networking, dove l’intelligenza è centralizzata, e la velocità di esecuzione distribuita, garantendo in modo dinamico l’adeguamento della rete alle applicazioni dell’utente, anche sulla base del traffico da gestire in quel momento.
 

3. L’obiettivo è quello di continuare ad apportare integrazioni e innovazioni all’interno dell’infrastruttura Cisco Application Centric Infrastructure che sfrutta un approccio alla programmabilità e gestione della rete unico nel suo genere. Utilizza un Apic (Application Policy Infrastructure Controller) centralizzato per automatizzare e gestire i fabric data center fisici e virtuali. A differenza dei vecchi controller SDN, fornisce policy applicative – non configurazioni – ai dispositivi di rete, permettendo loro di auto-configurarsi; questo rende Apic estendibile a tutti i dispositivi di rete e semplifica l’integrazione di nuove infrastrutture con sistemi di gestione, automazione e orchestrazione cloud.
 

FABIO SANTINI, direttore della divisione server, tools & cloud di Microsoft Italia


1. L’Italia vanta uno dei mercati più vasti per quanto riguarda l’Internet of Things con quasi una decina di milioni di oggetti connessi. Automotive, domotica sono i settori emergenti per queste tecnologie, mentre il primato rimane alle utility che utilizzano soluzioni IoT per il conteggio dei consumi energetici. Microsoft si pone l’obiettivo di far concentrare le organizzazioni sull’impatto positivo che Internet of Things può avere sulle proprie attività di business liberandole dalle preoccupazioni legate alla gestione e l’integrazione di questi oggetti, facendo leva su una serie di asset tecnologici e servizi che abbiamo già reso disponibili al mercato.
 

2. L’obiettivo di Microsoft è dare la possibilità alle organizzazioni di iniziare a trarre il massimo ritorno dai dispositivi già utilizzati, rendendoli connessi sfruttando i servizi cloud. L’approccio che proponiamo è iniziare identificando un processo o una singola linea di business che sono strategiche e da lì, tramite un ciclo continuo di sviluppo e rilasci, massimizzarne il ritorno per poi espandersi versi altri processi e linee di produzione facendo leva sull’esperienza acquisita.
 

3. Microsoft offre una piattaforma sicura che consente di trarre il massimo valore da oggetti che costituiscono l’Internet of Things – siano essi dispositivi basati su Windows che non – sfruttando i servizi cloud di Microsoft Azure e una serie di servizi e strumenti che consentono di gestire e analizzare i dati generati dagli oggetti. Nel corso del 2014 saranno rilasciati servizi e strumenti, quali il machine learning, disponibile in preview da luglio grazie a Azure Machine Learning.
 

TOM DAVIS, CEO di Solair


1. Nel mondo di chi produce macchinari e prodotti, l’innovazione è giunta a livelli sofisticati. Per spingersi oltre occorre puntare oggi sul servizio, su ciò che può creare valore aggiunto attorno al prodotto. Per permettere alle aziende manifatturiere italiane di compiere il passaggio dall’offerta di prodotti a quella di prodotti/servizi serve il supportato dalle tecnologie. In questa fase Solair, grazie alla sua piattaforma cloud-based, và a lavorare sulla connettività del prodotto, sulla raccolta dei dati che quel prodotto permette di ottenere, e sulla creazione di applicazioni verticali che possono offrire valore aggiunto al prodotto stesso.
 

2. L’insieme di soluzioni ispirate al modello dell’Internet of Things, dai remote control, agli embedded sensor permettono di trasformare i prodotti in oggetti intelligenti, attraverso cui erogare servizi a valore aggiunto ai clienti finali negli ambiti più diversi. Dobbiamo pensare a tre livelli. A un primo livello ci sono i sensori, l’hardware che raccoglie i dati e li invia. Al secondo livello c’è la piattaforma che li aggrega e li correla. Il valore aggiunto sta nel terzo livello, nella IoT Application Platform, che crea valore su questi dati costruendo applicazioni. Solair è in grado di fornire una soluzione end-to-end che copre tutti i tre livelli.
 

3. Rispetto ad altri competitor, Solair offre un approccio globale all’Internet of Things. Non permettiamo di rendere solo ‘intelligenti’ i prodotti, ma creiamo valore sui dati raccolti che fini a se stessi non servirebbero a molto. Il nostro bacino di utenza sono tutte le società che hanno bisogno di connettere le loro macchine. In questo ambito agiamo come enabler per arrivare all’offerta del prodotto/servizio.

 

LUIGI ZABATTA, responsabile machine to machine & internet of things services di Telecom Italia Digital Solutions, società del Gruppo Telecom Italia
 

1. Il mercato dell’Internet of Things – il nuovo paradigma per l’integrazione del mondo virtuale delle tecnologie dell’informazione con il mondo reale delle cose - si sta orientando su nuove reti di prossimità, che operano su frequenze diverse da quelle della mobility. In questo contesto all’interno di Telecom Italia Digital Solutions (Tids) è stata costituita una nuova business unit dedicata all’IoT con la mission di proporsi come end-to-end (E2E) solution provider, avvalendosi di partner specializzati per i diversi mercati verticali che oggi focalizziamo: smart metering, vending automation, smart city.


2. Le soluzioni proposte da Tids sono rese flessibili grazie alla Sensor Enabling Platform, un mediation layer che consente di disaccoppiare i sensori dalle applicazioni. Grazie a questo approccio, la sensoristica tradizionale potrà dialogare con il nuovo framework digitale dell’IoT a vantaggio dei clienti che potranno capitalizzare le proprie soluzioni di telemetria attualmente in esercizio.
 

3. Abbiamo appena lanciato una soluzione per il mercato vending automation che consente il monitoraggio da remoto della rete delle vending machine. Abbiamo inoltre una proposta molto articolata per lo smart metering con una prima focalizzazione sul mercato del gas per il quale ci proponiamo come operatore terzo carrier.

 

AVNER GOREN, general manager of strategic marketing, embedded processing, Texas Instruments
 

1. L’IoT ogni giorno offre nuove modalità d’utilizzo in tutte le aree: applicazioni domestiche e personali, nelle infrastrutture della città, nelle reti dei sensori e anche negli impianti produttivi di ogni tipologia di industria. La raccolta di dati di campo attraverso tecnologie wireless e cloud può genera molteplici benefici, non ultimo quello di scoprire e risolvere eventuali problemi, prima che il prodotto esca dallo stabilimento. Sul fronte dell’assistenza agli utenti finali, la connettività serve per fornire informazioni precise ai tecnici che devono intervenire così da operare correttamente risparmiando denaro, tempo e angoscia.


2. Le dimensioni dei sensori sono talmente ridotte che incorporarli non è più un problema, così sarà direttamente la scatola di medicinali a ricordarci di prendere la pastiglia all’orario giusto e molto altro ancora. L’IoT consente ai dati provenienti dai sensori di essere raccolti in modalità cloud per ežettuare analisi che si possono basare sulle reti dei sensori più che sui sensori stessi.
 

3. La nostra vera potenza è poter offrire una gamma molto ampia di tecnologie che sono fondamentali per l’Internet of Things. Disponiamo del più ampio portafoglio di tecnologie per la connettività e per il power management, di soluzioni analogiche, di microcontrollori e di processori. Texas Instruments gode di una buona posizione per fornire soluzioni per qualsiasi mercato interessante per l’IoT. Ci posizioniamo come vendor di sistemi integrati attraverso i quali costruire device ed equipaggiamenti attorno a tutta la catena dell’IoT, lavorando sul fronte sia hardware sia software con l’obiettivo della semplicità.


NICOLA DE CARNE, CEO di Wi-Next

 

1. Riteniamo che in Italia il mercato dell’Internet of Things possa vedere sbocchi importanti in particolar modo nel settore industriale e nel retail con applicazioni che vanno dal controllo remoto di macchine industriale per la manutenzione preventiva a soluzioni per la localizzazione indoor e il monitoraggio statistico delle location. La nostra azienda è attiva proprio nella produzione di soluzioni hardware e software in grado di soddisfare queste nuove richieste di mercato.
 

2. Possiamo considerare la sensoristica tradizionale e il M2M come una sorta di intranet tra sensori non in grado di comunicare con il mondo esterno. L’IoT aggiunge il livello di networking portando le attuali tecnologie da uno stato di intranet a un collegamento a Internet cosi, di fatto, digitalizzandole con tutti i relativi vantaggi di potersi affacciare alle tecnologie IP.
 

3. Wi-Next ha presentato a marzo una soluzione basata su tecnologia low power Wi-Fi per la rilevazione dei consumi elettrici attraverso la creazione di reti mesh di sensori tra macchine industriali. Le applicazioni possibili sono svariate tra cui la manutenzione preventiva e il controllo remoto. Lanceremo a breve una nuova tecnologia – Beacon - per applicazioni di localizzazione indoor e interazione con smartphone e tablet delle persone che entrano in un determinato punto vendita.
 

 

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