Intelligenza Artificiale 2019
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13/01/2017

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Interagire sempre meglio dentro e fuori l'azienda

Le soluzioni di Unified Communication & Collaboration, sia on premise sia nel cloud, sono sempre più apprezzate da organizzazioni pubbliche e private di ogni dimensione grazie agli innegabili vantaggi che offrono.

Nell’ambito dell’offerta di tecnologie e servizi di Unified Communication & Collaboration, le soluzioni di videocomunicazione sono quelle che oggi crescono di più. Alcune ricerche svolte nel 2016 mettono in luce inoltre come il traffico generato dalle conferenze basate su sistemi e servizi di videocomunicazione stia ormai superando quello relativo alle audioconferenze. L’approccio delle aziende e le abitudini dei loro utenti interni stanno dunque cambiando, ma la videocomunicazione per risultare utile, e quindi efficace sotto il profilo del business, deve rispondere a degli standard di qualità più elevati rispetto alla comunicazione audio che non sempre è possibile supportare. Inoltre i costi tra l’utilizzo di servizi e tecnologie video e audio non sono ancora allineati e quindi anche questo è un fattore da tenere in considerazione per orientare al meglio gli investimenti aziendali. Per affrontare questi temi e dare utili indicazioni alle aziende utenti, la redazione di Office Automation ha interpellato alcuni importanti protagonisti di questo mercato, che hanno fornito spunti interessanti.

Nell’ambito della vostra azione sul mercato, quali sono i driver che secondo voi spingono oggi le aziende utenti italiane a scegliere la videocomunicazione per implementare migliori relazioni di business interne e verso i clienti all’esterno?

Bianca AlleryBianca Allery, direttore marketing, 3CX - Oltre a migliorare l’interazione tra colleghi e con i clienti, le aziende adottano la comunicazione video per abbattere i costi. Superati i limiti dovuti alla scarsa nitidezza delle immagini e all’enorme impatto sulla banda, le odierne soluzioni per videoconferenze allo stato dell’arte offrono lo streaming video in HD a basso consumo di banda e a un costo molto inferiore rispetto al passato. Con le videoconferenze, la crescente percentuale di chi lavora da remoto ha modo di curare i propri rapporti con clientela, colleghi e superiori regolarmente e ‘de visu’. La comunicazione video è molto importante poiché consente di valutare il linguaggio del corpo del proprio interlocutore, incrementando la produttività dei meeting. Il tutto a una frazione del costo di una tradizionale telefonata. La videoconferenza è infine un’alternativa facile ed economica alle trasferte. Gli incontri si possono tenere via video, azzerando costi e tempo necessari per i viaggi.

Stefano Fanfani, country manager, DatapointEurope Italy - Il principale driver è il fattore umano. Altro importante driver è di tipo tecnologico, vista la grande diffusione di dispositivi mobili e la disponibilità di reti con capacità adeguata per la fruizione di applicazioni di video collaborazione. Infatti occorre integrare qualsiasi tipologia di dispositivo tecnologico, che siano laptop, smartphone, tablet o altro. L’abbattimento dei costi di trasferta, il superare problemi di fuso orario o di partecipazione da remoto a riunioni business sono altri driver a cui le società tengono conto per la scelta della videoconferenza. Inoltre la scelta della videoconferenze viene presa quando si forniscono servizi con SLA molto stringenti, dove il tecnico on-site tramite un dispositivo mobile può essere in contatto con l’esperto di alto livello in un’altra sede ritenuto necessario per la risoluzione del problema incontrato, mostrando cosa è avvenuto, seguendone le spiegazioni e facendosi guidare passo a passo nella soluzione definitiva del problema.

Alessandro Parisi, managing director, estos Italia - Una delle principali ragioni che spinge un’azienda all’adozione di sistemi di videocomunicazione è certamente la riduzione dei costi derivanti dalle spese di trasferta del personale. Non meno importante è la crescente esigenza di stabilire comunicazioni più ‘interattive’, quasi più personali e più efficaci con i propri clienti.

Alessandra OttavianiAlessandra Ottaviani, marketing manager, Metha Group - Dal nostro privilegiato osservatorio di addetti ai lavori, possiamo affermare che la videoconferenza si sta rapidamente diffondendo sempre più come uno strumento di utilizzo comune, alias ‘commodities’. I dipendenti che hanno la possibilità di utilizzare un dispositivo mobile o laptop, ogni giorno riducono le distanze fra loro, aumentano la produttività, e si innalza l’impegno dei dipendenti tutti, migliorando il ‘time to market’. I fattori chiave che rendono la videoconferenza uno strumento sempre più popolare in ufficio allo stesso livello di quanto lo sia già a casa, sono: facilità d’uso, connessione di alta qualità, sicurezza di livello enterprise.

Andrea Recupero, SE Voice, South EMEA, Polycom - Flessibilità, riduzione dei costi, aumento della produttività. Sono solo alcuni dei principali driver che spingono le aziende e scegliere la videocomunicazione e che devono indicare loro la strada futura. Anche la facilità d’uso è da considerarsi un fattore importante, che porta poi a una maggiore produttività, dal momento che si può essere raggiungibili sempre e ovunque. Si può partecipare a un incontro in contesti nazionali o internazionali, indipendentemente dal tipo di device. Si è sempre connessi.

Fabio Tessera, vice president sales SEMEAR, Vidyo - Ci sono driver di mercato e driver tecnologici. Il mercato richiede oggi di agire in modo rapido e dinamico a livello internazionale, indipendentemente dalle proprie dimensioni. Le aziende devono saper sfruttare la tecnologia per offrire a clienti sempre più esigenti e informati i propri prodotti e servizi: disporre di strumenti tecnologici che facilitano il flusso informativo interno e consentono di raggiungere i clienti ovunque si trovino è un differenziale competitivo che le aziende moderne hanno da tempo cominciato a sfruttare. L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni permette oggi di effettuare videocomunicazioni ad alta qualità con chiunque e in qualsiasi momento. Chi non sfrutta queste opportunità, o le sottovaluta, rimane tagliato fuori.

Stefano Osler, CEO, Wildix - Diciamo che i driver non sono mai cambiati, le necessità sono sempre quelle di ridurre i tempi di viaggio per fare più appuntamenti ed eliminare il disagio dei viaggi per aumentare la qualità di vita dei lavoratori. Quello che mancava era un protocollo comune e la banda necessaria per avere una conferenza con qualità sufficiente. Il protocollo oggi c’è (WebRTC), prende piede velocemente perché non richiede software specifico ed è alla portata di tutti, oltre a questo ha una superiorità tecnica rispetto a SIP che non era stato progettato per le videoconferenze e quindi ha sempre sofferto in questa applicazione. Quindi il driver della globalizzazione, spinge le aziende a cercare sempre più relazioni commerciali all’estero e di conseguenza ad adottare strumenti di collaborazione che funzionino con chiunque senza costringere il potenziale cliente o fornitore a dotarsi di complicati strumenti di comunicazione.

Simone TerreniSimone Terreni, managing director, VoipVoice - La comunicazione non verbale, specialmente per l’Italia, è una componente importantissima della comunicazione. Riuscire a corredare chiamate o call aziendali con l’immagine video consente sicuramente di essere più efficaci. Lo strumento della videocomunicazione diventa qualcosa di estremamente semplice e facile da usare per accorciare distanze, gestire da remoto situazioni aziendali, ottimizzare le spese. In termini di efficacia mostrare i volti arricchisce il contenuto esposto con la voce, grazie alla postura, ai gesti e all’espressione del viso. 

Quali sono gli standard e le soluzioni tecnologiche che assicurano una videocomunicazione di qualità, anche in presenza di fattori esterni (mancanza di ‘banda garantita’,... altro), che devono essere prese in considerazione da un’azienda per risultare efficace nel suo business?

Stefano Osler, Wildix - C’è solo un modo per garantire che la qualità sia sempre sufficiente: la velocità del mezzo trasmissivo che l’azienda acquisisce deve essere molto superiore al massimo utilizzo previsto. Conta molto la qualità del protocollo e la sua capacità di adattarsi a temporanei cali delle prestazioni del mezzo trasmissivo. Sono da preferire i protocolli più recenti che grazie a un maggior uso della potenza di calcolo e algoritmi più efficienti, riescono, a parità di risorse di comunicazione, a dare un’esperienza molto migliore all’utente. Vanno sicuramente evitate tutte quelle soluzioni che non usano protocolli di sicurezza efficienti, in passato questo problema si è risolto anche aggiungendo strati di VPN e firewall. Purtroppo questo strato di sicurezza aggiunto, complica la fruizione del servizio e non raggiunge mai gli elevati standard di sicurezza richiesti oggi. Infatti un protocollo insicuro, anche se incapsulato dentro uno più sicuro, rimane sempre un rischio per chi sia già riuscito a ottenere accesso alla rete o per un client che partecipa nella comunicazione con il protocollo insicuro.

Alessandra Ottaviani, Metha Group - Dal nostro punto di vista è fondamentale che una soluzione di videoconferenza risponda a alle seguenti linee guida: tecnologia innovativa e semplice da usare; possibilità di ascoltare tutti in maniera chiara; buon contatto visivo con i colleghi / l’immagine di tutti deve risultare chiara; sicurezza audio / video dei meeting a livello enterprise. YOConference risponde in modo puntuale a ogni singola linea guida e fornisce la soluzione più adatta sia in versione cloud che on-premise.

Andrea Recupero, Polycom - Perché la videocomunicazione risulti efficace tra gli interlocutori e l’investimento iniziale dell’azienda sia proficuo, è fondamentale che le tecnologie e le soluzioni rispettino elevati standard di qualità, soprattutto laddove le condizioni di banda garantita non fossero ottimali. Tecnologie di Lost Packet Recovery, come quelle offerte da Polycom possono offrire livelli elevati di qualità nella videocomunicazione, nonostante condizioni di banda disponibile non sempre e del tutto adeguate. Questa soluzione consente agli utenti di comunicare in video da ogni rete in ogni luogo e in base ad algoritmi riesce a eliminare interferenze e difetti legati alla disponibilità di banda. Con le soluzioni Polycom è possibile anche fare interoperabilità tra i device già in uso sia on premise che su cloud, a seconda della struttura dell’azienda.

Fabio Tessera, Vidyo - Non c’è dubbio che l’utilizzo di Scalable Video Coding quale tecnica di codifica del video in rete sia oggi lo standard migliore per effettuare videocomunicazioni sull’Internet pubblica. Vidyo è orgogliosa di essere stata la prima azienda del settore a introdurre questo metodo di instradamento dei pacchetti su IP che da protocollo per applicazioni di streaming è diventato lo standard di riferimento per la migliore qualità di videocomunicazione. Oggi tutti i principali player di mercato stanno adottando questo standard ma Vidyo conserva la leadership nell’adozione e nelle evoluzioni successive. La combinazione di questa tecnica di codifica con l’architettura unica, basata su VidyoRouter e brevettata da Vidyo, consente di ottenere risoluzione 5K in presenza di adeguate banda trasmissiva e capacità di elaborazione. Vidyo è comunque in grado di adeguare dinamicamente la qualità al variare di queste condizioni, ottimizzando la qualità dell’esperienza utente.

Simone Terreni, VoipVoice - Nella scelta della soluzione è necessario valutare le prestazioni e la connettività ovvero, analizzare le esigenze in termini di partecipanti, dimensione della sala, grandezza del o dei monitor, la microfono altura, l’insonorizzazione, la necessità di condividere i contenuti di un notebook, la possibilità di connettersi con persone all’esterno dell’azienda dotate di smartphone tablet o altro dispositivo. Oggi avere la video comunicazione inserita nelle soluzioni di Unified Communications è sicuramente la soluzione più efficace e vincente.

Bianca Allery, 3CX - Protocolli di trasporto differenti assicurano diversi livelli di affidabilità di trasmissione dei dati, un elemento da considerare in fase di selezione: il protocollo TCP (Transmission Control Protocol) ad esempio è considerato più affidabile, assicura la trasmissione di tutti i dati ma è soggetto a rallentamenti. UDP (User Datagram Protocol) invece è considerato meno affidabile, perché previene tali ritardi ma non assicura la trasmissione di tutti i pacchetti. Le soluzioni video basate su tecnologia a stream unico assicurano la massima qualità audio/video anche qualora la banda sia scarsa. Condividendo un solo flusso video tra i partecipanti, ne riducono il consumo di banda al minimo, rendendo tali soluzioni perfette per qualsiasi azienda, indipendentemente dalla banda disponibile. Infine, rispetto a H.263, da sempre standard della compressione video, H.264 ha apportato un sensibile miglioramento alla qualità, senza impatto sulla banda necessaria alla trasmissione. È importante informarsi sulle nuove tecnologie e scegliere un produttore che non solo ne faccia uso ma che soprattutto aggiorni regolarmente la propria piattaforma.

Alessandro Parisi, estos Italia - Una delle tecnologie che farà la differenza nel prossimo futuro rispetto alle archietture H.264 o H263+… è certamente il webRTC (web Real Time Communication) che tramite Codecs performanti e ottimizzati per la riduzione delle risorse di rete necessarie garantisce una videocomunicazione efficace e facilmente accessibile agli utenti anche in mobilità. Questo nuovo canale comunicativo dovrà però essere intelligentemente integrato con quelli esistenti (sistemi telefonici, instant messaging, posta ecc.) per una user experience unificata e una migliore gestione dei processi lavorativi (analisi statistica, integrazione a CRM, ai workflow ecc.).

Stefano Fanfani, DatapointEurope Italy - Le soluzioni di videoconferenze supportano ormai tutti gli standardi di interoperabilità internazionali come ISDN, rete telefonica tradizionale, IP e SIP. Lo standard H264 permette alla videocomunicazione di elevare la propria qualità video (HD o HHD) riuscendo a portare un alto contenuto dell’immagine. Le soluzioni Avaya Scopia e Polycom permettono di ottenere eccellenti performance video in condizioni di rete realistiche con una qualità nitida ed omogenea, una larghezza di banda efficiente ai massimi livelli e funzionalità di error resiliency. Le soluzioni per sale riunioni, applicazioni desktop e smartphone incrementano la produttività e rafforzano le relazioni aiutando l’utente a interagire come se fossero tutti nella stessa stanza, faccia a faccia, con l’abilità di collaborare su documenti, fogli di calcolo e altri contenuti. L’approccio Byod (Bring Your Own Device) permette all’utente di moderare o partecipare a una riunione, condividere i contenuti come se fosse in sede.

Videocomunicazione on premise oppure in cloud. Quando è meglio, e per quali ragioni, privilegiare una soluzione rispetto all’altra? È solo una questione di costi?

Simone Terreni, VoipVoice - La principale differenza sostanziale tra le due soluzioni sta soprattutto nella riduzione delle risorse necessarie nelle sedi, quindi in un minor investimento sui dispositivi. Il fornitore di servizi in cloud genera e mantiene attivo il collegamento tra le sedi. Differenze tra le soluzioni on premise e cloud, possono esserci, dunque è bene valutare i limiti di entrambe, ad esempio può capitare  che durante una videoconferenza in cloud, non sia possibile effettuare la condivisione dei contenuti, oppure il numero di partecipanti contemporanei sia limitato. Si deve sempre valutare i servizi garantiti dal fornitore di servizi in cloud e il tipo di dispositivo necessario per avere prestazioni adatte alle esigenze di videocomunicazione aziendali.

Bianca Allery, 3CX - Grazie a uno sviluppo costante i produttori oggi offrono piattaforme fruibili in entrambe le modalità senza differenze. La scelta dipende solo dalle preferenze del cliente e dalla presenza di un reparto IT in azienda. Se la soluzione è commercializzata allo stesso prezzo in entrambe le varianti, installare on premise consente ad aziende con reparto IT di risparmiare sugli eventuali costi di gestione da parte del provider di servizi in hosting. Inoltre i progressi della sicurezza IT e l’impiego dei più recenti protocolli assicurano di fabbrica lo stesso livello di tutela delle soluzioni cloud e on premise. Le aziende con più risorse e personale, potrebbero però preferire l’installazione in loco per l’ulteriore serenità che ne può derivare. Per le aziende prive di reparto IT le soluzioni cloud che assicurano il pieno controllo di dati e impostazioni sono l’ideale. L’operatore gestisce tutti gli aspetti tecnici e il resto viene curato dall’utente. Infine, se l’operatore basa il servizio su una soluzione le cui varie istanze virtuali sono separate tra loro, l’azienda non subisce le limitazioni tipiche di ambienti multi-tenant e fruisce di una soluzione più affidabile e personalizzabile. 

Fabio Tessera, Vidyo - Non è solo una questione di costi anche se la valutazione per una soluzione di tipo Opex rispetto a quella Capex ha ovviamente impatto sul cash flow dell’azienda e quindi determina spesso la decisione finale. Ci sono però anche aspetti legati al tipo di utilizzo e alla natura dell’applicazione. Vidyo offre entrambe le opzioni, on premise e in cloud, suggerendo la seconda nel caso in cui sia particolarmente importante l’aspetto della fruibilità in movimento e della connettività su scala internazionale. VidyoCloud dispone di una rete capillare di nodi fisici e logici che consentono al cliente di ottenere prestazioni di alto livello sia nel proprio Paese che all’estero. Tramite la proposta di Platform as a Service e la disponibilità delle API è anche possibile realizzare progetti custom in cui il cliente utilizza Vidyo quale motore per la collaborazione a distanza, ma il video viene integrato in applicazioni specifiche (web o client based). Un altro aspetto importante è quello legato alla sicurezza e al controllo delle comunicazioni. Anche il cloud garantisce alti livelli di sicurezza informatica ma è necessario valutare con attenzione le proposte di mercato.

Alessandra Ottaviani, Metha Group - Oggi per le aziende di qualsiasi dimensione e settore merceologico, la videoconferenza sia in cloud che on premise garantisce indistintamente la semplicità di utilizzo, la qualità dell’audio e del video, la sicurezza. Le ragioni per cui una azienda sceglie una soluzione on premise sono principalmente dovute a necessità di carattere istituzionale. Mentre si sceglie la soluzione cloud in quei contesti aziendali ove la comunicazione quotidiana ha esigenza quasi ‘fisiologica’ di uscire dai confini del proprio ufficio, ovvero in quelle organizzazioni dove lo strumento videoconferenza è pensato come fattore abilitante il proprio business quotidiano.

Stefano Osler, Wildix - La videocomunicazione deve essere raggiungibile da più partecipanti che si collegano da ogni punto del mondo, è abbastanza raro vedere videoconferenze tra persone dello stesso ufficio perché per loro è ancora conveniente riunirsi fisicamente in uno stesso posto. Da questo consegue che è meglio cloud che on premise, non c’è nessun vantaggio tecnico nell’avere il server che fa la videoconferenza in un data center interno. Tutti i servizi si stanno spostando in cloud, forse quello che ha più senso di essere in cloud, per la sua natura di punto d’incontro virtuale tra persone distanti, è proprio il sistema di videoconferenza. Il cloud rende più facile il telelavoro e non fa ricadere sull’azienda tutte le problematiche di sicurezza relative a collegamenti che dall’esterno arrivano in sede aziendale. Dal punto di vista dei costi, la tecnologia in continua evoluzione rischia di bruciare qualunque investimento fatto in software e hardware dedicato. È necessaria una maggiore economia di scala: affidare la videoconferenza a un fornitore esterno che grazie a maggiori volumi rientra prima dagli investimenti è la strategia più corretta.

Alessandro Parisi, estos Italia - Non è solo una questione di costi. Si tratta di tecnologie che sotto certi aspetti richiedono conoscenza tecnica approfondita e risorse hardware importanti. Una soluzione on premise ha perciò un forte impatto sulla PMI, che si trova quindi obbligata alla scelta di un servizio SaaS. Bisogna però differenziare un servizio di videoconferenza inteso come sistema multi-partecipante con servizi di gateway telefonici e gestione degli inviti con reminders integrati, da una piattaforma di video chat one-to-one integrata alla propria piattaforma UC, che ritengo soddisfi la maggior parte delle esigenze di videocomunicazione fra utenti o utenti e clienti con richieste minime sia in termini di investimenti che di infrastruttura, e quindi gestibilissima anche on premise come strumento di lavoro.

Stefano Fanfani, DatapointEurope Italy - La connettività è fondamentale nella comunicazione IP. Quando si utilizzano dispositivi on premise P/PM, è necessario sapere che nella sede principale in cui risiede il dispositivo che gestisce l’interconnessione delle varie sedi, la banda dati necessaria è pari alla somma della banda di tutte le sedi da connettere. Nel caso della connettività in cloud, ognuno gestisce la propria banda dati come se stesse comunicando con un interlocutore (perché è il fornitore cloud che si fa carico delle connessioni tra le sedi). La differenza sostanziale tra le due soluzioni sta soprattutto nell’abbassamento delle risorse necessarie nelle varie sedi e quindi una forte riduzione dell’investimento sui sistemi. Le differenze in termini di funzionalità possono esistere, quindi è bene valutare le limitazioni delle due opzioni on premise e cloud. Ad esempio in una conferenza in cloud P/MP potrebbe non essere possibile effettuare la condivisione dei contenuti (content sharing) oppure potrebbero esserci limitazioni circa il numero di partecipanti contemporanei. È quindi sempre opportuno valutare i servizi garantiti dal fornitore di cloud prima di fare qualsiasi scelta.

Andrea Recupero, Polycom - Le tecnologie visual si stanno diffondendo rapidamente. L’ideale è essere pronti per ogni architettura, offrire soluzioni compatibili on premise e in cloud; in certi casi, anche a seconda dell’infrastruttura esistente, potrebbe essere utile adottare soluzioni ibride. Nel caso delle PMI naturalmente potersi dotare inizialmente di infrastruttura e offrire soluzioni basate su cloud potrebbe rappresentare un vantaggio notevole. L’ambiente cloud semplifica la gestione e il ‘time to market’ riducendo i costi di manutenzione; attraverso la sua facilità di implementazione è possibile valutare le diverse applicazioni disponibili in modalità ‘free trial’ e su base progettuale, l’importante è l’assessment di rete iniziale. Il passaggio completo al cloud può avvenire gradualmente o direttamente in base al tipo di architettura. Nel nostro caso, il portfolio di soluzioni si integra perfettamente con l’offerta cloud del servizio voce di Skype For Business (Microsoft Office365). Pensiamo anche solo ai vantaggi che potrebbero ottenere i reparti risorse umane, che, con le adeguate tecnologie di video communication, possono avere nuove possibilità di confrontarsi coi candidati.

 

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